Carburanti, scatta l’allineamento definitivo delle accise: l’Italia al vertice Ue per tassazione sul gasolio

Dal 1° gennaio 2026 benzina e gasolio pagheranno la stessa accisa: 672,90 euro per mille litri.
Con la Legge di Bilancio 2026, approvata venerdì dal Consiglio dei ministri e attesa ora al vaglio del Parlamento, il governo ha deciso di completare in un solo passaggio il percorso di allineamento delle accise tra i due carburanti, avviato con il decreto del 14 maggio 2025.

L’intervento è contenuto nell’articolo 30 della manovra, rubricato “Misure in materia di accisa sui carburanti”.
Il testo modifica l’articolo 3 del decreto legislativo 28 marzo 2025, n. 43, completando il processo di equiparazione tra benzina e gasolio, in linea con l’impegno assunto dal governo a superare il sussidio ambientalmente dannoso EN.SI.24, come definito nel Catalogo nazionale dei sussidi ambientali.

A partire dal 1° gennaio 2026, sarà applicata:

  • una riduzione dell’accisa sulle benzine di 4,05 centesimi di euro al litro;

  • un aumento di pari entità sull’accisa del gasolio impiegato come carburante.

Ne consegue che entrambe le aliquote saranno fissate a 672,90 euro per mille litri, valore unico per benzina e gasolio.

Restano tuttavia esclusi dall’aumento:

  • il gasolio utilizzato negli impieghi professionali e agricoli indicati ai numeri 5 e 9 della Tabella A allegata al T.U. delle accise (D.Lgs. 504/1995),
    come specificato al comma 3 del nuovo articolo.

Per questi utilizzi continueranno ad applicarsi le agevolazioni previste, mentre viene confermata la destinazione delle maggiori entrate al Fondo per la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico locale, istituito con il decreto del 14 maggio 2025.

Il governo giustifica la misura come parte di un più ampio piano di revisione della fiscalità energetica e di adeguamento agli standard europei.
L’obiettivo è eliminare la disparità storica tra i due carburanti, considerata un sussidio ambientalmente dannoso poiché favoriva il consumo di gasolio, più inquinante in termini di particolato fine (PM10) e ossidi di azoto (NOx).

La misura consente inoltre di rafforzare la coerenza del sistema fiscale con gli obiettivi del Green Deal europeo, sostenendo al tempo stesso la copertura finanziaria del Fondo nazionale per la mobilità sostenibile (art. 62 del D.Lgs. 209/2023).

Con l’entrata in vigore del provvedimento, l’Italia diventerà il primo Paese dell’Unione europea ad avere un’identica tassazione su benzina e gasolio.
Va ricordato che, già dopo il primo riallineamento del maggio 2025, la tassazione sul gasolio in Italia risultava la più alta d’Europa, incidendo per circa il 56% del prezzo finale alla pompa (fonte: gestoricarburanti.it, 10/09/2025).

L’ulteriore incremento consolida quindi l’Italia ai vertici europei per pressione fiscale sui carburanti, con possibili effetti sul costo dei trasporti e sull’inflazione.

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stefano v
stefano v
3 mesi fa

L AUMENTO SERVE PER I RINNOVI AUTOTRANVIERI O ALTRE CATEGORIE CHE NON DICANO POI CHE NON CI SONO SOLDI PER INDENNIZZARE I BENZINAI PERCHE’ ALL ORA SI CHE LO SCIOPERO SERVE

Antonio
Antonio
3 mesi fa

Ci avete letteralmente rotto il cazzo voi e l’Europa. L’unica associazione a delinquere che pensa di salvare il mondo distruggendo luoghi in cerca di terre rare per batterie che inquineranno più del gasolio. Non di meno i mezzi che usano sono tutti a gasolio. Siete voi che distruggete il mondo, siete voi che ci impoverite sempre di più, siete voi che volete un verde malato per i vostri loschi traffici con accordi con gente senza scrupoli. Spero ci pensi il Signore Dio nostro a punirvi al più presto AMEN.

Giak
Giak
Rispondi a  Antonio
3 mesi fa

Miscredente, non nominare il nome di Dio invano…