Tavolo auto, duro attacco di Controdistribuzione Flash a Patuanelli

Staffetta Quotidiana – Sull’esito della riunione del 17 febbraio del gruppo di lavoro infrastrutture
Ammesse a partecipare al Mise ai gruppi di lavoro del Tavolo Auto dopo averne fatta esplicita richiesta al ministro Stefano Patuanelli, le tre organizzazioni dei gestori carburanti, Faib, Fegica e Figisc, sono uscite “profondamente deluse” dalla riunione del secondo gruppo dedicato allo sviluppo delle reti infrastrutturali svoltasi il 17 febbraio e che è stata presieduta dallo stesso ministro. Una delusione che trasuda a piene mani da un dura nota che appare oggi sul periodico della Fegica Controdistribuzione Flash (LINK).

Sia perché sulla mobilità elettrica, “ormai un vero totem”, è emerso un “indecoroso” assalto alla diligenza da parte dei suoi fautori sia perché i gestori sono ormai considerati dal ministro alla stregua di “morituri”. Con la conferma di scenari che prevedono già al 2030 6,1 milioni di vetture elettriche che si riforniranno presso 3,41 milioni di stazioni di ricarica. Ovviamente al prezzo, per accelerarne il processo, di copiosi incentivi e di riduzioni delle tariffe. E se in questo modo, rileva la nota, circa 100.000 gestori carburanti verranno espulsi dal mercato ciò verrà considerato “un effetto collaterale”.

Deluse le tre organizzazioni anche perché sulla risoluzione parlamentare adottata tre mesi fa all’unanimità dalla X Commissione della Camera, il ministro ha taciuto “come è suo costume dal suo insediamento”, come pure sul piano della ristrutturazione delle rete che, allo stato, non appare più differibile (anche se fa meno notizia dell’elettrico).

Ricordando che “in questo Paese a forza di suscitare emozioni (e fantasmi) il conto è sempre stato fatto pagare ai cittadini: questo è valso per il nucleare (che abbiamo pagato per fare e, poi, per disfare); è valso per i decreti “sblocca centrali” per nuove centrali elettriche che abbiamo pagato – prima per costruirle e, poi, per dismetterle -; è valso per il fotovoltaico che, grazie a notevolissimi incentivi si è diffuso in tutto il Paese ma il cui costo è pagato dai cittadini. Miliardi investiti – spesso inutilmente – che oggi gravano sulla bolletta elettrica attraverso la quale presumibilmente transiteranno anche le Accise derivanti dai combustibili fossili che verranno sostituiti (e parliamo di oltre 40 miliardi/anno). Non sarebbe il caso di dirlo – con chiarezza e dovizia di numeri – ai cittadini italiani?”.

Posizioni, quelle delle organizzazioni dei gestori, che, rileva la nota, rischiano di apparire come di totale rifiuto di una modernizzazione del Paese (e di una riduzione dell’inquinamento considerata da tutti, essenziale), ma così non è. “Noi, conclude la nota, siamo solo contrari al conformismo imperante, al ruolo di chi vuole banchettare con ciò che è rimasto di uno Stato, troppo spesso utilizzato come “vacca da mungere”. Senza memoria del passato e scarso interesse per il futuro di quelle generazioni alla quali, arbitrariamente, pretendiamo di dar voce. Noi vorremmo invece che queste iniziative vengano discusse, veramente, con i cittadini e le categorie interessate. Senza intermediazioni culturali”.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

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pippo
pippo
7 mesi fa

molto interessante l articolo compreso il link in particolare il finale dove si ribadisce “lotteremo “purtroppo manca il come ,il quando Stiamo aspettando da anni che qualcosa cambi ,e oggi dovreste aver capito che per il governo e le compagnie non contiamo ,non contate e non rappresentate nulla ,nessuno . Quindi tirate fuori gli attributi (palle) o è finita
E assurdo andare a trattare al MISE ,i pugni si devono battere al tavolo delle compagnie ,loro hanno i soldi ,loro devono essere colpite da scioperi e chiusure che fine ha fatto la risoluzione De Toma ? nulla si continua a trafficare ,a rubare ,fatti concreti nessuno Noi non siamo ne il Mercatone uno ne altre realtà purtroppo in crisi noi siamo essenziali per il paese ,noi potremmo bloccarlo peggio del virus Basta capirlo
Auto elettriche ,avete ragione ne vedremmo delle belle ,gia oggi si stanno accorgendo che un ibrido non vuol dire risparmio ,e che ecologia non fa rima con risparmio ,e con uno stato che è assetato di soldi non mancheranno ne super bolli o accise dedicate per ripianare le accise carburanti .Non vedo l ora