Mafie e carburanti, chi non si oppone è complice

Lettere alla Staffetta. L'appello accorato di un operatore petrolifero del Nordest: è l'ora di dare una scossa, chi compra sul mercato parallelo va punito

Staffetta QuotidianaPubblichiamo la lettera di un operatore petrolifero del Nordest che preferisce mantenere l’anonimato, che descrive una realtà in cui il “mercato parallelo” è ormai maggioritario, in cui la malavita organizzata spadroneggia e arriva a minacciare chi smette di comprare da canali illeciti, in cui intere aziende vengono acquistate da chi si è fatto ricco con le frodi, in cui i punti vendita vengono acquistati a prezzi maggiorati. E in cui alcune associazioni tollerano la presenza di operatori “del giro”, mentre la politica latita: “dov’è l’onestà dei 5 Stelle? Dov’è il giustizialismo della Lega?”

“Pare che la Staffetta sia rimasta uno degli ultimi baluardi a denunciare l’illegalità che dilaga nel commercio dei carburanti in Italia. Non saprei dire quanto sia presente esattamente nel territorio nazionale, sono però testimone di come nel nord-est del Paese il fenomeno imperi perché non è più un crimine che tocca pochi: ormai ha conquistato la maggior parte del mercato diventando de facto il mercato ordinario.

La nostra è una zona d’Italia che si vantava per le poche infiltrazioni mafiose, l’assenza del “pizzo”, un tessuto imprenditoriale etico molto attento al territorio. Oggi invece pare che la malavita organizzata anche qui si sia ben insediata e trovi appoggio, ampio appoggio, dagli imprenditori che commerciano prodotti petroliferi.

Non ho idea di quanti siamo a comprare ancora nel mercato ordinario, quello legale. L’unica certezza è che siamo in minoranza, questo fatto non può essere messo in dubbio.

L’assenza delle Istituzioni ha creato dapprima l’effetto di far sentire abbandonati alcuni nostri colleghi, che hanno trovato nel malaffare un appiglio per mandare avanti la baracca in difficoltà; successivamente, col passare del tempo, si è sempre più diffuso il sentore che, non succedendo nulla alle aziende che sono passate ad approvvigionarsi al mercato parallelo, anche se illegale, in fondo questo sia sicuro. Gli operatori lo stanno dicendo schiettamente, è tremendo. “Sai, ormai è dura e lo fanno tutti. Se non lo fai, sei fuori dal mercato”.

C’è la consapevolezza che acquistando da questa gente si finanzino la camorra, la ‘ndrangheta, la mafia ed il terrorismo internazionale, con anche il danno collaterale di fare concorrenza sleale e di mettere in difficoltà i pochi onesti rimasti. Che piano piano stanno cadendo in questo vortice.

Chi non ce la fa più o ha rami d’azienda in zone poco profittevoli, ha messo i propri asset in vendita. Depositi e stazioni di servizio sono di continuo sul mercato e spesso vengono acquistati al 20-30% o addirittura 50% in più del loro valore proprio da questi criminali o da nostri colleghi che tramite gli ampi margini che questo mercato gli concede, ebbri del facile denaro che stanno incassando, danno sfogo alla loro megalomania ingrandendosi facilmente.

Depositi di aziende storiche del settore, distributori indipendenti, talvolta anche distributori con il logo di importanti compagnie petrolifere ma in parte riforniti dal reale proprietario dei punti vendita, impianti di esponenti di sindacati dei gestori, consorzi d’acquisto… c’è di tutto, a tutti i livelli. Per chi lavora in questo settore basta veramente poco per trovare le conferme.

E dire che di recente un operatore del Veneto occidentale, dopo aver appoggiato questo mercato, aveva deciso di tirarsi fuori ma… gli han detto che è un peccato con quella bella famiglia che ha. E ora sono sotto scorta, lui e la famiglia.

Ammiro il lavoro che stanno facendo alcuni sindacati e associazioni, ma come possono continuare a fare un buon lavoro quando all’interno si ritrovano associati ed esponenti rilevanti implicati in questo giro? E con quale coraggio questi rimangono al loro interno, condannando verbalmente quello che in realtà fanno di nascosto? Addirittura, taluni di questi personaggi con incommensurabile faccia tosta vanno in giro a raccontare che il Platts è tutta un’invenzione delle compagnie petrolifere e che invece è normalissimo comprare prodotto nazionalizzato a Platts 0, o Platts meno X. Gente che cerca ancora di avere credibilità e talvolta, incredibilmente, la trova ancora.

E più in alto, da chi governa, davanti all’evasione di 6 miliardi di euro l’anno (o chissà, di più) dov’è l’onestà dei 5 Stelle? Dov’è il giustizialismo della Lega?

Ecco, di fronte a queste domande, mentre cerco di far quadrare i conti della mia azienda, vorrei capire anch’io cosa dovrei fare.

Non so quanto ancora potrò andare avanti così. Le alternative sono il comprare carburante da quei giri, consapevole che dietro c’è il malaffare, oppure vendere l’azienda. Eppure mi piacerebbe continuare a raccogliere le sfide, quelle vere, ad armi pari coi miei competitors, che il mondo dei carburanti e dell’energia si apprestano ad affrontare.

È l’ora di dare una scossa, non si può più attendere altro tempo. Chi non si attiva per riportare questa situazione alla normalità deve essere considerato complice, sia che si parli di operatori del settore, sia che si parli di politici. Chi si gira dall’altra parte facendo finta di non vedere non può essere giustificato e chi alimenta questi crimini acquistando quel prodotto va punito. Altrimenti il terzo mondo non è poi così lontano.

È il momento di agire denunciando, lavorando onestamente e con coerenza, e fermarsi un attimo a parlare con la propria coscienza prima di ordinare l’ennesima autobotte dal mercato parallelo.”

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

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alberto
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alberto

e rivolgersi alla procura con nomi e cognomi no?

anonimo
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anonimo

tutto cio’che lei afferma e tutto vero ma vede lei non si e accorto che siamo in italia uno dei paesi piu’corrotti del mondo

Giovanni
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Giovanni

Sono una pompa bianca del nordest che ancora oggi compra “soffrendo” nel mercato ordinario. La lettera dell’operatore mi ha fatto venire i brividi perché sapevo che la situazione stava sfuggendo di mano ma non pensavo degenerasse a tal punto. Io continuo a resistere ma temo che nulla accadrà ai tanti miei concorrenti che ora stanno vendendo a prezzi che io non sono neanche in grado di sostenere.E questo mi pone gli stessi interrogativi dell’operatore, perché se tutti rimangono impuniti tanto vale comprare anche noi. Ma la Guardia di Finanza dove sta? Lo chiedo con amarezza, visto che sono stato prontamente… Leggi il resto »

ciroesposito@gmail.com
Ospite
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anche io sanzionato per 1 gg di ritardo..e quello vicino a me fa i comodi suoi….
ahime che stato di merda…
il governo deve trovare soldi per non far scattare iva al 25%..vuoi vedere che scatta al 25% e questo mercato non si ferma più?
evidentemente troppe persone mangiano.

anonimo
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anonimo

la colpa e del signor monti che ha liberarizzato il settore dei carburanti

RIGETTO
Ospite
RIGETTO

Commenta.BERSANI..

anonimo
Ospite
anonimo

in un paese dove l’evasione e di centoventi miliardi annui cosa vuoi che siano sei miliardi di evasione sulla benzina spiccioli

Alex
Ospite
Alex

Cari colleghi stiamo parlando di un paese dove l’onesto è un soggetto da accusare per poterlo perseguitare, dove il clandestino in un paese dove non c’è lavoro è solo un individuo per alimentare l’evasione e ci sono ancora persone che credono nel buonismo, parliamo di un paese dove con l’ingresso del euro gli stipendi sono stati conteggiati alla virgola, le bollette oltre ad essere passate da mille lire ad un euro sono state raddoppiate e nonostante tutto questo furto legalizzato da parte delle multinazionali, nessuna associazione a difesa dei consumatori si è pronunciata, mentre il governo è rimasto inerte nei… Leggi il resto »