Nel 2023, le casse dello Stato hanno incassato ben 38,1 miliardi di euro grazie alle accise e all’IVA applicata sia sulle accise stesse che sul costo industriale dei carburanti. Questo dato emerge da un’analisi del Centro Studi Promotor, evidenziando il peso fiscale che grava sugli automobilisti italiani. La cifra totale per l’acquisto di benzina e gasolio si è attestata sui 70,9 miliardi di euro, segnando solo un lieve calo (-0,3%) rispetto al massimo storico del 2022.
Rispetto al 2022, si è registrato un incremento del 22,7% nella componente fiscale, mentre la componente industriale – ovvero quanto va alla produzione e distribuzione – ha subito un calo del 18,1%. Questo aumento della componente fiscale è attribuibile principalmente alla fine delle agevolazioni concesse nel 2022, che avevano temporaneamente ridotto il peso delle accise.
L’allarme di Assoutenti: “No all’aumento delle accise sul gasolio”
Assoutenti ha bocciato l’ipotesi di un ulteriore rialzo delle accise sul gasolio, previsto dal Piano strutturale di bilancio del governo. Secondo l’associazione, un aumento delle accise equivarrebbe a una stangata da 3,1 miliardi di euro per gli automobilisti. Al momento, il 56,1% del prezzo del gasolio e il 59,8% di quello della benzina sono destinati alle tasse. Un eventuale allineamento delle accise del gasolio a quelle della benzina comporterebbe un aumento di circa 5,5 euro a pieno, aggravando ulteriormente il carico fiscale sui consumatori.
Una chiamata all’azione sul fronte fiscale
Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha ribadito l’importanza di un intervento del governo per ridurre il peso delle tasse sui carburanti. Melluso ha proposto l’introduzione di accise mobili, un meccanismo che permetterebbe di bilanciare gli aumenti dei prezzi industriali con una proporzionale riduzione del carico fiscale. In questo modo, sarebbe possibile evitare una stangata che, ancora una volta, rischia di pesare sulle tasche degli automobilisti italiani.

Cosa si puo aggiungere a questo ennesimo aumento delle accise che poi va ad aumentare il prezzo finale alla pompa , oramai questo è come un mantra si ripete nel tempo, quando servono denari questi li prendono dai carburanti cosi tassano tutti dal ricco al povero…. senza mai andare a toccare coloro che in questo paese fanno utili di migliardi,e per non pestare i piedi o non ifastidire le Banche che fanno utili plurimigliardari assicurazioni finanziarie e via via la lista è lunga, ma qui paga sempre pantalone!!!!! è la legge del menga chi ce l’ha nel C…se lo tenga???