DDL Carburanti, FIGISC promuove il compromesso: “Non è la riforma perfetta, ma è un passo avanti”

La pubblicazione della nota di FIGISC-ANISA sul Disegno di Legge di riforma della rete carburanti offre una lettura diversa rispetto alle critiche emerse negli ultimi giorni. Pur riconoscendo che il testo rappresenta un compromesso e non la soluzione ideale, l’organizzazione ritiene che il DDL costituisca un passo avanti rispetto all’attuale situazione di sostanziale deregolamentazione del settore.

Secondo FIGISC, il provvedimento nasce da anni di confronto tra Governo, associazioni dei gestori e compagnie petrolifere e avrebbe il merito di riportare regole in un comparto che, negli ultimi anni, è stato caratterizzato dalla diffusione di contratti ritenuti “anomali”, in particolare gli affidamenti di servizi che hanno progressivamente sostituito il comodato tradizionale.

La posizione della federazione è esplicita: il DDL non rappresenta una vittoria di una parte sull’altra, ma il risultato di una mediazione inevitabile.

FIGISC ammette apertamente che il testo comporta anche un arretramento rispetto al principio dell’autonomia imprenditoriale del gestore. Tuttavia ritiene che, nel medio periodo, possa riportare legalità e tutela in una categoria che negli ultimi anni è stata fortemente penalizzata dalla proliferazione di modelli contrattuali privi di regole condivise.

La valutazione è quindi pragmatica: meglio un sistema con regole certe, seppur imperfette, che l’attuale situazione lasciata all’iniziativa unilaterale delle compagnie.

Uno degli aspetti più significativi evidenziati da FIGISC riguarda proprio l’inserimento nel DDL della disciplina dell’affidamento di servizi.

L’articolo 3 del provvedimento introduce infatti per la prima volta una regolamentazione minima nazionale per questa tipologia contrattuale, prevedendo tra l’altro:

durata minima di quattro anni; termini di preavviso; penali limitate; revisione del corrispettivo in presenza di variazioni oggettive dei costi; possibilità di definire tutele ulteriori attraverso la contrattazione collettiva;

ricorso ad un arbitrato qualora le parti non raggiungano un accordo.

Per FIGISC questo rappresenta il vero cambio di paradigma: anziché lasciare questi rapporti completamente privi di disciplina, vengono introdotti limiti e garanzie minime.

Un altro elemento che FIGISC considera positivo è il ritorno della contrattazione nazionale.

La proposta prevede infatti che le organizzazioni dei gestori e le compagnie integrino attraverso il negoziato le condizioni minime fissate dalla legge, potendo stabilire tutele più favorevoli rispetto a quelle previste dal DDL. In caso di mancato accordo è previsto un arbitrato composto da rappresentanti delle aziende, dei gestori e delle istituzioni.

Secondo la federazione questo impedirebbe che le condizioni contrattuali vengano determinate esclusivamente dalla parte economicamente più forte.

Accanto agli aspetti positivi, FIGISC non nasconde alcune perplessità.

La prima riguarda la razionalizzazione della rete. L’associazione osserva che, con l’obbligo di offrire carburanti alternativi previsto dal 2028, difficilmente si assisterà alla chiusura di migliaia di impianti come qualcuno ipotizza.

Anche sul tema dell’illegalità il giudizio è prudente: secondo FIGISC il fenomeno si è già ridotto negli ultimi anni grazie ai controlli e agli interventi repressivi, mentre le forme di illegalità tendono continuamente ad evolversi.

Infine viene espresso scetticismo sulla possibilità che il DDL produca effetti rilevanti sui prezzi alla pompa, ricordando come analoghe aspettative fossero state alimentate nel 2023 con il decreto sul cartello del prezzo medio senza risultati concreti.

Nel complesso, la posizione di FIGISC appare improntata al realismo.

La federazione riconosce che il testo non realizza tutte le aspettative iniziali e contiene inevitabili concessioni reciproche. Tuttavia ritiene che l’introduzione di regole certe sugli affidamenti di servizi e il ritorno della contrattazione collettiva rappresentino un miglioramento rispetto all’attuale situazione, caratterizzata da rapporti spesso disciplinati unilateralmente dalle compagnie.

Una posizione che, pur con accenti diversi rispetto ad altre organizzazioni del settore, conferma come il confronto sul DDL sia ormai entrato nella fase decisiva e che il vero banco di prova sarà la successiva applicazione concreta delle nuove norme e dei futuri accordi collettivi.

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Luciano
28 minuti fa

Quali saranno i margini minimi ,
Diritti e doveri delle compagnie e gestori
Suddivisione spese
CIPREG ,
Questo chiedono i gestori, quel quarto di gestori che cerano 15 anni fa
Alla fine cosa resterà?fame e miseria
Parlate di realismo ,certo ,la realtà è che le compagnie hanno vinto alla grande ,4 anni invece che 12 ,qualche centesimo ,in meno Meno che un dipendente
Trattative di anni ,ma va !!oggi ci dite che meglio questo che niente .grazie
La cosa sconcertante è che volete far passare una sconfitta per una vittoria ,il problema è che non avere mai giocato la partita, volete far passare un contratto che non vale nulla per il meno peggio .I contratti, le situazione, i margini ,andavano migliorati a tutti i costi .non avete scioperato un’ora e oggi dopo anni ci dite Accontentatevi!! La rete si deve ammodernare ,si devono chiudere 5000 impianti obsoleti, magari dandoli ai Bangladesh per aprirci un autolavaggio abusivo ,si devono inserire nuovi prodotti alternativi DAI NON FACCIAMO RIDERE
Fino a 15 anni fa avevamo già un contratto collettivo uguale per tutti. IL CONTRATTO DI COMODATO. Non abbiamo e non avete come sindacato.fatto nulla per salvarlo.,per migliorarlo.,oggi dovremmo.subire un contratto che di contratto non ha nulla ,solo doveri e nessun diritto !!!Grazie grazie di cuore e vi ringrazio.se mi dite che non capisco un cazzo.cosi sarò soli io a non capire