Gestori carburanti, “piccoli eroi dimenticati sulle strade italiane”

Emergenza e servizi essenziali
Staffetta Quotidiana – Pubblichiamo di seguito un ampio stralcio della nota buttata giù di getto ieri mattina da Roberto Di Vincenzo, esponente storico delle organizzazioni dei gestori, per ricordare che accanto a farmacie, edicole, tabaccai, supermercati, nella lista degli esercizi commerciali che restano aperti ci sono anche i punti vendita carburanti. Un’attività essenziale perché il Paese non si fermi, perché chi deve muoversi, andare a lavorare, trasportare i beni essenziali per sopravvivere e curarsi possa continuare a rifornirsi. Con i gestori esposti in prima linea, che continuano nonostante tutto a presidiare le strade. E che avrebbero bisogno anche loro di essere tutelati.

Quando si parla di servizi pubblici essenziali, i riflettori si accendono – giustamente – su categorie che sono in prima linea nella lotta al Coronavirus. Medici, infermieri, protezione civile, Croce Rossa e (quasi) tutti i cittadini, stanno dimostrando, in questi giorni che l’Italia è migliore di quanto non ci si sarebbe potuto aspettare solo guardando al “rumore incomprensibile” del dibattito politico ante crisi. Per queste persone – giustamente – si scomodano iperbole dialettiche (retoriche) che ruotano intorno al sostantivo “eroe”. Ciascuno di loro lo è. E, per la proprietà transitiva, (quasi) tutti lo sono. Quelli per cui ricorrono i titoli dei giornali, quelli che rimangono chiusi in casa e quelli la cui attività è liquidata senza ridondanti aggettivi. Come se non esistessero.

Bisognerebbe avere l’umiltà di raccontare anche quella parte del Paese, composto di persone “comuni” che sono state “precettate” perché il loro lavoro è essenziale affinché il Paese non chiuda. Affinché le merci, i medicinali, le “mascherine” possono arrivare negli ospedali, nelle farmacie, nei negozi, nei mercati e nei supermercati o nei negozi di vicinato; affinché i cittadini – pur in mobilità ridotta – possano raggiungere questi luoghi (uffici postali, ospedali, banche, farmacie) e soddisfare quei bisogni -ancorché in linea con le disposizioni del Dpcm dell’11.3.2020- che sono insopprimibili. Vitali.

Bisognerebbe, cioè, avere consapevolezza che ci sono, in Italia, circa 24.000 distributori di carburante (con 100mila persone che lavorano) che, indifferentemente, vediamo ogni giorno ornare le nostre strade o autostrade. Li vedevamo ieri e li vediamo oggi. Lì, pronti a fare il loro dovere per assicurare a ciascun cittadino – non importa di quale regione o di quale paese – i rifornimenti necessari a vivere quel residuo di quotidianità ai tempi del Coronavirus. A qualche distratto automobilista sembrano addirittura orpelli, pietre miliari di una esistenza frenetica che, spesso, si consuma sulla strada che ogni giorno percorriamo per lavorare, per sportarci o andare in vacanza. (…)

Le sollecitazioni, gli appelli accorati delle Organizzazioni di Categoria dei Gestori, volte a richiamare l’attenzione della loro controparte e del Governo (dov’è il Ministro Patuanelli?) sono cadute nel vuoto: finanche per la dotazione di quei dispositivi essenziali (e di difficile reperimento sul mercato) a svolgere l’attività in sicurezza.

Ad arrivare, puntualmente, invece, sono stati i solleciti a pagare gli affitti, a contestare il mancato raggiungimento degli obiettivi commerciali o a stigmatizzare il non repentino allineamento dei prezzi al pubblico (che sono calati del doppio del margine del Gestore e giacciono, invenduti nei serbatoi interrati). Oltre al danno, la beffa di chi si esercita il “comando” – da postazioni remote – e non si avvede che fuori la vita di tutti i giorni è già drammaticamente cambiata!

Eppure, nonostante tanta abnegazione, non v’è chi si è chiesto come facciano. Come potranno pagare le forniture (o gli affitti) o le “gabelle” allo Stato, considerato che le vendite – già basse nel nostro Paese – non arrivano al 25% degli erogati usuali (ed è un dato in continuo peggioramento). Come potranno pagare stipendi e contributi ai dipendenti, nelle condizioni attuali nelle quali il “giro” del denaro che li tiene in piedi si è fermato. Come potranno far fronte alle richieste delle banche che hanno loro concesso “fidi” e che, oggi, registrano un azzeramento dei movimenti.

Perché è certo che nelle situazioni di emergenza – quale quella attuale – a pagare il conto saranno quelli più deboli, quelli più esposti, quelli che non hanno spalle larghe o voce in capitolo (…). Alla fine di questo periodo (che qualcuno auspica breve ma molti dicono che si protrarrà oltre i primi giorni del mese di aprile), di questo settore rimarranno solo macerie ed il 50% (almeno) dei Gestori saranno sull’orlo del fallimento (se già non saranno falliti). Bisogna, quindi, fare in fretta e trovare soluzioni intelligenti e condivise. (…)

Non stiamo pietisticamente elemosinando qualche intervento “tampone”, ma soltanto cercando di richiamare l’attenzione della controparte dei Gestori e della Politica – di quella che dovrebbe, per istituto, seguire questo settore ed assicurarsi la fluidità dei rifornimenti – che fino ad ora è riuscita solo a partorire l’obbligo a rimanere aperti per i Gestori (altro che protocollo d’intesa con i sindacati per l’igienizzazione dei siti e la fornitura dei presìdi indispensabili).

Pensate cosa accadrebbe se i Gestori, a tutela della loro salute (che viene prima di ogni servizio) imitassero i comportamenti di quelli che manifestano disinteresse per ciò che accade in mezzo alla strada e decidessero di rimanere, tutti, a casa. Diventerebbero la “vergogna nazionale” ed i titoloni a nove colonne si sprecherebbero puntando l’indice contro i reietti. (…)

A partire dalla prossima settimana l’intenzione è di supplire alla scarsa disponibilità delle Aziende (petrolifere o di retisti privati) con iniziative individuali e collettive, tese a garantire la loro sopravvivenza. In primis, respingendo il pagamento degli “affitti” su attività ferme per “virus” e, quindi, a respingere uno o due Rid per le forniture. Solo per vivere, non per speculare (in fondo ci sono le fidejussioni a garanzia). (…)

Avviseremo il Governo di questa iniziativa, per metterlo sull’avviso e considerato il fatto che da oltre dieci giorni chiediamo a compagnie petrolifere ed a retisti privati di siglare Accordi specifici per regolamentare questa situazione di grande criticità.

Vedremo alla prova dei fatti se i titolari di impianto proveranno ad escutere le fidejussioni per gli insoluti di tutti i Gestori: saranno i Gestori e le loro Organizzazioni ad esporli al pubblico ludibrio! (…)

I Gestori non vogliono essere “carne da cannone” ma neppure degli “eroi” da celebrare: solo gente come tanta che fa il suo lavoro e che si aspetterebbe che, il mondo che ruota intorno alla loro attività, tuteli il suo diritto a vivere. Nei giorni del virus ma anche dopo!

Gestori, piccoli eroi quotidiani, lontani dalle luci della ribalta, va tutta la nostra riconoscenza. Chapeau!

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

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MARIO
MARIO
6 mesi fa

nel decreto parlano di agevolazioni per le imprese in base al fatturato,cosa prevede per noi che abbiamo fatturato alto ma ricavi minimi?

Alex
Alex
6 mesi fa

La relazione di Di Vincenzo sul nostro ruolo come sempre è impeccabile.
Siamo piccoli soldati arruolati da un caporale che annienta la nostra esistenza, mentre lo stato ne approfitta x utilizzarci
come fattorini presi in prestito.
Noi siamo sempre in prima linea quanto serve.
Noi siamo quelli sempre presenti prima, durante e dopo le calamità naturali, noi siamo presenti o in emergenza o senza ma sempre presenti, durante il maltempo, durante il sole cocente, durante le piogge incessanti, durante le bufere di neve, durante le feste, durante le ferie, durante le manifestazioni.
Noi siamo quelli che sacrificano le famiglie durante le festività, noi siamo quelli che dobbiamo trascurare i nostri doveri di genitori, noi siamo quelli che abbiamo sempre la priorità del lavoro, rispetto a tutto,
alla salute, hai nostri hobby, hai doveri di genitore a tutto eppure non siamo considerati eroi. Anzi !!!
Dopo le trasmissioni televisive della sera prima siamo i ladri i truffatori e dopo le comunicazioni dei TG dove dicono che il barile è sceso siamo pure delle carogne, manco fossimo i compagni di merenda dei sceicchi.
Siamo anche ladri quando a Natale e Pasqua offriamo qualche gadget e non ne diamo la quantità che il cliente richiede perché pensano che sia un regalo del azienda che noi ci tratteniamo x noi.
Poi diventiamo bravi x un solo istante quando possiamo tornare utile gratuitamente.
Siamo Angeli senza aureola.

prohas
6 mesi fa

Generic are the identical clones of branded medications. The only difference in the two being the patent and the price at which it is sold. It contains the same active ingredients and match the branded drug in terms of both pharmacokinetic and chloroquine pharmacodynamic properties. Be it dosage, strength, route of administration, safety, efficiancy, or use, genetics match their counterparts in all aspects.

pippo
pippo
6 mesi fa

Quando tutto questo finirà ,sperando prestissimo ,si dovrà capire ,sia da parte sindacale e di tutta la filiera ,che le “regole” che ci hanno governato fino ad oggi non potranno essere più valide
Si dovrà capire che le multinazionali non valgono nulla senza il singolo ,il quale a diritto di avere quello che è sacrosanto ,che i P V sono essenziali per una nazione ,non possiamo avere e dare tutto in mano a speculatori ai quali interessa solo il profitto e che in caso di una emergenza abbandonano tutto e in culo a chi resta Nei P V ci devono essere PERSONE capaci ,professionali, pagate per quello che realmente fanno
Oggi il sindacato DEVE pretendere ,non può accettare la precettazione senza avere nulla in cambio ,precettino le P Bianche ,a dimenticavo i loro dipendenti sono stati restituiti alle agenzie interinali o messi immediatamente in cassa integrazione
Quando tutto questo finirà ,avremmo capito che per fare un ospedale ,o fare centinaia di rianimazioni non ci vogliono 10 anni ma UNA settimana
,per assumere centinaia di medici bastano 5 giorni ,
Capiremmo che per combattere l illegalità nei carburanti non servono DECINE !!! di tavoli o commissioni inutili come il fango !!ma bastano 15 giorni Basta volerlo e prendere coscienza che centinaia di persone dai politici a dirigenti sono inutili ,sono zecche ,sono parassiti che vivono sulla ns pelle
Quando tutto finirà ,faremo i conti ,e spero con tutto il cuore di vederne delle belle Auguroni a tutti i gestori

mario
mario
Rispondi a  pippo
6 mesi fa

poco eravamo nulla siamo e saremo finchè saremo divisi

Timpani
Timpani
Rispondi a  pippo
6 mesi fa

Sposo – e me ne assumo tutte le responsabilita’ personali – ogni parola ed ogni virgola dell’intervento di Pippo. Tranne sporadici casi , per i quali potrei fare nomi e cognomi, mai mi era capitato di assistere ad una tale indifferenza da parte di chi imvece di sostenere i gestori , continua a chiedere il raggiungimento di obiettivi, il pagamento di affitti, continua a dire che mascharine e guanti devono essere ricercati dai gestori perche liberi imprenditori , casomai qualcuno pensasse che fornire questi presidi medici equivalesse ad un riconoscimento del lavoro subordinato. E quanti azzeccagarbugli ben pagati dalle petrolifere si stuzzicano il loro regale cervello per sostenere questa tesi. Ha ragione Pippo: qui sono saltate tutte le regole. Sopratutto quelle del decoro e della intelligenza. Ha ragione Pippo lo ribadisco anche se qualche dirigente aziendale mi togliera’ il saluto. Ci vorrà tutta la rabbia e la forza di un bel gruppo di gestori per ribaltare le forze in campo
Per bloccare questa orda di speculatori che pensano solo a verificare – in questa tragedia – se il rid è andato a buon fine

pippo
pippo
Rispondi a  Timpani
6 mesi fa

Timpani ,sono stato contento di detto qualcosa condivisa da te ,e lo dico senza vergogna con un nodo alla gola ,nella speranza che questa tragica situazione finisca ,e sono convinto che il sindacato tutto unito ,perché è questo che Vi chiediamo ,seppellite l ascia di guerra ,trovatevi ,ragionate ,concludete ,in 2 /3 giorni mettetevi d’accordo ,si può Siamo inermi a un virus che nemmeno si vede fare !!! siamo 100000 persone che si vedono ,respirano ,dignitose tutti uniti ci sentono ,eccome se ci sentono !! Capiamo che quello che sta succedendo ,cambierà le sorti del mondo ,dei rapporti tra PADRONI e dipendenti e lo dico sinceramente che non ci deve fare più nessuna “paura “il futuro ne tanto meno quei 4 sfigati nullafacenti ,mafiosi ,speculatori siano dirigenti o tirapiedi delle soc Petrolifere e caro Timpani ,non si crucci se qualche dirigente fallito se ne darà a male l importante è il saluto di un gestore con la mascherina di cartone in piazzale Per Giuseppe :il ministro Patuanelli vada a pigliarselo nel c…lo assieme a tutti quelli che sono scappati !!! Capiamo una volta per tutte che il Mef Mise e commissioni varie non servono a nulla e che 100000 persone che non vendono goldoni ma carburanti ,uniti fanno quello che vogliono PUNTO

Giuseppe
Giuseppe
6 mesi fa

Prima di questa terribile tempesta, il ministro Patuanelli aveva già fatto intendere quanto la nostra categoria fosse facilmente sacrificabile, in nome della futura defossilizzazione del nostro fabbisogno energetico. Siamo considerati nè più nè meno che un fastidioso ma passeggero effetto collaterale. Dopo questo colpo di grazia, cui seguiranno tante chiusure e fallimenti, ho veramente difficoltà a credere nell’utilità di ulteriori lotte sindacali. Non ne vedo proprio la necessità. Acceleriamo il processo di diffusione dell’illegalità nei carburanti, l’agonia sarà più breve e avremo contribuito a staccare la spina ad un malato terminale senza altre speranze. Per chi ancora non l’avesse compreso, la nostra categoria, almeno la parte collegata alle aziende petrolifere, ha concluso il suo ciclo. Con buona pace di chi si illude di poter rialzare la testa.