Asnali Energia boccia lo studio e la proposta lanciata da Faib, Fegica e Figisc. E’ incostituzionale

Riportiamo la nota del presidente di Asnali Energia, Ferruccio Schiavello, sull’analisi del piano presentato a Oil&nonOli da Faib, Fegica e Figisc con l’auspicio di una chiusura di 10.000 punti vendita in tre anni, con l’obbiettivo di portare l’attuale livello medio di erogato di 1.367.000 litri arrivando a 3-4 milioni di litri.

Non è più possibile assistere passivamente a proposte e a richieste irricevibili! Non è più possibile parlare in nome e per conto di una categoria senza che la stessa categoria abbia espresso chiaramente un indirizzo. Non è più possibile fare studi  (probabilmente anche costosi)  senza conoscere  fattivamente, concretamente,  l’attività  quotidiana sul territorio dei benzinai e le realtà del singolo punto vendita, da più piccolo situato in capo ad una sperduta montagna, al più grande posizionato all’entrata di una grande città.

Non ci trova d’accordo e, purtroppo, dobbiamo dirlo pubblicamente.  Quello che appare da questo “studio” non è altro che l’illegalità si annida in quei poveri gestori che erogano meno di 600 mila litri.  Sembrerebbe che chiudere diecimila punti vendita sarebbe il giusto farmaco per curare tutte le malattie di un settore che ha subito, ribadisco subito, una liberalizzazione selvaggia e senza alcuna regola.

Non si può essere così ottusi da non capire che il problema non sono i 10.000 Punti Vendita che erogano meno di 600.000 litri ma, al contrario, i nuovi punti vendita che stanno nascendo anno dopo anno.

Al contrario mi viene da pensare, anche facilmente, che chiudere punti vendita, oggi, non è altro che un regalo alla criminalità e all’illegalità.

Basta poco per capire che per ogni posizione chiusa la stessa  sarà nuovamente occupata da persone senza scrupoli e assolutamente pronti a fare solo i propri interessi sfruttando le maglie larghe della burocrazia per navigare nell’illegalità.

Basta poco per capire che mentre le grandi compagnie abbandonano il mercato, vedi Shell, Total, Erg, Esso , alcuni personaggi investono fior di quattrini per fare nuovi impianti. Nel momento in cui Eni decarbonifica, abbandona il petrolio, non investe più sulla rete dei carburanti tradizionali, alcuni soggetti investono senza alcuna “APPARENTE” strategia commerciale in controtendenza al mercato in forte diminuzione.

Oggi un punto vendita situato in un piccolo paese che ha un basso erogato è SIMBOLO DI LEGALITA’, baluardo di un servizio che aiuta quel territorio a non essere desertificato. Rappresenta reddito per quel gestore che da decenni con duro lavoro a portato avanti la propria famiglia, riuscendo anche a mandare all’università i propri figli.

Lo studio e la proposta di Faib, Fegica e Figisc è tra l’altro “INCOSTITUZIONALE” in quanto limiterebbe e vincolerebbe la libertà imprenditoriale delle aziende già presenti sul mercato e di quanti vorrebbero entrarci.

Non può uno Stato Democratico e Costituzionale che recepisce norme Europee fissare e stabilire norme che “OBBLIGANO” altri soggetti a limitare la capacità imprenditoriale ed economica.

Volendo estendere al massimo sarebbe come dire ad una qualunque azienda quanti dipendenti avere o quanti negozi aprire. E’ l’imprenditore, in quanto tale per definizione, a stabilire il proprio assetto e nessuno può entrare nel merito di tale decisione economica/organizzativa.

Non si può fare uno “studio” sulla rete distributiva paragonando il nostro paese, L’ Italia, ad altri Paesi europei come Germania, Regno Unito, Francia ecc. ecc., siamo fortemente diversi per mentalità, logistica, infrastrutture.  L’Italia ha ben 7903 Comuni sparsi sul tutto il territorio nazionale di cui oltre 2/3 inferiori a 5000 abitanti. Una realtà e una “forza” non riscontrabile in nessuna altra parte dell’Europa. Quindi razionalizzare 10.000 punti vendita significa abbandonare interi territori, desertificando e aumentando in buona sostanza i costi di chi deve fare rifornimento costretto a spostamenti di decine di chilometri.

Non si può fare uno “studio” sulla rete di vendita esistente in Italia che si scontra con norme edilizie e urbanistiche restrittive e con una burocrazia ai massimi livelli  che non attrae investimenti.

Oggi il vero problema non è razionalizzare chiudendo attività economiche di poveri padri di famiglia che, al  contrario,  andrebbero tutelate per il lavoro e il servizio che svolgono ma, trovare soluzioni che superino l’attuale situazione di debolezza economica e contrattuale del gestore. Serve coraggio, servono accordi innovativi sia per il gestore (che deve avere la giusta e sacrosanta remunerazione per il proprio lavoro e per le responsabilità che si assume) che per la compagnia petrolifera o retista. Basta sparare proposte che non trovano attuazione sul territorio! Serve dialogo, condivisione e unità di intenti tra tutti gli attori della rete. Solo questo ci può aiutare a trovare soluzioni per un gestore del futuro. Ma probabilmente per chi vuole mantenere posizioni di favore e alquanto scomodo riconoscerlo.

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roberto timpani
roberto timpani
2 mesi fa

Certo che estrapolata cosi’, la proposta di chiusura degli impianti appare, come dice Schiavello , un favore alla criminalità organizzata da un lato, ed un omicidio di massa dall’altro. Sfugge che la proposta è all’interno di un progetto piu’ complesso ( Documento di regolarità contrattuale, divieto di nuove aperture etcc.) ma soprattutto sfugge un dato. Dalle verifiche delle Dogane anno 2018 risultano che piu’ di 5 mila impianti erogano meno di 300 mila litri annui e addirittura piu’ di 3000 impianti erogano meno di 100 mila annui. Il dubbio, tranne eccezioni, è che questi impianti dove nessuno puo’ campare onestamente ( ne conosco alcuni in territori sperduti e meridionali ed i gestori mi chiedono di farli chiudere per poter sperare in un indennizzo ministeriale) il dubbio dicevo che transitano litri e litri di prodotto che non ha das e quindi non risulta alle Dogane. Noi pensiamo che anche là si annidi l’illegalità, mica solo nelle pompe bianche da milioni di litri. Sui dubbi di incostituzionalità non mi soffermo, sarei troppo arrogante e troppo malizioso . Noi ci dobbiamo preoccupare se il mercato libero viene per un breve periodo e per interessi superiori bloccato ? Direi che queste cose le lascerei agli economisti o a chi, col mercato libero si è arricchito ai danni di altri. Uno che non era scemo, un certo Adam Smith, parlava del mercato libero come di “libera volpe in libero pollaio”… Noi non stiamo dalla parte delle volpi..

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  roberto timpani
2 mesi fa

Caro Roberto, tu sei persona esperta ed intelligente e dunque non ti manca il modo di arrampicarti sugli specchi. Il problema è che ci scivoli. Sai benissimo che è impossibile fermare le liberalizzazioni e l’apertura “selvaggia” di nuovi punti vendita. Non dipende dalle norme e dalle volontà dei governi italiani ma da norme e volontà di natura europea. L’Italia non può che recepire e applicare queste norme quindi queste liberalizzazioni. In caso contrario sarebbe costretta a pagare multe salatissime.
Sai benissimo che l’evasione fiscale non si fa su pochi litri e quindi su pochi euro di guadagno. Chi crea un organizzazione aziendale delinquenziale vuole grandi numeri quindi grandi risultati economici.
Ti posso garantire che i PV che hanno un basso erogato sono quelli più legali possibili.
Quello che è fortemente rilevante è che invece di tutelare i gestori, tutti i gestori, soprattutto quelli a basso erogato, vi sforzate, fortunatamente senza riuscirci, di avvantaggiare l’apertura di nuovi impianti solitamente riconducibili, salvo rari casi, a famiglie poco raccomandabili che sicuramente delinqueranno evadendo accise, iva e tasse nei confronti dello Stato e uccidendo il mercato e i PV vicini con prezzi impraticabili.
I punti vendita con basso erogato sono presidio di legalità, baluardo di servizi e difendono un territorio che senza queste attività sarebbero mortificati e desertificati.

Overatore
Overatore
2 mesi fa

Il signor Schiaviello dovrebbe spiegarci come fa a mantenere famiglia e impianto un gestore che eroga ufficialmente 300 kl annui.Oltretutto gli sfugge anche il fatto che gli impianti “sociali” nelle zone montane e disagiate hanno già chiuso senza necessità di alcuna ristrutturazione. La proposta dei sindacati è sacrosanta e probabilmente farebbe un grosso favore a certe gestioni fallimentari.

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  Overatore
2 mesi fa

Forse vivi in una grande città quindi ti sfugge che in piccole realtà oltre a erogare carburanti svolgono qualche altra attività correlata. Forse ti sfugge che alcune famiglie vivono con 700/800 euro al mese. Lavorando seriamente e fornendo servizi per una intera comunità.

Alex
Alex
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

700/800 Euro al mese é meno del reddito di cittadinanza, è non è un orgoglio dire che ci sono famiglie costrette a vivere con meno. Visto che siete tanto bravo a nascondervi sotto il mantello del Europa, non esistono leggi a favore dei gestori in Europa ??
Pare che i nostri colleghi in Europa usufruiscono di una dignità migliore della nostra !!!
Cosa pensa che ha noi gestori italiani potrebbe fare male ??

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  Alex
2 mesi fa

Le tue associazioni di categoria che non vogliono tutelare la rete nella sua complessità e generalità, ma i grossi erogati e i privati non ti hanno detto che in Europa non ci sono tutele per i gestori perché questa “figura” non è mai esistita. Quindi di cosa tutele parlate…?
Si caro amico, ci sono famiglie che con molta dignità vivono con 700/800 euro guadagnati dal capo famiglia e 700/800 guadagnati dalla moglie. E proprio così!
Tra l’altro hanno saputo mandare i figli all’università e oggi quei figli sono affermati professionisti in tutti i campi, sanità, economia ecc.ecc.

Overatore
Overatore
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

Con 300 kl all’anno non porti a casa 800 euro al mese, non scriviamo baggianate, e quelle che tu chiami altre attività, io le chiamo in un altro modo, l’unico possibile per ricavare un reddito da impianti economicamente non sostenibili.

mario
mario
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

se i figli sono affermati non c’entra nulla con i nostri problemi

Guido
Guido
2 mesi fa

10.000 impianti da chiudere subito, è possibile mettendo il limite di 1,5 milioni di erogato annui, revoca delle autorizzazioni a chi apre impianti in centri urbani senza gestore (easy, etc.). Deroga ad un milione minimo se unico impianto in area non servita(pubblica utilità). Controlli rigorosi della filiera, e controlli sul contrabbando (e qui si segnala che i no logo sono gli impianti che maggiormente aggirano e raggirano). A schiavello dico che è anticostituzionale la concorrenza sleale. Lavorate per rilegalizzare la rete.

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  Guido
2 mesi fa

Caro amico l’illegalità è da combattere assolutamente. Questa competenza spetta allo Stato che deve essere aiutato da tutti noi. Chi conosce situazioni dove vige l’illegalità e tenuto civicamente a denunciare. Per quanto riguarda chiusure o aperture le tre associazioni Faib, Fegica e Figisc, buttano fumus negli occhi perché sanno bene che non è possibile chiudere PV di qualsiasi erogato come non è possibile impedire nuovi PV e/o automatici. Una cosa è ciò che si vuole una cosa è ciò che è possibile fare realisticamente.

Guido
Guido
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

Denunciare, non c’è bisogno, basta controllare, ci sono personaggi che gestiscono delle piccole reti anche con marchi prestigiosi, che utilizzano i pv come lavatrici,per i danari di dubbia provenienza, non facciamo la finta di non sapere. Ripeto è compito dello stato regolamentare il settore, e combattere l’illegalità. Unità di intenti, e lottare per la categoria per ridare dignità, diritti ad una categoria che un tempo era un esempio di correttezza e affidabilità.

roberto timpani
roberto timpani
Rispondi a  Guido
2 mesi fa

A me pare che Schiavello stia assumendo posizioni sempre piu’ identificabili con quelle dei retisti, per di piu’ condite come al solito di quella perdita di capacità di discutere che aveva prima, quando stava in una organizzazione ben piu’ radicata sul territorio. Ora, dal suo pulpito, lancia moniti, accuse, critiche, anatemi . Ma non ho visto fino ad adesso una che fosse una di proposta o di idea . Lo vedremo presto, come altri, a fare le barricate nei centri storici delle città o a lanciare bombe carta nelle strade ? Perche’ mi pare che questa sia ormai la strada.

mario
mario
Rispondi a  roberto timpani
2 mesi fa

coro Timpani se vi è in questo momento e temo che sarà sempre peggio,confusione per non dire malignità e conflitti di interesse,questo è in buona parte dovuta alla mancata credibilità che hanno i sindacati tutti sul territorio,che non esigono che le autorità competenti rispettino le vigenti norme nei confronti degli impianti incompatibili col codice della strada ed altre norme

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  mario
2 mesi fa

Bravo, su questo la penso esattamente come te.

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  roberto timpani
2 mesi fa

• Caro amico forse non mi segui bene oppure lo fai con molto PREGIUDIZIO che, ti assicuro è peggio del giudizio. Le posizioni vicino ai retisti, fino a prova contraria, le stanno assumendo Faib, Fegica e Figisc che propongono di tagliare 10.000 punti vendita gestiti da gestori. Gestori come te che hanno la sfortuna rispetto a te di vivere in piccoli centri quindi con un erogato basso. Ti avrei voluto sentire se avessero proposto invece del taglio di 10.000 punti vendita di 15.000 punti vendita e magari per erogato rientrasse il PV che gestisci tu. Oggi così la proposta ti sta bene perché egoisticamente pensi che a seguito della chiusura di 10.000 colleghi il PV da te gestiti abbia un forte incremento. In buona sostanza… Morte tua vita mia. Però in tutto questo non immagini minimamente che ogni posto lasciato viene occupato da qualcunaltro. Quindi si potrebbe verificare che vicino a te nasca un PV che vendere con 15 centesimi in meno e in buona sostanza ti costringe a chiudere. Ora secondo te sono io che tuteli i retisti o sono io che tuteli i gestori nel suo complesso e totale generalità?
• Io amico mio le proposta le ho fatte! Ho anche chiesto un “tavolo rotondo” dove discutere tutti insieme e dove ognuno avrebbe portato le proprie idee e le proprie proposte. Sai chi si è rifiutato… Faib, Fegica e Figisc.
• Altre tue affermazioni per il bene che voglio ai benzinai li voglio soprassedere. Caso contrario dovrei sporgere denuncia nei tuoi confronti. Io caro amico non sono un teppista, non lancio bombe carta e non sfascio nessuna vetrina di nessun negozio. Ho un grande senso civico, ho rispetto delle istituzioni, della democrazia e della costituzione. Il dialogo e la condivisione prima di tutto. Per tua norma sappi che vivo del mio lavoro, faccio sindacato completamente gratis, anzi ci metto soldi di tasca. Per tua informazione la mia famiglia è composta oltre dal sottoscritto imprenditore e sindacalista per passione, da mia moglie, insegnante tra l’altro molto apprezzata, e tre figli: uno di anni 33 Sacerdote, uno di anni 39 Avvocato, uno di anni 19 iscritto al secondo anno di università in Biotecnologie.
Spero ti basti per sapere con chi hai a che fare e per farti un idea VERA di chi io sia.
Un caro abbraccio

mario
mario
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

ma che gli frega ai benzinai quanti figli ai ,oggi abbiamo bisogno non della luna ma di margini più alti,te lo dice uno che staà sul piazzale da 43 anni,anni in cui sindacati uniti abbiamo ottenuto tutto ciò che abbiamo perso o stiamo perdendo,i carburanti fossili non sono più il futuro o raccogliamo oggi o domani sarà tardi

Salvatore Palma
Salvatore Palma
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

buongiorno, domanda ma un pv che fa 100.000 litri di carburante l’anno dove al gestore viene riconosciuto un margine di 5 cent/litro se la matematica non è un opinione sono 5.000 euro l’anno di utili. Costi medi di gestione euro 4.000 contributi + inail + energia elettrica+ camera di commercio + commercialista+ spazzatura+ banca+ etc…credo che a questi 3000 pv che hanno questi erogati se siamo capaci di indennizzarli lascerebbero subito. Se poi ragiono da retista allora ho un pv da 100.000 litri in un area montana applico sicuramente un prezzo che va dai 40 ai 60 cent/litro al netto delle spese ci guadagno anche 40.000 mila euro l’anno e certo che non mi va di chiuderlo. Allora stiamo parlando di tutelare le gestioni o i retisti/compagnia?

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  Salvatore Palma
2 mesi fa

Carissimo punti vendita da 100.000 litri ormai non c’è ne sono più. Ci sono punti vendita di 500/600 Mila litri che oggi ancora portano reddito a tante famiglie.

Guido
Guido
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

Ferruccio vanno chiusi, portano solo danni. È vero che ci sono pv da 500/600 magari anche due uno vicino all’altro, che si fanno la forca in cambio di pochi spiccioli. Iniziamo a lasciare i pv dove realmente servono. Ad affidare ai gestori i ghost etc. E magari si riesce a far lavorare serenamente tutti.

mario
mario
Rispondi a  Guido
2 mesi fa

mettetevi il cuore in pace,oramai magiare questa minestra o saltare dalla finestra

roberto timpani
roberto timpani
Rispondi a  mario
2 mesi fa

Nella foga di rispondermi, il buon Schiavello ha confuso due commenti. Quello mio e quello di un altro gestore che eroga a 1,5 mc. Poi si è dilungato sulla sua famiglia e sui sui figli e mi minaccia di querela. Avendo un figlio avvocato non dovrebbe neanche spendere soldi per farlo e ne sono contento. Ma il fatto è un altro: ha una estrema confusione in generale su chi diffama e su chi no. Dovrebbe rileggersi un sacco di cose scritte prima. Credo che suo figlio gli possa intelligentemente suggerire che si farebbe del male da solo. E io non voglio che Schiavello si faccia del male. Non se lo merita in fondo. Ma certo che, incontro o no con le altre federazioni, non ci ha fatto sapere quali sono le sue idee da portare avanti, quali passi sta facendo e soprattutto cosa di concreto sta facendo, oltre a sentirsi colpito nella sua intimità domestica che nessuno gli ha scalfito.

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  roberto timpani
2 mesi fa

Come al solito “amico mio” cerchi a di arrampicarti sugli specchi ma scivoli. Stai tranquillo non ho alcuna foga di risponderti. Intanto ove dovessi denunciare non sei certamente tu la persona interessata. Il mio commento è andato sbadatamente in risposta di un tuo commento. La risposta era ed è per certo GUIDO . Ti invito a leggere il suo commento nella quale mi definisce testuali parole. “… Lo vedremo presto, come altri, a fare le barricate nei centri storici delle città o a lanciare bombe carta nelle strade ? Perche’ mi pare che questa sia ormai la strada.” Quindi sarei un teppista da strada o ancora peggio un estremista provocatore. Capisco che quanto dico sulla vs. Proposta non l’accetti, un tuo sacrosanto diritto come un mio sacrosanto diritto esprimere il mio pensiero. Ma passare per teppista e estremista che va a sparare bombe carta e sfasciare negozi e vetrine mi sembra troppo. Se qualcuno avesse parlato di te in questi termini e in questi modi personalmente sarei uscito fuori pubblicamente per difenderti. Vedi caro Roberto, capisco che ti diverti a fare ironia. Parlare di me e della mia famiglia, sacra per il sottoscritto, serviva solo per fare capire chi sono, quali sono i miei valori e quanto possa essere rispettoso delle norme, delle leggi e delle istituzioni. Io e te ci conosciamo benissimo e sappiamo chi siamo. Quindi lungi da me “minacciare” qualcuno … Poi proprio te! Stai sereno e tranquillo io nei tuoi confronti non ho e non avrò mai nulla di personale. Certo a livello sindacale e politico spesso non condivido alcune tue e vostre scelte come tu e voi non condividete le mie. Ma credo sia normale nel gioco delle parti!
Ora andiamo alle proposte che non hai e non avete mai voluto sentire. Se lo aveste voluto veramente fare avreste accettato l’nvito di dialogare quando ho lanciato l’idea e la proposta del “TAVOLO ROTONDO” dove vi siete rifiutati di partecipare. Politicamente e a livello sindacale puoi buttare FUMO negli occhi ( sei abile in questo te lo riconosco) a poveri sprovveduti ma ti prego non offendere la mia dignità.
Avete lanciato uno studio e una proposta ancora più FARLOCCA degli accordi Covid che non hanno portato nulla ai gestori anzi ne hanno peggiorato le condizioni di lavoro e di vita.
Sai benissimo che:

• Le liberalizzazioni sono inarrestabili;
• Le chiusure non possono essere ordinate per legge;
• le aperture non possono essere bloccate e neanche sospese;
• le norme Europee vanno recepite ed applicate salvo infrazioni che costerebbero all’Italia milioni di euro di multa.
• Sia lo stato che le Regioni, ormai nel settore hanno un mero compito di recepire norme.
• Allo Stato come alle Regioni interessa intascare accise, iva e tasse da benzinai e consumatori.
• ad oggi per i nuovi impianti non ci sono limiti territoriali, distanze, bacini numerici o metratura di ampiezza da rispettare;
• Gli impianti Ghost possono essere realizzati ovunque, sia dentro che fuori le città.
• La decarbonizzaziine a livello ambientale e l’abbandono del petrolio da parte delle compagnie petrolifero è già in atto. La diminuzione di volumi di carburanti liquidi e già in atto. Possibile che proprio non riuscite ad avere una visione del futuro?
• Davvero credete che l’illegalità proliferi nei piccoli impianti? E che la chiusura di questi risolvi tutti i problemi della categoria?

Unico vincolo ai nuovi impianti sono il rispetto di norme edilizie/ urbanistiche/ambientali.

Ora ti chiedo come mai non ti sei mosso anzi non ci siamo mossi quando tutte queste cose venivano recepite e approvate?

La risposta la conosci benissimo… Perché non avevamo dalla nostra parte il territorio e i benzinai.
Perché non erano dalla nostra parte?
Perché non credevano più in noi! Anzi ci accusavano di fare accordi con le petrolifere e con il governo. Di non sapere o meglio volere rappresentarli.

Cosa è cambiato da allora? Assolutamente nulla. Anzi la rappresentanza si è ulteriormente polverizzata.

QUINDI PERCHÉ BUTTARE FUMO NEGLI OCCHI DEI BENZINAI? DEVI MANTENERE TESSERE, POSTO DI LAVORO PER ARRIVARE ALLA GIUSTA E MERITATA PENSIONE?

ANCORA UNA VOLTA: SERVE CONDIVISIONE, CAPACITÀ DI PROPOSTA, DIALOGO, PER ARRIVARE A DIFENDERE VERAMENTE I DIRITTI DEI BENZINAI.

roberto timpani
roberto timpani
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

In verità caro Schiavello, ero io che avevo detto che saresti andato a buttare le bombe carta nelle piazze, non il povero gestore che ti aveva risposto. Era ovviamente una provocazione. Ma la finisco qui, perchè non ci intendiamo. Io continuo a dire che mi pare che il fumo venga da altre parti e che Commissione Europe o no, come è successo in altri settori ed anche in Olanda, le restrizioni alle nuove aperture si possono fare eccome. Dicci tu che proposte dovrebbero essere fatte. Stare alla finestra e criticare è facile. Poi adesso avete anche la Confsal dalle vostre parti ( che si accoppia con altri gruppi ..) e quindi, forse non vi serve un tavolo con le vecchie sigle sindacali. Vedremo cosa riuscirete a fare..

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  roberto timpani
2 mesi fa

Hai ragione non è il povero Guido a scrivere quelle cose vergognose. Sai… io il giorno lavoro è tra una cosa e l’altra cerco anche di rispondere ai vari commenti che riguardano me e l’associazione che rappresento quindi ci sta a sbagliare a leggere un messaggio scritto da uno anziché da un altro.
Quelle parole le avrei “capite” e sopportate se scritte da qualcunaltro ma scritte e soprattutto pensate da te che sei un dirigente sindacale di un importante sigla quale la Fegica onestamente non me lo sarei mai aspettato. Te ne assumerai le giuste e dovute responsabilità.
Responsabilità non solo legali ma, soprattutto, morali e professionali.

mario
mario
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

ancora parole parole e non soluzioni e proposte molte delle osservazioni sopra citate sono vere e per questo il sindacato inteso come tale à perso credibilità che non ricupereremo maie se non con proposte forti e di recupero di marginilità,l’unica cosa che puo interessare i benzinai in questo momento e per sempre

pippo
pippo
2 mesi fa

Oggi è il 29/10 /2020 ,e forse a qualcuno è sfuggito in che periodo ci troviamo Stiamo attraversando il periodo ,sia economico che sanitario PEGGIRE !!!degli ultimi 100 anni !!! e ci sono della persone che discutono su chi è più o meno forte sindacalmente
Poteri che discutono ,addirittura in convegni del cazzo di come fare a chiudere impianti ,calcoli fatti a tavolino sulla pelle di persone che in quel stramaledetto impianto ci vivono ,magari tirando a campare ,qualche litro d olio ,qualche lavaggio ,un accessorio 1500 € al mese
A qualcuno non va devono chiudere a favore di centinaia di RETISTI più o meno compiacenti e legali
Ci sono delle cose che non si dicono :quanto si valuta un gestore che campa con un impianto da 600mila lt e 50 anni di età ?
Su quali basi e leggi farete a chiudere un impianto ,siamo o no in un libero mercato ? come farete a evitare che un RETISTA non costruisca ,avendone i requisiti un nuovo impianto ?La legge Bersani esiste ancora
Cari signori invece di preparare la “pappa ” alle compagnie e ai RETISTI ,(loro saranno il futuro ) fate gli interessi dei gestori
Contratti di comodato senza vincolo e salario minimo ,abbassamento degli affitti ,no commissioni pos ,aiuti per chi sarà costretto a chiudere ,Dignità del gestore ,obbligo di vendita carburanti solo ai P V stradali !!! cosi si incentiva il venduto e dai 6oo mila si arriva al milione
Certo ,chi a il coraggio di mettersi contro ,Retisti ,centricommerciali ,grandi flotte ,depositi ,più facile chiudere non sia mai che in un prossimo futuro servano …….

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  pippo
2 mesi fa

Complimenti… Bravo. Situazione realistica!

mario
mario
Rispondi a  pippo
2 mesi fa

certo che quanto chiedi sarebbe giusto se fattibile,
ma ci vuole una grande mobilitazione da parte dei benzinai,siamo pronti ,io credo di no

pippo
pippo
Rispondi a  mario
2 mesi fa

Caro Mario se i gestori non si sentono pronti ,dovranno subire il cambiamento ,che non sarà certo a loro favore
Quindi o si lotta con la L maiuscola o si chiude e non si pretende nulla ,non possiamo più aspettare che arrivi babbo natale a fare i cazzi nostri ,e quello che io chiederei è fattibilissimo ,certe garanzie ,come la ex trattativa negoziata ,erano già attive ,poi per fare contente le compagnie è stata levata ecc ecc ecc ciao

Alex
Alex
2 mesi fa

Dobbiamo andare a lezione da questi eroi che riescono a far laureare i figli e mantenere la famiglia con 700 Euro al mese. Se noi con 700 Euro al mese possiamo fare tutto questo, immagino loro con i loro stipendi da paperoni.
Da quello che leggo, capisco che in italia ci sono persone con stipendi tanto grassi che non conoscono nemmeno i costi delle utenze della propria casa o forse immaginano che noi gestori ci riscaldiamo con il bue e l’asinello.
Ironia a parte.
un impianto che eroga 657 000 litri con un guadagno di Euro 28 604,00 in un anno le sue spese sono :
Energia elettrica Euro 7 949.54
Utenza telefonica Euro 639,78
Tenuta conto Euro 396,00
Spese diverse POS Euro 786,50
Affidamento scoperto Euro 400,00
Bolli tenuta conto Euro 103,20
Canone depurazione fogna e acqua Euro 762,84
Analisi acque di piazzale Euro 166.86 x 4 = Euro 667,44
Abbonamento programma e-fatture Euro 154,80
Oneri carte aziendali Euro 1 362,00
Consulente + varie ed eventuali Euro 2000,00
INPS Euro 3744,00
Corsi di aggiornamento sicurezza ecc. Euro 170,80
Spazzatura IMU,TARSU ecc.ecc Euro 696,00
Con quello che resta ci paghi la retta x un figlio al asilo

Guido
Guido
2 mesi fa

Intanto confermo a Schiavello, che mi aveva attribuito parole e frasi da me mai scritte, io sono allibito dal fatto che nell’ultimo periodo anziché unire e compattare, sono saltate fuori dal cilindro tutte una serie di nuove sigle, associazioni, e gruppi che rappresentano poche decine di gestori, che ambiscono a sedersi ai tavoli delle trattative…. quando ci saranno. Altro che tutelare la categoria, la state portando ad una ulteriore rovina. Basta con le diatribe, non se ne può più.

Ferruccio Schiavello
Ferruccio Schiavello
Rispondi a  Guido
2 mesi fa

Intanto ti chiedo scusa, avevo letto male e ti avevo attribuito frasi da te mai dette.
Per quanto riguarda la rappresentanza su quale base dici che le nuove sigle rappresentano poche decine di gestori? Noi non ambiamo a sederci ai tavoli delle eventuali trattative per il rinnovo di accordi sindacali, a noi spetta di diritto. E poi mi chiedo non è meglio se la categoria è rappresentata da più associazioni? Più associazioni non sono più forti rispetto alla petrolifera di riferimento? Credo che tutti, compreso Faib, Fegica e Figisc, vogliono il bene del gestore e migliorare i margini e tutte le altre condizioni.
Quindi mi chiedo perché Faib, Fegica e Figisc si oppongono alla partecipazione delle altre associazioni?

mario
mario
Rispondi a  Ferruccio Schiavello
2 mesi fa

caro schiavello ricordati dividili e li comanderai sempre ,molte sigle sindacali fanno solo il male della categoria vedi le discussioni di lana caprina che avete fatto sopra