FEGICA, SENZA CARBURANTE LA MOBILITA’ SI BLOCCA ED IL PAESE SI FERMA!

LA DISTRIBUZIONE CARBURANTI (al di là di bizantinismi normativi) E’ UN PUBBLICO SERVIZIO. MA SE GLI IMPIANTI NON POSSONO RIMANERE CHIUSI (per consentire la movimentazione delle merci e la mobilità anche dei mezzi di soccorso e di emergenza utilizzati), NON SI PUO’ PRETENDERE CHE MIGLIAIA DI MICRO IMPRESE FALLISCANO

L’OBIETTIVO NON PUO’ ESSERE QUESTO!

I GESTORI ALLO STREMO (ormai in tutta Italia) CHIEDONO A GOVERNO, COMPAGNIE E RETISTI INTERVENTI CONCRETI (e non chiacchiere da talk show o pelose disponibilità).

PER RIMANERE APERTI E’ TEMPO DI AGIRE E DIMOSTRARE CHE IL SETTORE, DA SOLO, E’ CAPACE DI USCIRE DALL’EMERGENZA. SENZA DISTRUGGERE LA VITA DI 100 MILA FRA GESTORI ED ADDETTI E IMMAGINARE CHE CI SIA UNA POSSIBILITA’ DI FUTURO.

E’ tempo di agire, non di cincischiare!

La situazione dei Gestori, a cominciare da quelli che hanno già sofferto per la “zona rossa” cui si sono aggiunti, tutti gli altri, è almeno drammatica.

E ad una situazione drammatica vanno date risposte immediate e convincenti.

Deve essere chiaro a tutti: i Gestori che, nella stragrande maggioranza, perdono vendite per oltre il 60% del loro erogato abituale, non sono più in condizione di pagare le forniture, di onorare stipendi e contributi, di pagare tasse o di prestarsi a sperimentazioni come i corrispettivi elettronici che l’Agenzia delle Dogane ha dichiarato di non poter ricevere se non da un intermediario (privato che vuole essere pagato). Pura follia!

Noi comprendiamo benissimo quanto sia grave la situazione e giustificato l’appello a rimanere a casa (con tanto di #). Comprendiamo che le fabbriche arrancano, che gli uffici sono in “smart working”, che l’economia (non solo italiana) è sull’orlo del collasso.

Per questo non chiediamo sussidi, né stiamo chiedendo quattrini a fondo perduto: quello che chiediamo è un po’ di respiro per superare questo difficile momento.

I Gestori sono gente seria che vive e lavora, ogni giorno, a contatto con milioni di cittadini dei quali condividono, anche in questi momenti, la sorte e, quindi, sanno perfettamente qual è la situazione che li circonda.

Quello che i Gestori chiedono (e che hanno già chiesto senza ottenere alcuna risposta) sono poche e semplici cose.

Al Governo:

  • rinvio al 1 Luglio del 2021 dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi (per il quali anche l’Agenzia delle Dogane non è preparata) e degli altri provvedimenti in corso di adozione;
  • sospensione del pagamento degli oneri dovuti alle CCIAA;  sospensione del pagamento dell’Iva di Maggio 2020 e trasferimento del pagamento stesso (senza interessi) alla dichiarazione Iva di Novembre 2020. Con dilazione senza interessi;
  • slittamento del pagamento dei contributi Inps per i lavoratori dipendenti, fino al 30 settembre, senza alcun onere aggiuntivo ed applicazione di una dilazione senza interessi;
  • trasferimento della corresponsione dell’acconto Irpef a Novembre 2020;
  • accesso alla Cassa Integrazione straordinaria per i dipendenti, con procedure accelerate;
  • sospensione del pagamento delle forniture di elettricità, acqua e Ta.Ri. fino al 31.12.2020;
  • Fornitura dei presidi sanitari (guanti, mascherine, disinfettanti), necessari ad affrontare l’esposizione al pubblico (non v’è dubbio che, soprattutto per gli incassi con carte di credito, carte aziendali o durante il servizio notturno, il contatto “ravvicinato” non può essere evitato.

Alle Compagnie petrolifere ed ai titolari di impianti

  • Differimento al 31 Ottobre 2020 del pagamento delle forniture (1/2 carichi) nei limiti della copertura delle fidejussioni già prestate e dilazione del pagamento di tali carichi -senza interessi- nel semestre successivo. A rate costanti;
  • azzeramento dei canoni di affitto sulle attività integrative fino al 31.12.2020;
  • dismissione di ogni iniziativa di “escussione” di fidejussioni per mancati pagamenti di forniture di
    carburanti.

Alle Concessionarie autostradali

  • Rinuncia al 60% delle royalties incassate dagli Affidatari del servizio a favore dei Gestori che, in tal modo, possono mantenere aperti gli impianti per garantire il “pubblico servizio” e la mobilità dei
    cittadini ed i mezzi delle imprese (che pagano i pedaggi);
  • superamento delle anacronistiche richieste di effettuare il servizio manuale (o di presidio) senza il
    ricorso alla utilizzazione dei self (dove esistenti ed attivati) come concesso -con grande larghezza- a singoli operatori per situazioni non previste nel Decreto Interministeriale del 7/8/2015;
  • valutazione della chiusura, nelle ore notturne, di tutte le aree di servizio.

I Gestori, chiedono a viva voce questi provvedimenti senza i quali non saranno più in grado di garantire la regolare apertura degli impianti e la regolarità delle forniture in tutte le zone d’Italia.

Come è evidente la Categoria non chiede altro che trasferire oneri ad un periodo nel quale tutti ci
auguriamo che l’emergenza possa essere superata e la vita lavorativa regolarmente ripresa.

Se il sistema non riuscirà a garantire, da sé, le condizioni per superare questa situazione, non avremo alcuna certezza che, passato il virus, non dovremo pure guardare indietro e verificare che sono rimaste solo “macerie” dalle quali sarà impossibile -almeno per questo settore- venirne fuori.

Uscire dalla “crisi” è l’auspicio di tutti cittadini di questo Paese: il problema è capire come, tutti insieme, riusciremo a venirne fuori. Certamente con il rispetto delle regole (e delle raccomandazioni) ma anche senza distruggere quell’apparato produttivo (e distributivo) che sarà indispensabile per la ripresa.

Di seguito il testo della lettera inviata, ieri, da Faib, Fegica e Figsc/Anisa,al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Ministri Patuanelli e Speranza, ai Presidenti di Unione Petrolifera ed Assopetroli -Spinaci e Rossetti- agli Amministratori Delegati di tutte le compagnie petrolifere:

Egregi Presidenti, egregi Ministri, egregi Signori,

senza alcuna inutile enfasi e pur avendo pienaconsapevolezza delle numerose emergenze e delle molteplici priorità cui il Governo del nostro Paese, nel suo complesso, è chiamato a fare fronte, le scriventi Federazioni ritengono loro motivata responsabilità rimettere alla riflessione di ciascuno di Loro la necessità dell’adozione di alcuni -a nostro avviso indifferibili interventi tesi a salvaguardare l’opera di decine di migliaia di piccole imprese di gestione e dei loro addetti che, nonostante incertezze e preoccupazioni, continuano a garantire, anche all’interno delle zone rosse, il servizio pubblico essenziale della distribuzione dicarburanti ed energia, indispensabile a consentire la mobilità di cittadini, di merci di ogni genere e dei collegamenti in tutte le parti del Paese.

A questo scopo, si richiede, in primo luogo, che tutti i punti vendita -a cominciare da quelli ricadenti nella zona rossa- siano riforniti di ogni presidio medico (mascherine, guanti, disinfettanti, ecc.) necessario a proteggere quanto più possibile dal contagio sia le decine di migliaia di addetti che i milioni di automobilisti che, per motivi professionali o privati, quotidianamente si riforniscono di carburanti sulla rete.

Per altro verso, stanti le inevitabili e per molte ragioni temporaneamente auspicabili contrazioni dei
consumi, appare indispensabile, da un lato, l’adozione di provvedimenti normativi che consentano anche alle piccole imprese di gestione di beneficiare della sospensione degli adempimenti fiscali previsti o in previsione per altre categorie di contribuenti e, per l’altro, del diretto sostegno economico delle aziende titolari degli impianti – compagnie petrolifere e retisti indipendenti- in termini di sospensione dei pagamenti delle forniture dei carburanti e dei canoni relativi alle attività cosiddette “non oil”.

Infine, più nel dettaglio, ma non per questo meno urgente, appare essenziale -per manifesti motivi di forza maggiore che rendono irrisolvibili gli ancora esistenti impedimenti strutturali- che sia immediatamente varato un provvedimento che posticipi la ormai prossima entrata in vigore di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, del d.lgs. n. 127 del 2015 e successive modificazioni, in tema di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri.

Per quanto riguarda la viabilità autostradale -che registra perdite di erogato oltre il 50%- e nella quale sono occupati migliaia di addetti le scriventi chiedono che il Governo intervenga per rendere immediatamente fruibile l’utilizzo dello strumento della cassa integrazione e, nello stesso tempo, che solleciti le società Concessionarie a trasferire alle imprese di gestione il 60% delle royalties versate dagli affidatari.

Su questo tema specifico le scriventi Federazioni intendono sensibilizzare le compagnie petrolifere ad
adoperarsi affinchè questa misura straordinaria venga attuata nel minor tempo possibile e vengano messe a disposizione delle gestioni le risorse necessarie ad assicurare la regolarità dello svolgimento del pubblico servizio.

Le scriventi Federazioni confidano nella sensibilità di ciascuno di Loro e rimangono a disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento, in attesa del richiesto cortese riscontro.

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pippo
pippo
6 mesi fa

Quello che i Gestori chiedono (e che hanno già chiesto senza ottenere alcuna risposta)!!!!!! sono poche e semplici cose.
In banca ,in posta ,si entra uno alla volta !! dal benzinaio si fa quello che si vuole e lo si manda a fare in culo se non cambia i soldi
Quindi smettetela con i proclami ,ora mai tutti conoscono la situazione
Siamo un pubblico servizio solo quando fa comodo!! ma al pubblico servizio si forniscono guanti e mascherine mentre a me hanno detto che essendo una impresa PRIVATA me le devo comperare !!! e che non posso chiudere Siamo pubblici quando fa comodo !! per il resto possiamo anche infettarci
Restare aperti con un venduto del 10% e pura follia !!! Vadano alle Coop ,e alle Pompe Bianche Chiudiamo tutto !!!!

sconsolato
sconsolato
Rispondi a  pippo
6 mesi fa

che non puoi chiudere te lo sei inventato tu l’inpianto non e chiuso lo metti in self come ci sono gia stazioni senza gestore !

Alex
Alex
6 mesi fa

Questo è quello che ci occorre in un momento di emergenza.
Un momento che prima o poi passerà, speriamo prima possibile.
Poi dobbiamo valutare che oramai sono diversi anni che è scaduto un contratto temporaneo che doveva essere un contratto transitorio x superare un momento di crisi, un contratto fortemente a svantaggio del gestore perché anche il gestore doveva partecipare alle immaginarie perdite aziendali, dove il gestore è stato l’unico soggetto perdente durante la crisi.
Gli azionisti hanno preso i dividendi,
I dipendenti retribuzioni da principi,
I manager non ne parliamo.
Il gestore l’unica figura che ha partecipato al dolore della crisi in prima persona.
Il gestore è l’unico soggetto che ha lavorato per produrre lo stipendio di questi soggetti e di altri ancora.
Il gestore oramai è un soggetto stretto fra la morsa della compagnia che lo spreme come un limone e lo stato che lo finisce di essiccare come un concime.
Questo articolo è molto bello ma troppo sdolcinato.
Uno, noi siamo gli unici soggetti operanti nella distribuzione carburanti che garantiamo il bancomat allo stato.
Due, noi siamo gli unici commercianti che nonostante ,… siamo in trincea senza fiatare.
Tre, lo stato eroga il reddito di cittadinanza hai tossici, delinquenti, badanti in nero, infermieri in nero, colf ecc. e non ha un minimo di pietà x noi che siamo i suoi migliori riscossori, migliori persino di EQUITALIA

sconsolato
sconsolato
6 mesi fa

STATE A CASA portate l’infezione alla vostra famiglia !