Antitrust alla Camera: “Cartello sui biocarburanti, danno diretto a imprese e consumatori”

Durante l’audizione dell’8 ottobre 2025 davanti alla Commissione Attività produttive della Camera, il Capo di Gabinetto dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), Giovanni Calabrò, ha illustrato i contenuti e le motivazioni alla base della maxi sanzione da 936,7 milioni di euro inflitta a sei grandi compagnie petrolifere (ENI, Kuwait Petroleum Italia, Esso, Tamoil, IP e Saras) per aver concordato il valore della componente “bio” del carburante nel periodo 1° gennaio 2020 – 30 giugno 2023.

Secondo l’Antitrust, le imprese — che insieme controllano oltre il 90% del mercato italiano dell’immissione in consumo di carburanti — avrebbero realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza coordinandosi sul prezzo della quota “bio”, cioè la parte del costo legata agli obblighi di legge di miscelazione con biocarburanti. Tale componente, cresciuta da 20 a 60 euro al metro cubo tra il 2019 e il 2023, rappresentava circa il 29% del margine lordo dei carburanti, incidendo direttamente sui prezzi alla pompa e determinando, secondo l’Autorità, un danno immediato a imprese e consumatori.

Calabrò ha spiegato che la pratica collusiva è stata segnalata da un whistleblower, il quale ha riferito che ENI avrebbe comunicato periodicamente alla Staffetta Quotidiana i propri valori di componente bio, consentendo così ai concorrenti di “allinearsi”. Le indagini della Guardia di Finanza hanno confermato l’esistenza di numerosi contatti diretti tra le compagnie e di scambi di informazioni sensibili, configurando un comportamento anomalo e coordinato.

Il quotidiano di settore sarebbe stato, secondo l’Autorità, utilizzato come canale di monitoraggio del cartello, fornendo agli operatori uno strumento per verificare il rispetto degli accordi. Questo meccanismo — definito “privo di utilità per il funzionamento del mercato” — avrebbe creato una “falsa trasparenza”, rendendo accettabili agli occhi di clienti e grossisti gli aumenti dei prezzi.

La sanzione, pari complessivamente a 936,7 milioniantitrust_sanzioni_biodisel di euro, è stata calcolata secondo i criteri minimi previsti dalla legge 287/1990. L’Autorità ha precisato che, rapportata ai fatturati totali, la multa rappresenta meno dell’1% del giro d’affari delle imprese coinvolte, ben al di sotto del limite del 10% previsto dal codice antitrust.
“Avrebbe potuto superare i 13 miliardi di euro”, ha sottolineato Calabrò, evidenziando che l’importo scelto è stato “commisurato alla gravità ma anche alla sostenibilità economica delle società”.

Nel suo intervento, il rappresentante dell’Antitrust ha ribadito che l’obiettivo non è soltanto sanzionatorio, ma preventivo e deterrente: “Le multe rafforzano la funzione di enforcement, scoraggiando nuove pratiche collusive e proteggendo gli operatori rispettosi delle regole”, ha detto Calabrò.
Ha poi ricordato che le somme versate confluiscono nel bilancio dello Stato e possono finanziare iniziative a favore di imprese e consumatori.

Nel corso dell’audizione, il presidente della Commissione, Alberto Gusmeroli (Lega), ha chiesto all’Antitrust se fosse stato quantificato l’effettivo impatto del cartello sui prezzi, ovvero la differenza pagata “in più” dai cittadini nel periodo 2020-2023.

Il Capo di Gabinetto dell’Autorità, Giovanni Calabrò, ha precisato che la sanzione è stata comminata per la condotta e non sul danno economico diretto, spiegando che eventuali stime sui margini sono solo indicative e non dettagliate. Ha aggiunto che, in vista del contenzioso amministrativo, non può fornire dati specifici in questa fase, ma si è detto disponibile a trasmettere ogni informazione utile alla Commissione.

Calabrò ha inoltre chiarito che l’aumento della componente “bio”, passata da 20 a 60 euro per mille litri, era solo in parte giustificato dai costi reali, mentre su di essa le compagnie hanno applicato una marginalità che ha generato maggiori profitti.

Nel dibattito successivo, Vinicio Peluffo (PD) ha evidenziato che “su un arco temporale così lungo sono mancati controlli politici”, richiamando le responsabilità del Mimit, ministero competente per la vigilanza sui prezzi dei carburanti.

 Audizione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sanzioni_biodisel

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Bianco di capelli
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4 mesi fa

Se GRATTATE ancora, salta fuori molto di più.