Lettera delle Associazioni dei Gestori al ministro Pichetto Fratin: richiesta di mediazione delle vertenze collettive con ENI

Le associazioni dei gestori Faib, Fegica e Figisc hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, On. Gilberto Pichetto Fratin, sollecitando l’intervento del Ministero per risolvere le controversie con ENI S.p.A. Copia della lettera è stata inviata anche al Sottosegretario Sen. Claudio Barbato e al Direttore Generale CEE, Dott. Alessandro Noce.

Oggetto della Lettera è la richiesta di attivazione della procedura di mediazione delle vertenze collettive, ex art.1, comma 6, D. L.vo 11 febbraio 1998, n. 32. La lettera inviata dalle associazioni dei gestori con la richiesta di mediazione delle vertenze collettive con ENI S.p.A. è un appello alla giustizia e alla regolamentazione equa del settore, per garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per tutti i gestori.

Le federazioni che rappresentano i gestori degli impianti a livello nazionale, hanno evidenziato vari comportamenti di ENI che hanno portato alla necessità di richiedere una mediazione.
Tra le motivazioni ci sono:

Rifiuto di Rinnovare gli Accordi Collettivi Aziendali:

Gli accordi collettivi, che dovrebbero definire le condizioni economico-normative per le attività “oil” e “non-oil”, non sono stati aggiornati per la rete autostradale da oltre 12 anni.
Questo ha costretto i gestori delle aree di servizio autostradali a trasferire gli oneri di gestione ai consumatori, aumentando i prezzi per sopperire ai costi cresciuti negli ultimi 13 anni.
Sostituzione Forzata dei Contratti di Gestione:

ENI sta sistematicamente sostituendo i contratti di gestione con contratti di appalto di servizi, sottraendoli alle garanzie legislative e alla regolazione economico-normativa affidata alla contrattazione sindacale.

ENI utilizza società di comodo interamente controllate per eludere sia la normativa speciale del settore della distribuzione carburanti sia quella del lavoro dipendente.
Contesto Normativo e Giuridico

Le federazioni hanno sottolineato che il rapporto tra il titolare del punto vendita e il gestore è riconosciuto dalla legge come una relazione di “parasubordinazione” o dipendenza economica. Questo è stato codificato dalla legge n. 27/2012, che identifica specifici comportamenti abusivi.

Di fronte a questi comportamenti, le federazioni chiedono al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica di attivare la procedura di mediazione delle vertenze collettive, come previsto dal D.Lgs. n. 32/1998. Questo intervento è visto come l’unica soluzione rimasta per affrontare le problematiche derivanti dalle pratiche di ENI, che stanno precarizzando le condizioni di lavoro dei gestori dal punto di vista economico e contrattuale.

Le associazioni sperano che il Ministero accolga la loro richiesta, permettendo di ristabilire un equilibrio normativo e contrattuale nel settore della distribuzione dei carburanti. Le federazioni rimangono a disposizione per qualsiasi chiarimento o incontro volto a risolvere la vertenza in atto.

FAIB-FEGICA-FIGISC_ANISA VS MASE – RICHIESTA AVVIO PROCEDURA VERTENZA COLLETTIVA VS ENI 11 06 2024

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Enrico D'Appalto
Enrico D'Appalto
1 mese fa

Questa storia va avanti ormai da anni, fanno firmare contratti di appalto, che di appalto non ha nulla, è a tutti gli effetti un contratto di lavoro dipendente mascherato. Nessun diritto, no cipreg, no ferie, solo ovvlighi con tanto di orari per uno stipendio da fame, altro che nove euro l’ora. Mandano in giro i soliti pseudo manager, che sbraitano minacciano. Una vergogna se consideriamo che parliamo di una societa che si vanta di avere un codice etico. Ed è controllata dallo stato. Come può essere ammessa questa forma di subbordinazione senza che nessu magistrato prenda l’iniziativa,

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Enrico D'Appalto
1 mese fa

Questi delle compagnie petrolifere ormai fanno quello che vogliono non li ferma nessuno al punto in cui siamo, per noi gestori il quadro giuridico è stato completamente stravolto è mutato in peggio , non ci sono più regole di garanzie e certezze di norme che tutelavano il settore nei confronti delle petrolifere che si sono arrogate il diritto di fare ciò che vogliono di noi gestori, imponendo contratti di lavoro che calpestano i diritti fondamentali di coloro che ancora operano nel settore , portando questa categoria in una situazione di estremo disagio , qui non c’è più nessun diritto ma solo doveri e non ci aspettiamo che qualcuno ci venga a togliere le castagne dal fuoco in quanto la strada è tracciata il loro obbiettivo è di riavere il possesso degl’impianti di loro proprietà appaltandoli a soggetti che a loro volta assumono personale con contratti da fame altro che etica….. questo è solo sfruttamento dell’individuo!!!!