Il comune di Castelverde da il via libera alla realizzazione di un impianto carburanti

E’ sicuramente una notizia controcorrente quella del comune di Castelverde in provincia di Cremona,  dove la Giunta comunale ha approvato il progetto per dare il via libera al nuovo impianto di distribuzione carburanti su un’area di circa 5 mila metri quadrati.

Un progetto che non si è fermato nemmeno dopo il passare di dieci anni con un iter che ha coinvolto Regione Lombardia, Provincia di Cremona, l’Ato, Arpa, Ats Val Padana, Soprintendenza archeologia delle belle arti e del paesaggio di Cremona Lodi Mantova e il comando dei vigili del fuoco. Durante il consiglio comunale non è mancato uno scambio di opinioni tra maggioranza e opposizione che, al termine, ha visto l’astensione di Giuseppe Priori, rappresentante della minoranza consiliare mentre il collega Pedretti ha votato a favore. Argomentazioni che avrebbero dovuto portare ad un abbandono del progetto e invece… 

Il sindaco Graziella Locci ha illustrato i dettagli del progetto. «L’area interessata dal nuovo insediamento, di circa cinque mila metri quadrati e originariamente a destinazione agricola, si trova in fregio alla via Bergamo, di fianco alla casa cantoniera, nei pressi della rotatoria. Verranno realizzate delle pompe per la distribuzione del carburante, un chioso e un bar, una pensilina e un impianto di autolavaggio, un piazzale e un’area verde di mille metri quadrati.

Il capogruppo di minoranza Enrico Pedretti in virtù «della posizione strategica a ridosso della provinciale 498, della posizione paesaggistica con una sensibilità ambientale media e delle dimensioni» ha spiegato che «ritiene opportuno alcune riflessioni e approfondimenti. L’intervento può considerarsi un servizio alla collettività, nel contempo però, pur se la relazione urbanistica ritiene opportuno rinfoltire la vegetazione presente sulle sponde della roggia posta ad ovest con alberature autoctone, sarebbe meglio predisporre una relazione paesaggistica esecutiva che stabilisca la tipologia e la quantità di essenze. Questa è l’occasione — ha chiosato Enrico Pedretti della minoranza di Castelverde — per indirizzare attività di trasformazione urbanistico-edilizia verso la tutela e l’integrazione del territorio affinché la collettività non paghi oltre misura il servizio offerto».

La maggioranza tramite il proprio capogruppo Valentina Rossi invece si è espresso in modo favorevole. «La ditta è partita con questo progetto circa 10 anni fa, con l’acquisto del terreno da un privato e con la progettazione dell’opera che ha richiesto numerosi pareri da enti sovraordinati che si sono espressi positivamente, in particolar modo Regione Lombardia e la Provincia di Cremona che ha già deliberato una variante al Piano Territoriale di coordinamento provinciale. L’area dove sorgerà il distributore non presenta una valenza particolare dal punto di vista paesaggistico, in quanto non vi sono elementi di pregio quali vegetazione d’alto fusto, corsi idrici, fontanili, vegetazione di ripa o complessi rurali di particolare rilevanza. Solo nel lato ovest dell’area troviamo un filare di arbusti continuo che verrà rinfoltito con alberature autoctone. Come gruppo di maggioranza, esprimiamo voto favorevole — ha concluso il capogruppo della maggioranza di Castelverde, Valentina Rossi — pur essendo pienamente consapevoli che il nostro territorio va tutelato dalla cementificazione, che il traffico veicolare sulle strade va diminuito e che il passaggio dai combustibili fossili all’utilizzo di energia rinnovabile oggi è alle porte».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Sottoscrivi
Notificami
guest
3 Commenti
più vecchi
più nuovi più votati
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
Massimo Moroni
Massimo Moroni
1 mese fa

Dopo quel che ho letto il “buonsenso” suggerirebbe di non costruire l’ennesima “cattedrale nel deserto”. Ma tant’è… il buonsenso non si può comprare.

francesco saverio
francesco saverio
1 mese fa

i distributori mancano, l’erogato medio e’ molto alto quindi un bel distributore ci mancava, mai pensero’che sara’ una pompa bianca perche’ sicuramente le societa’ petrolifere avranno fatto a pugni per l’autorizzazione.

francesco saverio
francesco saverio
Rispondi a  francesco saverio
1 mese fa

SILENZIO TOTALE , DI CHI SARA’ QUESTO IMPIANTO ?, TROPPA PAURA