Riforma carburanti, Unem favorevole al Ddl ma ribadisce il no ai prezzi consigliati. Di Vincenzo: “Serve politica energetica vera”

Nel confronto sulla riforma del settore carburanti emergono posizioni articolate ma, su alcuni punti, sorprendentemente convergenti.

Unem si dichiara favorevole al disegno di legge sulla ristrutturazione della rete, ma ribadisce la propria contrarietà alla pubblicazione dei prezzi consigliati. Allo stesso tempo, dal fronte dei gestori arriva un richiamo più ampio: quello alla necessità di una vera politica energetica.

È quanto riportato da Staffetta Quotidiana, a margine dell’audizione in Commissione Finanze del Senato sul DL Carburanti n. 33/2026.

Nella nota diffusa dopo l’audizione, Unem ha espresso apprezzamento per il Ddl sulla ristrutturazione della rete carburanti, ritenuto uno strumento utile “per accelerare la transizione verso la mobilità green e la legalità del settore”, nel rispetto dell’autonomia d’impresa.

Più netta, invece, la posizione sull’obbligo di pubblicazione dei prezzi consigliati.

Il presidente Gianni Murano ha sottolineato che “la pubblicazione sistematica dei prezzi consigliati […] non solo non aumenta la trasparenza, ma anzi rischia di ingenerare confusione negli stessi consumatori”, che si troverebbero a confrontare prezzi non vincolanti con quelli effettivamente praticati e già pubblicati sulla piattaforma OsservaPrezzi del Mimit.

Secondo Unem, si tratterebbe di un adempimento “non solo inutile ma anche dannoso”, anche alla luce dei possibili effetti distorsivi richiamati dall’Antitrust.

Nel corso dell’audizione è intervenuto anche Roberto Di Vincenzo, per Fegica, che ha spostato il confronto su un piano più ampio e politico.

“Io credo che prima o poi il governo o il parlamento debba tornare a esprimersi o a fare politica energetica. Non possiamo dire o finisce il gasolio o facciamo la politica di austerity come ci chiede l’Europa”, ha affermato, richiamando anche il precedente storico della crisi energetica degli anni ’70.

“Oggi solo da Hormuz è il 20 per cento, e non è finita. Dovremmo avere una politica energetica e questo passa sempre in secondo piano”.

Un intervento che evidenzia come il tema dei carburanti non possa essere affrontato solo con misure emergenziali, ma richieda una visione strategica di lungo periodo.

Di Vincenzo ha inoltre rilanciato la richiesta di inserire il Ddl di riforma della distribuzione direttamente nella legge di conversione del decreto carburanti, proposta che avrebbe trovato apertura tra i parlamentari di maggioranza.

Secondo il rappresentante di Fegica, il provvedimento sarebbe fermo al Mimit per l’opposizione “di una sola azienda”, denunciando anche una mancata disponibilità al confronto da parte di alcuni operatori del settore.

Sul tema più controverso, quello dei prezzi consigliati, emerge però un elemento di avvicinamento tra le posizioni.

Di Vincenzo ha infatti osservato che “nel 93% dei casi c’è sovrapposizione perfetta tra prezzo raccomandato e prezzo praticato”, evidenziando come il sistema attuale – basato anche sull’Osservaprezzi – sia già in grado di garantire un livello adeguato di trasparenza.

“Non c’è un grande problema di comunicazione dei prezzi” e “aggiungere altre comunicazioni appare ridondante”, ha concluso.

Resta però aperta una questione rilevante, sollevata dallo stesso Di Vincenzo: quella dei controlli.

La Guardia di Finanza continua a sanzionare i gestori per eventuali ritardi o omissioni nella comunicazione dei prezzi, ma – secondo quanto denunciato – non esercita la stessa pressione sulla parte alta della filiera.

“Lo segnaliamo alla Commissione di allerta rapida del Mimit ma continuano a fare orecchie da mercante”, ha affermato, evidenziando una disparità che incide direttamente sugli equilibri del settore.

Il quadro che emerge è quello di un settore attraversato da tensioni e da una crescente necessità di chiarezza.

Se da un lato si registra una convergenza nel ritenere ridondante la pubblicazione dei prezzi consigliati, dall’altro resta aperto il tema della trasparenza complessiva della filiera e dell’equilibrio nei controlli.

Sul fondo, come evidenziato nel dibattito, resta una questione più ampia: senza una politica energetica strutturata, il rischio è che il confronto continui a muoversi tra interventi emergenziali e misure parziali, senza affrontare davvero i nodi del sistema.

Sottoscrivi
Notificami
guest
3 Commenti
più vecchi
più nuovi più votati
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
Luciano
1 mese fa

Domattina un gestore si alzerà e andrà in impianto, controlla i prezzi , se cambiati li adeguera ,controlla il prezziario e inizierà a lavorare .Sperando che non gli arrivi la finanza e non gli arrivi la raccomandata che gli intima di lasciare il pv Tutto questo per la lurida cifra di 3.5 centesimi lordi al litro Sapete cosa interessa al povero stupido (si stupido uno che lavora a 1 centesimo netto al litro e considerato stupido )di gestore di riforma ,conversione prezzi consigliati,decreto unem,e tutto quello letto sopra ? UNA BENEAMATA MINCHIA!!A quel povero gestore interessa un margine equo, una sicurezza ,la difesa da una concorrenza micidiale !! ci mancavano solo i Bangladesh!!! VEDI CARO SINDACATO QUESTO INTERESSA AL GESTORE TUTTO IL RESTO SONO CAGATE CHE SENTE DA ANNI E SI SAREBBE ANCHE ROTTO LE PALLE .BUONANOTTE

Luciano
Rispondi a  Luciano
1 mese fa

Lungi dall offendere qualcuno, tanto meno il sindacato che rispetto ,ma penso che a tutto c’è un limite e che questo limite sia stato abbondantemente superato grazie

SALVATORE
SALVATORE
1 mese fa

Qui oramai si fanno soltanto fiumi di parole discorsi che volano al vento, riunioni che hanno il solo obbiettivo di di trascinare le questioni all’infinito ma stringi stringi il nulla…e quindi si parla tanto di cambiare di riformare ma alla fine della fiera tutto questo per non cambiare niente!!! Meditate Meditate???