Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha chiarito la posizione del gruppo in merito alle controllate Plenitude ed Enilive: al momento, nessun ulteriore cambiamento dell’assetto azionario e nessuna quotazione in Borsa nell’immediato futuro. “Siamo a posto così”, ha dichiarato Descalzi a margine di un convegno sull’energia svoltosi alla Camera.
Dopo l’ingresso dei nuovi partner, il fondo EiP (10%) e Ares (20%) in Plenitude, e Kkr (30%) in Enilive, Eni detiene ancora il 70% di Plenitude e il 70% di Enilive, mantenendo dunque la maggioranza assoluta. “Abbiamo ottenuto una significativa iniezione di capitale, indispensabile per sostenere la crescita, soprattutto in un contesto privo di sussidi e incentivi. Al contempo, siamo riusciti ad allineare i capitali e valorizzare le aziende”, ha spiegato Descalzi.
Ma cosa significa per il futuro di Enilive, la società che opera nel settore della bioraffinazione, delle stazioni di servizio e del car sharing? Nessuna IPO in vista a breve. “Una quotazione in Borsa ha senso solo quando le società avranno raggiunto un livello di maturità più elevato”, ha precisato Descalzi. Eni intende aspettare il consolidamento dei risultati, prevedendo un EBITDA complessivo di 4,5 miliardi tra Plenitude ed Enilive nel periodo 2029-2030.
