Carburanti, al centro del Cdm di oggi la proroga delle accise

È fissata per questa mattina alle ore 9 la riunione del Consiglio dei Ministri, con al centro il  provvedimento del decreto-legge sui prezzi petroliferi legati alle crisi dei mercati internazionali.

Al momento non sono previste misure relative alle bollette energetiche. La priorità individuata dal governo riguarda esclusivamente il contenimento dei prezzi dei carburanti, in un contesto internazionale sempre più instabile.

Una scelta che conferma come l’emergenza legata alla mobilità e alla logistica sia oggi considerata più urgente rispetto al fronte energetico domestico.

Nelle ore precedenti al Consiglio dei Ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i ministri chiave e i vertici dell’intelligence per affrontare la crisi legata alla possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico mondiale di petrolio.

All’incontro hanno partecipato Antonio Tajani, Guido Crosetto e i responsabili della sicurezza nazionale, con l’obiettivo di valutare le ricadute sul sistema energetico italiano e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il dossier è stato discusso anche nel confronto tra la premier e Claudio Descalzi, a conferma della centralità del tema.

Tra i punti principali del decreto atteso in Consiglio dei Ministri vi è la proroga del taglio delle accise sui carburanti, attualmente pari a 20 centesimi al litro. L’intervento dovrebbe ricalcare il precedente decreto, con un valore complessivo stimato superiore ai 500 milioni di euro. Tra le ipotesi allo studio anche il rafforzamento del credito d’imposta per il gasolio agricolo, mentre si valuta l’estensione del beneficio agli autotrasportatori che hanno investito in mezzi sostenibili e che finora sono rimasti esclusi.

Sul fronte operativo, il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato una prima iniziativa che coinvolgerà i concessionari autostradali, con una riduzione del prezzo dei carburanti di circa 5 centesimi al litro nei prossimi giorni, anche in vista del ponte di Pasqua. Un intervento definito “storico”, che punta a dare un segnale immediato ai consumatori, seppur con un impatto limitato rispetto alla dinamica complessiva dei prezzi.

Parallelamente, il governo intende riaprire il confronto con le compagnie petrolifere per evitare possibili speculazioni legate agli aumenti dei prezzi di benzina e gasolio. Una linea che conferma la volontà di mantenere alta l’attenzione sulla filiera, soprattutto in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati.

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