Contrabbando di carburante, sequestrate oltre 120 tonnellate a Roma

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno denunciato 10 soggetti per detenzione e commercializzazione di prodotto petrolifero di contrabbando. L’operazione ha portato al sequestro di 8 autocisterne e un deposito di 10.000 mq, dove erano illecitamente stoccati oltre 120.000 litri tra gasolio e benzina.

In particolare, durante un servizio di prevenzione e repressione dei traffici illeciti in materia di carburanti, una pattuglia del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma notava, presso un’area di servizio, alcune autobotti, con targhe polacche e slovene, che decideva di sottoporre a un controllo più approfondito.

Il caratteristico odore proveniente dalle cisterne, il colore e la densità del liquido residuo in esse contenuto permettevano di appurare come il carico precedentemente trasportato non fosse stearina, prodotto chimico utilizzato anche per la preparazione di candele, come falsamente attestato dai documenti che avevano al seguito gli autotrasportatori, ma si trattasse di carburante di contrabbando proveniente dall’estero e formalmente diretto nel basso Lazio.

I Finanzieri procedevano alla perquisizione degli automezzi ove sono stati rinvenuti elementi che hanno poi permesso di risalire a un deposito di oli minerali di Bracciano.

Veniva pertanto predisposto un servizio di osservazione dell’area individuata, che ha consentito di rilevare un continuo via vai di autoarticolati per il trasporto di combustibile, con targa straniera, anticipati da un’autovettura che fungeva evidentemente da staffetta con il compito di avvisare gli autisti dell’eventuale presenza di posti di controllo da parte delle forze di polizia.

I militari decidevano di approfondire la situazione procedendo all’accesso all’interno del deposito. Le operazioni di perquisizione e di riscontro documentale hanno permesso di rinvenire oltre 120 tonnellate di prodotto petrolifero (sia gasolio che benzina) di provenienza illecita, non registrato sui libri di carico e scarico dell’azienda, ma annotato in brogliacci informali.

Provvedevano, quindi, al sequestro dell’intera area, del carburante e di 8 autocisterne nonché alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 10 soggetti per il reato di contrabbando. Inoltre, nei confronti dell’amministratore unico della società titolare della struttura e di uno dei soci veniva emessa misura di interdizione all’esercizio dell’attività imprenditoriale nello specifico settore.

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anonimo
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anonimo

se adesso tutti si muovono x il contrabbando lo dobbiamo a report.bravissimi continuate così!

Anonimo
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Anonimo

Torno a ripetere: Un grande plauso alla GDF, BRAVI!! Giusto andare in questa direzione, il contrasto all’illegalità ormai “NOTA” è di dovere. Ma non credete sia facile e conveniente per “qualcuno” far concentrare tutta l’attenzione su queste cose ormai “NOTE” e senza alcun dubbio dannose per il sistema??? Sulle ILLEGALITA’ meno note sta già indagando qualcuno?? Sugli ABUSI DI POSIZIONE, ATTEGGIAMENTI VESSATORI e quant’altro (praticati oggi dai grossisti che si prestano al gioco, ieri da ALTRI IN PRIMA PERSONA) nei confronti dei GESTORI, le autorità competenti ci stanno lavorando?? Se UN IMMIGRATO (anche clandestino) viene sfruttato, sottopagato ecc.. tutti son… Leggi il resto »

Anonimo
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Anonimo

Per i sindacati tutto va bene… l’unico problema che continuamente sbandierano é quello del contrabbando, mi volete dire come mai un intera categoria di gestori si lamenta di ben altro??? Un gestore con marchio che deve vendere lo STESSO prodotto di una “pompa bianca” con 20/30/40 centesimi in più, non é un problema serio??? Si… avete capito bene STESSO PRODOTTO QUI NON SI TRATTA SOLTANTO DI contrabbando, il prodotto é lo STESSO che esce dai depositi delle compagnie!!! Solo che al gestore viene venduto ad un prezzo e su quello ha un margine di 2,7 cent litro, poco più poco… Leggi il resto »

Luigi Mattiozzi
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Luigi Mattiozzi

Con il mercato unico le merci circolano liberamente in Europa ed oltre come si puo notare dsll’ articolo le autocisterne straniere che avevano gia scaricato trasportavano formalmente stearina e non si tratta di evasione IVA con societa cartiere etc ma di evasione di accise ed iva eon un prodotto che costa 1/3 del valore di mercato e di prima necessità è un bel business per falsi trader ed operatori spregiudicati. IL mercato petrolifero anche negli anni 70 è stato soggetto a scandali ed evasioni milionarie ma era limitato a pochi operatori,attulmente non essendoci piu nessun limite alla commercializzazione di prodotti… Leggi il resto »

anonimo
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anonimo

xchè da noi incassano subito i soldi e a loro questo ci fa comodo.come ho già + volte detto le compagnie hanno il terrore a perdere le gestioni,anche lo stato,xchè vuol dire rimetterci i soldi è lì che i sindacati dovrebbero fare leva:tutti gli investimenti che si sonofatti salterebbero bar,lavaggi senza parlare degli affitti dei terreni e delle concessioni che le compagnie riversano sui gestori.

anonimo
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anonimo

una domanda ma perché non chiudere tutti i depositi che dichiarano di esportare il prodotto