Squeri, illegalità: in emergenza, ognuno assuma la propria responsabilità

Lettera aperta del deputato e responsabile Energia di Forza Italia Luca Squeri.

Se l’illegalità nel comparto petrolifero costituisce una vera e propria emergenza ormai da alcuni anni (e non v’è giorno in cui, al di là di quanto se ne parli in sedi istituzionali o nei convegni del settore, non si abbia notizia delle concrete attività di contrasto effettuate dagli organi preposti, nonostante le quali, tuttavia, il fenomeno persiste, dilaga, e si “reinventa” con modalità sempre più sofisticate), a maggior ragione diventa più difficile comprendere perché l’adozione e l’attuazione di misure più efficaci possa essere ritardata, se non addirittura impedita, dalla persistenza di diversità delle posizioni tra gli attori del settore, elemento che finisce per costituire una sorta di alibi per “non fare” o rimandare nel tempo.

Che proprio di un tanto si tratti, emerge anche dalle più recenti dichiarazioni del Direttore Legislazione tributaria e federalismo fiscale del MEF.

In merito alla circolare interpretativa della Legge di bilancio 2018 (205/2017) sulle esenzioni dall’obbligo del pagamento anticipato IVA – mai emanata e, a quanto pare, tutt’altro che imminente – il Direttore ha detto che “non è stata finalizzata perché su due/tre temi chiave non si è trovato l’accordo tra le associazioni di settore”; ancora, in relazione ad ulteriori misure che sarebbero in fase di studio al MEF, il Direttore ha detto che non è prevista quella del reverse charge, sulla quale – ha fatto intendere – “prima serve un accordo tra le parti in causa”, che chiaramente non c’è, date le posizioni pubbliche nettamente divergenti, ad esempio, tra Unione Petrolifera ed Assopetroli, contraria la prima, favorevole la seconda.

Una situazione assolutamente contraddittoria e persino paradossale.

Che l’illegalità nel settore petrolifero costituisca un’emergenza è, da anni, sotto gli occhi di tutti.

L’entità del fenomeno coinvolgerebbe dal 15 al 20 % dei volumi movimentati dal mercato, l’IVA evasa con il meccanismo delle frodi sembrerebbe ammontare a circa 4 miliardi di euro, un gettito erariale mancato che corrisponde, giusto per una citazione a memoria, a quello del maxi aumento delle accise previsto dal “Salva Italia” di fine 2011. E oltre al pesantissimo danno erariale, si consideri il macroscopico inquinamento del mercato, con ricadute che investono l’intera filiera della distribuzione, dalle compagnie petrolifere ai retisti ed infine ai gestori, sottraendo quote ingenti di vendite, penalizzando marginalità industriali, diffondendo a caduta situazioni di dumping commerciale e contrattuale, svalutando investimenti ed asset che si rendono appetibili proprio ai soggetti che sia annidano tra le varie pieghe dell’illegalità, mettendo fuori mercato e rendendo ricattabili imprenditori onesti ed infine, con un effetto a sommatoria, rovinando le microimprese della distribuzione finale, già penalizzate da un discriminante accesso a prodotti e prezzi e senza possibilità di competere.

Che, di fronte a questa emergenza primaria, vi sia anche una emergenza “derivata”, determinata cioè da una insufficiente – nonostante alcuni interventi adottati – efficacia delle norme e misure di contrasto al complesso sistema delle frodi, è altrettanto evidente.

Se sulle emergenze almeno esiste una sensibilità convergente condivisa da tutti i soggetti, la conseguenza è che si deve poter agire rapidamente, inserendo, nel più ampio contesto normativo di contrasto alle frodi, ogni ulteriore strumento – emergenziale, e quindi temporaneo, o strutturale che sia – atto, se non del tutto ad azzerarla, almeno a ridurre in quota significativa l’illegalità.

E se anche sull’entità e rilevanza dell’emergenza illegalità esiste una visione condivisa, è incomprensibile che ci si fermi o davanti a “visioni diverse” dei rimedi, o per ragioni, comunque motivate, che riguardano interessi parziali delle parti in causa, dal momento che il vantaggio complessivo del settore derivante da una efficace riduzione dell’illegalità è superiore agli eventuali oneri a carico di singole parti derivanti dalle misure che si dovrebbero adottare, ed ancora che, anche a prescindere dal settore, vi è comunque un superiore interesse pubblico e collettivo.

Le misure che ho recentemente proposto – eliminare la possibilità di utilizzo delle lettere di intenti; introdurre anche nel settore dei carburanti il reverse charge; introdurre il tracciamento molecolare del carburante – sono alcuni degli interventi, che ho definito “facili e immediati”, da adottare.

In particolare, sul reverse charge, sono dell’opinione che non prendere in considerazione le opportunità offerte dalla Direttiva comunitaria 2018/2057 del 20 dicembre 2018 e scartarne a priori l’applicazione non sia la soluzione più lungimirante.

(E, per inciso, sul piano delle attività di contrasto che non comportano interventi normativi innovativi, mi permetto di aggiungere un uso più utile di strumenti che già sono operativi, seppure con altre finalità: l’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del MiSE – nato per l’informazione al consumatore sui prezzi praticati, funzione sulla cui effettiva fruizione da parte dei destinatari non abbiamo neppure dati – ben potrebbe assumere una funzione sussidiaria alla lotta all’illegalità, affidando al MiSE compiti e poteri di segnalazione agli organi competenti in relazione a livelli di prezzo “anomali” registrati dal portale.)

Sull’emergenza illegalità, conclusivamente, più che lamentazioni generiche da un lato e rimpallo del gioco delle parti dall’altro, ciò che serve sono misure concrete, efficaci e rapide.

Può essere che eccessive enfatizzazioni sulla “fine del petrolio” possano far apparire questo settore così “maturo” da far dimenticare che il settore petrolifero è quello che garantisce ancora la gran parte della mobilità di persone e merci, ed è, pertanto, essenziale per il sistema Paese e che questo è anche il settore che garantisce quasi 40 miliardi di accise all’erario, nonostante se ne perdano 4 solo di IVA per l’illegalità che lo affligge.

Ma se così fosse, più che lasciare che si trascinino stancamente infruttuosi “tavoli” ministeriali sulla legalità, è più che mai necessario che tutte le componenti del settore si impegnino immediatamente a individuare in sede comune, senza particolarismi ed in completa assunzione di responsabilità nell’interesse generale, il reverse charge come strumento condiviso per essere proposto al Governo ed alle istituzioni come soluzione efficace e strutturale.

Fonte: Figisc.it

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anonimo
anonimo
1 anno fa

ma di sto gran minestrone che squeri ha scritto almeno lui si è capito? vi pare che chi contrabbanda dichiari i prezzi praticati al mise mai visto ladri che avvisano i carabinieri .sto gran truffa del contrabbando è sorta grazie a bersani,dopo monti e passera se squeri intende risolvere il problema interroghi sti gran saponi anzi recuperi da loro quello che hanno frodato+gli interessi così prima di fare altri danni ci pensano bene…..a pensarci bene ma squeri ci fa o ci è…se è deputato e responsabile energia….o vuol farci credere che si guadagna lo stipendio con fatica ed il sudore della fronte…quello sicuramente no xchè alla camera hanno il climatizzatore.noi sul piazzale viceversa arriviamo a 42°

anonimo
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

Commenta…credo che il sig. Squeri non ragiona , lo vedo confuso in materia.

anonimo
anonimo
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

forse alla sera banchetta un pò troppo se vuole rendersi conto del problema che giri sugli impianti e confronti i prezzi invece….qua in veneto lo sanno tutti che sono prodotti che arrivano via slovenia,che controllino certe pompe bianche o alcuni logo che fino a pochi anni fa commerciavano gpl uso domestico e dopo pufff..sono spuntati come funghi con mega impianti

anonimo
anonimo
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

ma sto squeri se vuol fare da p.m che si studiasse qualcosa xchè lo vedo anche molto ignorante oltretutto va in contraddizione coi suoi stessi discorsi.xchè non si riguarda qualche vecchia puntata di report:loro senza essere deputati e responsabili dell energia vi hanno servito l inchiesta su un gran vassoio ma cosa è pagato a fare sto squeri

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Caro Squeri,
hai fatto presto a dimenticare i veri problemi della categoria, forse lo stipendio da parlamentare ti ha offuscato un po’ le idee??

Vero, la lotta all’illegalità è importante!!

Ma non ti sembra di aver TRALASCIATO ALCUNE COSE?

Tutti si accorgono e si scandalizzano quando un immigrato viene pagato in modo indegno e TU …,
che eri un GESTORE o “BENZINAIO” come noi, non ti accorgi che i tuoi vecchi colleghi lavorano in condizioni peggiori…,

pensi solo all’illegalità??

Apri gli occhi caro “COLLEGA” e DENUNCIA i veri problemi della categoria NON AVER PAURA!!

*DELTA SELF – SERVITO 19-20-30..CENT; TE NE SEI ACCORTO???

*MARGINI DA MISERIA; TE NE SEI ACCORTO??

*CONCORRENZA BIANCA; TE NE SEI ACCORTO??

SVEGLIATI SQUERI!!

NON CERCARE, ANCHE TU, DI PRENDERE PER I FONDELLI I TUOI COLLEGHI INSULTANDO LA LORO INTELLIGENZA

LASCIA CHE DELL’ILLEGALITà SE NE OCCUPI LA GIUSTIZIA E PENSA A DENUNCIARE CHI SFRUTTA I TUOI VECCHI COLLEGHI.

BUON LAVORO.

anonimo
anonimo
Rispondi a  Anonimo
1 anno fa

intanto era un benzinaio o gestore pa….to in quanto suo padre era funzionario chevron…..poi sai chi va al mulino si infarina e comunque stavolta ha fatto la toppa che è peggio del buco….insomma un taccon

Alex
Alex
Rispondi a  Anonimo
1 anno fa

Squeri è identico a bersani, uno ha acceso l’illegalità, l’altro lo racconta in modo confusionale, entrambi sono stati concepiti dal nostro settore. Delle frodi si deve occupare lo stato, che paga fiumi di denaro a soggetti idonei x combattere le frodi e non x correre dietro ad una partita iva che lavora 16 ore al giorno x indebitarsi.
Non dimenticate che l’osservatorio dei prezzi, non lo hanno voluto i gestori x informare i clienti dove andare a fare benzina ad un prezzo migliore di quello praticato sul proprio impianto.
Caro squeri, il mio collega è stato molto elegante a descriverti il nostro mondo,
ti garantisco che ci sarebbe molto da aggiungere

anonimo
anonimo
Rispondi a  Alex
1 anno fa

l osservatorio dei prezzi è stato voluto da una parlamentare pd (portaborse di bersani)e pareva che la sua invenzione fosse la soluzione di tutti i sbrogli della liberalizzazione ivi compreso ilcontrabbando:in realtà non è altro che una rottura di c.ni x il gestore ma soprattutto fonte di guadagno x lo stato che spera che il gestore si dimentichi o sbagli x appioppargli la multa ca 1.000,00euro.chi paga siamo sempre noi alla faccia del contrabbando.

anonimo
anonimo
1 anno fa

il signor squeri in parlamento si e rincretinito

alberto
alberto
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

no, si fa solo i suoi con gli amici della sua città. fa niente se cerca di intortare i poveracci con la pompa in mano, l’importante è essere grasso.

anonimo
anonimo
Rispondi a  alberto
1 anno fa

nel veneto ,tante pompe bianche sono spuntate quando galan era presidente della regione ………non dico altro xchè un bel tacer non fu mai scritto,ma fate memoria.

Rosario
Rosario
1 anno fa

ci avete scassato la minchia, rivedete tutte le norme sui depositi fiscali e raffinerie. Il mio registro parla chiaro e non ho paura in caso di controlli, il problema è che la Giustizia in Italia che non funziona, un PV coinvolto in illegalità va chiuso definitivamente, chi trasporta carburanti di contrabbando vanno requisiti i mezzi e devono andare in carcere. Sul gestore avere rotto veramente i……

max
max
1 anno fa

sono un po confusi si accaniscono sul gestore e non guardano dove parte il prodotto
nulla cambiera e sara sempre peggio !

Moreno Parin
Moreno Parin
1 anno fa

Segnalazione prezzo sospetto, siccome tutti dicono che un elemento di attenzione è il prezzo io comincio con segnalarne uno: Impianto Tamoil situato in via Parma 15/c – 46100 MANTOVA (MN)

oggi:
Benzina Euro/litro 1,496
Gasolio Euro/litro 1,396

L’impianto è della Tamoil e gestito direttamente dalla stessa.

mauro
mauro
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

impianto esso in provincia di brescia:
benzina:1,479
gasolio:1,369

anonimo
anonimo
Rispondi a  mauro
1 anno fa

bassa veronese:verde 1.429-gasolio1.329

max
max
Rispondi a  mauro
1 anno fa

ma sono prezzi corretti ? vado pure io a brescia !

anonimo
anonimo
Rispondi a  max
1 anno fa

certo che sono corretti,basta a farsi un giro e ti rendi conto che non cè mica tanto da interrogare x non parlare delle pompe bianche o qualche logo da 2/3impianti

max
max
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

qui in Piemonte gasolio1.439 e verde 1.569 i più bassi mi chiedo se la stessa compagnia abbia -10 in diversi impianti in teoria dovrebbe essere lo stesso petrolio uppure arriva dalla slovenia non ci sarebbe da stupirsi ogni volta che parli con addetto commerciale per l’oro sono sempre in perdita alla faccia !

anonimo
anonimo
Rispondi a  max
1 anno fa

x perdita non credo un funzionario ip mi ha detto che la ip sta facendo dei bei utili e poi scusa brachetti peretti se era in perdita mica si comprava la totalerg.saranno in perdita con gli stipendi ed i bonus dei manager x quello che ci costiamo noi che siamo gli schiavi di industria 4.0 penso che facciano utili stratosferici

max
max
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

ciao Moreno non e’ l’unico io vicino ho Q8 doppia banchina da 3 anni sull’osservatorio prezzi inserisce solo fai da te a detta del gestore non sono tenuti a comunicare il servito altro pompa bianca e 6 mesi che non comunica prezzi e tutto va bene bravi !

Gestore Eni
Gestore Eni
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

Sospetto? la Conad e la Enercoop sono a 1,370 sul gasolio…

anonimo
anonimo
Rispondi a  Gestore Eni
1 anno fa

caro squeri prova a toccare le coop….

Roberto Timpani
Roberto Timpani
1 anno fa

stavolta devo dire che sono d’accordo con alcune critiche. Al di là dei controlli a monte dove veramente si annida l’illegalità, siamo preoccupati da una eventuale introduzione della cosiddetta “inversione contabile dell’Iva” che oggi viene chiamata “reverse charge” e che in sintesi prevederebbe che il gestore dovrebbe acquistare dal fornitore fuori campo iva e poi si dovrebbe caricare tutta l’iva della merce e riversarla allo Stato. Apparentemente il gestore avrebbe una immensa liquidità – transitoria – perché ad esempi se oggi un gestore medio riversa cica mille euro al mese domani ne dovrebbe versare mediamente tra i 30 o i 50 mila a seconda del prezzo medio . Tale situazione per noi sarebbe preoccupante e ingestibile, senza contare che l’amministrazione finanziaria ci imporrebbe ulteriori oneri documentali e forse l’adozione di una corposa garanzia bancaria a favore dello Stato. Insomma, una proposta pericolosa che non porterebbe grandi vantaggi. Certo ci potrebbe anche essere il gestore cosi’ bravo che riesce a gestire questa ulteriore massa di denaro, ma temo che nel complesso la situazione potrebbe degenerare.

Moreno Parin
Moreno Parin
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

ciao Roberto, concordo con te, capita, l’inversione contabile sarebbe un autentico casino!, io, ma non solo io, avevo “proposto” un bonifico/RID parlante, sul tipo di quelli per le agevolazioni edilizie/ambientali, la banca girerebbe il pagamento al fornitore trattenendo una percentuale di IVA che girerebbe allo stato, sistema semplice e già rodato, non dico che l’evasione IVA sparirebbe ma sarebbe molto ridimensionata, questo tutelerebbe anche chi acquista in perfetta buonafede, poi per il gestore non cambierebbe nulla, al massimo una codifica sul pagamento. Quello che non capisco è l’atteggiamento delle compagnie petrolifere, il che qualche brutto pensiero me lo fanno fare

Timpani
Timpani
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

É una ipotesi caro Moreno la tua da esplorare. Il punto preoccupante è che queste proposte sul reverse charge stanno raccogliendo rapidamente consensi con la scusa della lotta alla illegalita’ e io personalmente sono molto preoccupato. Qui non si tratta se un gestore sa gestirsi ed è uno bravo o no .Qui si tratta anche del fatto che i gestori vengono classificati come controllori di tutta la filiera, con tutte le immaginabili conseguenze

pippo
pippo
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

QUINDI :IO COMPERO IL PRODOTTO .LA COMP ME LO FATTURA ,LA BANCA PAGA ALLA COMP IL COSTO MENO IVA E ACCISA ,CHE VIENE VERSATA ALLO STATO ,LA COMP PAGA AL DEPOSITO SOLO IL COSTO MATERIALE ?
SE COSI FOSSE LO STATO PUÒ SEMPRE OBBLIGARE LE COMPAGNIE

anonimo
anonimo
Rispondi a  pippo
1 anno fa

e come al solito i costi delle commissioni bancarie e le varie fidejussioni e la perdita di tempo sarà a carico del gestore.ma non siamo mica per caso le fogne del sistema italia che ogni cosa si riversa su di noi?

anonimo
anonimo
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

andreotti diceva:pensar male è peccato ma ci si azzecca!

GIAMPIERO
GIAMPIERO
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

Scusa l’ignoranza ma il pericolo sarebbe che i poco più dei 24000 gestori incassino l’IVA e scappino per non versarla?

Moreno Parin
Moreno Parin
Rispondi a  GIAMPIERO
1 anno fa

no, non è questo il problema, io do per scontato che i gestori si comporterebbero correttamente, ma la cosa non è così semplice come sembra, intanto penso a un aumento della burocrazia non da poco, poi penso alle garanzie che lo stato vorrebbe, poi i maggiori controlli, in definitiva su questo la penso come Timpani, meglio altri sistemi che non penalizzino i gestori, comunque non è detto che se la cosa viene fatta bene non sia fattibile, ma bisogna vedere nel concreto come funzionerebbe. Squeri potrebbe mettere giù la cosa nei dettagli, e allora sarebbe più chiara la proposta.

GIAMPIERO
GIAMPIERO
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

Sono d’accordo, una soluzione bisogna pur trovarla. Certo è una proposta, non penso una provocazione, che meglio andrebbe letta nei punti che la dovrebbero comporre e soprattutto sulla sua effettiva fattibilità senza pesare con ulteriori effetti burocratici.

Giancarlo
Giancarlo
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

Mi dispiace dirtelo, ma è ora di smettere di tutelare gli incapaci per far danno ai Gestori. Lo avete già fatto con l’accordo successivo ad h24. Io sarei ben felice di dovermi trovare a versare tutta l’iva sui miei incassi in una volta sola, trattenendola per un certo periodo. ovviamente purchè il tutto non comporti fidejussioni insostenibili che azzererebbero il vantaggio finanziario.

GIAMPIERO
GIAMPIERO
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

Tutte le proposte vanno discusse ed analizzate ma rigettarle a prescindere non mi pare la migliore soluzione. Subiamo supinamente il sistema senza avere il coraggio di uscire fuori dalle righe perché consciamente incapaci di contrapporci.

un amico
un amico
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

Perdonatemi Timpani e Parin e non prendetela come offesa, ma credo sia il caso che vi informiate meglio su come sta agendo la malavita nelle frodi sull’iva dei carburanti. La GdF è puntuale nei – difficili – controlli delle cartiere, il problema poi è la magistratura che è lentissima nell’azione, ma per rendere la giustizia più efficiente servirebbe una pesante riforma alla stessa con l’intervento del Legislatore. Insomma, parliamoci chiaro: utopia.
Se si chiedono invece ulteriori controlli in tutta la filiera attraverso nuovi sistemi, arriveranno sicuri anche per i gestori ulteriori oneri, ma si torna comunque al problema precedente: la GdF lavorerebbe anche meglio senza però trovare efficacia la giustizia dopo.
Interessante la proposta del “bonifico speciale” come per le detrazioni fiscali, purtroppo però non cambierebbe una virgola ai sistemi che sono in atto in questo momento tramite cartiere e lettere d’intento: quel sistema di bonifico permette una tranciabilità utile verso chi vuole avere sgravi fiscali (quindi mentre paga le tasse, non prima di versare un imposta come nel nostro caso!).
Il reverse charge può anche non essere la soluzione giusta. Alle compagnie petrolifere, ad esempio, non piace per niente e qualche domanda sul perchè ce la dovremmo tutti fare… ma è quantomeno prematuro dire che penalizzerebbe i gestori. Anzi, ridurrebbero parecchio i costi di interessi passivi per l’utilizzo del fido in conto corrente, sarebbero più a credito con la liquidità di cassa, e non aumenterebbe di una virgola il loro lavoro visto che già tengono – come tutti – un’apposita contabilità dell’iva con relativi versamenti. Ma veramente, di che stiamo parlando?
Attenzione che il problema principale non è il contrabbando! I carburanti venduti attraverso questi meccanismi arrivano al distributore compiacente con DAS e fattura in regola! Il problema è a monte, dove queste società aprono e chiudono di continuo prima che si riesca a colpirle. Se ci imponiamo ulteriori oneri da soli senza risolvere il problema facciamo solo la figura dei Tafazzi.
Nell’invitarvi nuovamente a informarvi meglio su chi e come sta rovinando il mercato dei carburanti attraverso le frodi sull’iva (e vi prego, non fermatevi a Report…), andate a vedere quali altri settori sono stati colpiti negli ultimi 20 anni e quali soluzioni sono state adottate. Vi anticipo il finale: è stata tolta l’iva!

anto
anto
1 anno fa

MA E’TUTTO CHIARO:
LE COMPAGNIE si vogliono liberare di quei gestori rimasti a COSTO ZERO.
I sindacati lasceranno fare limitandosi a sfornare un commento di circostanza qua e la senza prendere alcuna iniziativa.

anto
anto
1 anno fa

Vorrei fare una domanda ai sig.ri Parin e Timpani:

Perchè i sindacati hanno permesso che le compagnie petrolifere affidassero al gestore l’attività bar all’interno della stazione di servizio con un contratto di franchising ben sapendo che non era conforme non solo alla legge che lo disciplina ma anche agli ACCORDI INTERPROFESSIONALI firmati da tutte le compagnie petrolifere?
Costringendo i gestori a pagare canoni molto più elevati di quelli dovuti?

Mi piacerebbe avere un riscontro preciso.
Grazie,Anto

anonimo
anonimo
Rispondi a  anto
1 anno fa

caro anto,come + volte ho già detto in queste pagine molti di noi non sono capaci a farsi 2 conti sai quanti pur di avere un bar magari anche il lavaggio ,che inizialmente ti pare a costo zero,hanno accettato di tutto dalle compagnie non solo canoni esosissimi ma gestire + impianti 1 in s.s ed uno servito e s.s. prodotti dell autolavaggio comperati direttamente dalle compagnie,briosche e caffè sempre dalle compagnie insomma ogni genere di ricatto con promesse di guadagno….e allora giù ore aperti anche il sabato pomeriggio,ogni tot.lt di carburante lavaggio omaggio,ogni tot.caffè briosche omaggio.adesso hanno l acqua alla gola ma hanno trascinato nel baratro anche gli altri

Timpani
Timpani
Rispondi a  anto
1 anno fa

Io posso rispondere per me ovviamente . Il sindacato non ha permesso nulla anzi ci sono cause promosse anche con il sostegno del Sindacato in merito. E’esclusivamente una situazione eni, caro Anto. Forse non sarò stato preciso altre volte ma ti avevo già risposto.

anto
anto
Rispondi a  Timpani
1 anno fa

Sig.Timpani ne approfitto della sua disponibilità:ci sono delle sentenze in merito?

Roberto Timpani
Roberto Timpani
Rispondi a  anto
1 anno fa

A mia conoscenza ci sono alcuni pronunciamenti (uno contro eni che tuttavia per un enicafè è stato perso dal gestore ma è stato impugnato) ed alcuni altri provvedimenti in merito alla piena applicazione degli Accordi interprofessionali del 1997 e del 1998 ( il quale ultimo stabiliva i canoni sulle attività non oil) . In altri casi, a mia conoscenza, ci sono stati “accordi” tra le parti prima di arrivare ad un giudizio finale. e questo evidentemente non costituisce “precedente”.

anonimo
anonimo
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

timpani di una volta x tutte fatevi bene i conti xchè con le compagnie petrolifere non si mangia:prendono tutto loro

anonimo
anonimo
1 anno fa

x caso squeri la responsabilità la deve assumere anche il gestore di compagnia che è libero solo di cambiare la spugna dal secchio .faccia meno di perdere tempo in interrogazioni parlamentari e lasci ai giudici certe incombenze….

anonimo
anonimo
1 anno fa

e tutto questo da quando c è la liberalizzazione….cosa credevano:fatta la legge scoperto l inganno

Dyson
Dyson
1 anno fa

Ben svegliato sig. Squeri, dopo alcuni lustri passati in parlamento ti ricordi della categoria di cui sei stato per decenni presidente nazionale. Sull’illegalita, e tutto molto semplice, controllo dei documenti das e fatture emessi dai depositi e dalle petrolifere, verifica dei prezzi di vendita, e di acquisto. Controllo alle frontiere dei telonati che trasportano in nero senza alcuna sicurezza, chiudere definitivamente i depositi dove vengono riscontrate illegalità, revoca delle autorizzazioni a chi delinque, prezzi controllati e calmierati andando a colpire le petrolifere in maniera pesante. Ricordo che le accise vengono versate dalle stesse petrolifere a 30 giorni, ovvero hanno un mese di denari a loro disposizione, mentre alla maggior parte dei gestori i denari vengono prelevati il giorno dello scarico. Salvo deposito di fidejussioni da paura per il. Pagamento a 4 giorni banca. Capitolo gdo e bianchi sono le stesse petrolifere a rifornire i Pv predetti, a prezzi molto più bassi di quelli applicati sui pv a marchio. E poi venite a parlare di illegalità, che il signore vi fulmini.

anonimo
anonimo
Rispondi a  Dyson
1 anno fa

caro dyson era anche troppo sveglio squeri infatti nel piatto dove mangiava e mangia non ci sputava e ancora adesso se ne guarda bene:infatti non fa le interrogazioni parlamentari su noi che siamo al fallimento,x fine anno grazie anche alle nuove fiscalità chiuderemo almeno 3/4000 impianti ma sposta il problema sul contrabbando.le liberalizzazioni e il salvaitalia le ha fatte bersani.monti.passera ecc. quindi saranno c…i loro….chi ha voluto la bicicletta che pedali sopratutto uno come lui che presidente nazionale ha fatto parte delle cosidette partisociali quindi bisogna x forza che abbia accettato tutte
ste cose e allora prima le ha volute e adesso cosa fa le interrogazioni ma su chi e su cosa.

Dyson
Dyson
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

Chi ha sempre accettato tutto quello che veniva proposto ad arte dalle petrolifere, purtroppo siamo noi gestori stessi, il problema è una legislazione che non ha mai tutelato la parte debole della filiera, le gestioni. Concordo con te che come al solito si cerca di spostare l’attenzione su cose che senza grandi problemi potevano essere bloccate sul nascere applicando le leggi che già ci sono. Qui si tratta di riconoscere alla Categoria il giusto guadagno, e colpire chi delinque ed aproffitta di una posizione di estrema forza contrattuale. Nella fattispecie le petrolifere ed i grossisti veri e propri delinquenti autorizzati, e qui che la politica deve intervenire pesantemente….

anonimo
anonimo
Rispondi a  Dyson
1 anno fa

io avevo proposto una class action(e adesso i presupposti ci sono) x eccessiva onorosità sopravvenuta c.c. art.1467:c è la risoluzione di tutti i contratti e nessuna ripeto nessuna compagnia può sostenere la decadenza di tutti i contratti.