L’aumento continuo del prezzo del gasolio sta alimentando una forte tensione nel settore dell’autotrasporto, con il rischio concreto di ripercussioni su tutta la filiera della distribuzione.
Le associazioni di categoria parlano ormai apertamente di una condizione “insostenibile”, con costi operativi in crescita e margini sempre più ridotti, che mettono in difficoltà le imprese del comparto.
La protesta ha già preso forma a livello nazionale. Trasportounito ha proclamato il fermo nazionale dei mezzi pesanti dal 20 al 25 aprile, una mobilitazione che potrebbe avere effetti rilevanti sulla circolazione delle merci e sugli approvvigionamenti.
Parallelamente, Unatras ha annunciato assemblee permanenti in circa 100 città italiane, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema e valutare ulteriori iniziative.
Il presidente di Trasportounito, Franco Pensiero, parla di una “assoluta emergenza”, causata dal rincaro fuori controllo del carburante. Un aumento che “incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto” e che potrebbe portare molte aziende a fermare spontaneamente i mezzi.
Nonostante le misure adottate nei mesi scorsi, il prezzo del gasolio continua a mantenersi stabilmente sopra i 2 euro al litro. Secondo Unatras, il taglio delle accise previsto dal decreto carburanti del 18 marzo si è rivelato insufficiente a contenere l’impatto dei rincari.
A peggiorare la situazione contribuisce anche il comportamento di parte della committenza, che in molti casi non riconosce gli aumenti dei costi legati al carburante, arrivando addirittura a richiedere ulteriori riduzioni delle tariffe di trasporto.
Le iniziative annunciate potrebbero rappresentare solo l’inizio di una mobilitazione più ampia. Le assemblee permanenti promosse da Unatras vengono infatti considerate come un primo passo verso forme di protesta ancora più organizzate.
Con il gasolio che continua a salire e senza interventi strutturali immediati, il rischio è che la protesta del settore si intensifichi ulteriormente nei prossimi giorni, con conseguenze dirette su tutta la filiera economica del Paese.
