Codacons deposita esposto all’Antitrust, “Stangata sui carburanti con il pretesto dell’Iran”

Timpani (Fegica) con l’aumento dei prezzi si può realizzare un ulteriore interesse della malavita organizzata. 

Per i consumatori il Governo vuole fare cassa su benzina e diesel. Di fronte all’annunciato aumento dei prezzi dei carburanti, anche alla luce delle tensioni in Medio Oriente, il Codacons va all’attacco e annuncia un esposto all’Antitrust. Per i consumatori il Governo vuole fare cassa su benzina e dieselRedazione |Mar, 07/01/2020 – 10:28

Aumenti che in parte – accusa il Codacons – vengono attribuiti alle crescenti tensioni nell’area medio-orientale tra Usa e Iran, ma che in realtà nulla hanno a che fare con quegli avvenimenti.

Per l’associazione dei consumatori le ragioni dell’aumento sono altre. “Da tempo già il Governo sta pensando, al fine di far quadrare i conti e risanare il buco economico di oltre 3 miliardi di euro, di aumentare il prezzo della benzina e del diesel come manovra necessaria – afferma Marco Donzelli, presidente del Codacons -. Si prevedono infatti, grazie all’aumento delle imposte sulla benzina, gettiti di oltre 1,2 miliardi di euro per il 2021 e più di 1,7 per il 2022“.

La decisione andrà a gravare ulteriormente il prezzo del carburante, il quale già di per sé ha un costo molto elevato a causa delle accise e dell’Iva al 22%.

“Falso attribuire quindi alle tensioni in Medio-Oriente gli aumenti dei costi – conclude il Codacons – presenteremo un esposto all’Antitrust al fine di verificare la correttezza di quanto avviene“.

Roberto Timpani, segretario generale Fegica Cisl, intervenuto ad Uno mattina, si è detto preoccupato perchè un ulteriore aumento dei prezzi “può essere una situazione che alimenta un ulteriore interesse per quella malavita organizzata che ha tratto e trae profitto dal contrabbando illegale di carburante. “

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