La quarantena 2020 ha tagliato i consumi di petrolio (-17,1%)

Fabbisogno totale a 49,9 milioni di tonnellate. La domanda di benzina in Italia è caduta del 21,2%, un crollo addirittura del -63,5% per il cherosene degli aerei

Previsioni confermate. Come per altri segmenti d’attività che hanno una finezza particolarmente precisa di rilevazione, anche i prodotti petroliferi hanno confermato l’effetto dell’epidemia e soprattutto le conseguenze create sui consumi dalle limitazioni decretate per contrastare il virus. Lo rileva l’Unem, unione delle compagnie petrolifere, sui dati del ministero dello Sviluppo economico.

La domanda di prodotti petroliferi in Italia, 49,9 milioni di tonnellate, è crollata del 17,1% nel 2020 rispetto al 2019, con una diminuzione da primato superiore a 10,2 milioni di tonnellate. Una caduta così ripida e repentina non accadeva dagli anni drammatici della seconda guerra mondiale. E la benzina — solo automobili e moto — con il -21,2% ha risentito ancora più seriamente del gasolio, usato anche dai veicoli per il trasporto delle merci.

I carburanti
L’anno scorso i consumi di carburanti per autotrazione (cioè benzina e gasolio) sono risultati pari a 25,6 milioni di tonnellate, con un decremento del 17,7% (5,51 milioni di tonnellate in meno) rispetto all’anno scorso.
In particolare, rispetto all’anno 2019 la benzina ha mostrato un decremento del 21,2%, di cui quella venduta attraverso i distributori stradali (“rete”) ha mostrato un calo del 21,1%.
Il gasolio nel complesso ha evidenziato una flessione del 16,6%, mentre il solo gasolio venduto attraverso la rete dei distributori stradali ha avuto un calo più forte, del 20%.

La paura del diesel
La differenza nell’andamento dei consumi fra benzina e gasolio è dovuto a più fattori contraddittori.
Le campagne contro il gasolio fanno pensare a un minor valore futuro delle auto diesel, e quindi gli acquisti di automobili nuove si spostano verso vetture alimentate a benzina, tra cui anche le ibride.

Il gasolio è usato dalle vetture ma anche dai veicoli più pesanti, che sono stati meno toccati dalle quarantene sanitarie del 2020.
La benzina è limitata alle automobili, ai motocicli e ai ciclomotori, che sono stati molto coinvolti dalle limitazioni sanitarie.

Nel 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 27,9% con oltre 530mila vetture in meno immatricolate rispetto al 2019. Quelle a benzina hanno rappresentato il 37,8% del totale (era il 44,5% nel 2019), quelle diesel il 32,7% (era il 39,8% nel 2019), mentre le ibride il 18% (era il 6,9% nel 2019).
Quanto alle altre alimentazioni, il peso delle auto a Gpl è stato del 6,8%, a metano del 2,3% e delle elettriche del 2,4%.

Più asfaltature, meno aerei (civili) in cielo
La rilevazione dei consumi dice che nel 2020 il blocco dei voli per molti mesi ha fatto crollare la domanda di cherosene per aerei del -63,5% (in tutto 1,78 milioni di tonnellate) ma al contrario sono cresciuti i voli militari (+44,6%). E sono ripartite le asfaltature delle strade, approfittando del traffico più leggero: +3,6% il fabbisogno di bitumi

Fonte: Il Sole24 Ore

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