Il dibattito sui carburanti torna al centro dell’attenzione, questa volta non per il prezzo alla pompa ma per i controlli sulla qualità del prodotto. Ospite di TgCom24, il presidente nazionale di Faib Confesercenti, Giuseppe Sperduto, ha voluto riportare il confronto su un terreno che troppo spesso viene trascurato: la reale posizione del gestore all’interno della filiera.
L’intervento nasce dalla diffusione dei risultati di alcuni controlli della Guardia di Finanza a Roma, dove sarebbero emerse diverse irregolarità. Una notizia che, inevitabilmente, ha alimentato titoli ad effetto e preoccupazione tra gli automobilisti.
Un racconto mediatico che, come sottolinea il presidente di Faib, è rimasto incompleto.
Sperduto ha ricordato che solo poche settimane fa il Ministero aveva chiesto l’intervento della Guardia di Finanza dopo il ritardo con cui molti prezzi alla pompa erano stati adeguati al taglio delle accise. Un ritardo che, ha sottolineato, riguardava le politiche commerciali delle compagnie petrolifere e degli operatori proprietari degli impianti, mentre i gestori, nella maggior parte dei casi, non hanno alcun potere decisionale né sull’aumento né sulla diminuzione dei prezzi.
Eppure, come spesso accade, le contestazioni della clientela si sono riversate proprio su chi lavora quotidianamente dietro la pompa.
«I clienti si sono rivoltati contro i gestori, come se fossero loro a decidere il prezzo del carburante», ha osservato Sperduto, evidenziando il crescente malcontento della categoria.
Lo stesso ragionamento vale oggi per i controlli sulla qualità del carburante.
Sperduto ha spiegato come avvengano normalmente le verifiche: i campioni vengono prelevati direttamente dalle cisterne interrate degli impianti e successivamente analizzati nei laboratori autorizzati, dove vengono verificati parametri tecnici, tra cui il cosiddetto indice di infiammabilità. Se i valori non risultano conformi, il gestore riceve verbali e sanzioni che possono assumere anche rilevanza penale.
Il punto, però, è un altro.
In realtà, il gestore non entra mai materialmente in contatto con il prodotto. Il carburante arriva dai depositi, viene caricato sulle autobotti e successivamente scaricato direttamente nei serbatoi interrati degli impianti.
Per questo motivo, ha sostenuto, sarebbe più efficace intensificare i controlli lungo la filiera di approvvigionamento, a partire dai depositi e dalle autobotti, anziché concentrare l’attenzione esclusivamente sui punti vendita.
«Noi dimostriamo poi davanti al giudice di non essere responsabili, ma nel frattempo ci ritroviamo con verbali, procedimenti e con una reputazione compromessa», ha affermato.
Nel corso dell’intervista Sperduto ha voluto anche rassicurare gli automobilisti.
Alla domanda se oggi ci si possa fidare del carburante distribuito in Italia, la risposta è stata netta: sì.
Ha ricordato infatti che le compagnie petrolifere dispongono di coperture assicurative proprio per i casi di eventuale contaminazione del prodotto e per i possibili danni arrecati ai veicoli.
Ma la proposta avanzata dal presidente Faib va oltre.
Sperduto ha rilanciato l’idea di introdurre una sorta di “bollatura” delle cisterne interrate, quale ulteriore garanzia della qualità del carburante presente negli impianti, spiegando che una misura del genere tutelerebbe sia i consumatori sia i gestori.
E ha concluso con una richiesta: se davvero si vuole individuare l’origine di eventuali anomalie, allora sarebbe opportuno effettuare i controlli direttamente nel momento in cui l’autobotte scarica il carburante nell’impianto, così da verificare immediatamente la qualità del prodotto prima ancora che entri nei serbatoi del distributore.
L’intervento del presidente Sperduto riporta così l’attenzione su un tema ormai arcinoto: il gestore rappresenta il volto visibile della distribuzione carburanti, ma non sempre coincide con il soggetto che decide i prezzi, gestisce la logistica o controlla la qualità del prodotto lungo tutta la filiera.
Una distinzione che dovrebbe essere tenuta maggiormente in considerazione, evitando che l’ultimo anello della catena venga automaticamente identificato come il principale responsabile di problematiche che, in molti casi, nascono ben prima che il carburante arrivi alla pompa.

PIU CHIARO DI COSI NON FA UNA PIEGA.