Alla “Commissione di allerta rapida” al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, finalmente si riconosce il vero nodo dei prezzi: la filiera a monte. E i gestori? Innocenti.
Nella giornata del 25 giugno si è tenuta presso il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) la tanto attesa riunione della “Commissione di allerta rapida” sul tema prezzi carburanti. Un vertice affollato: presenti tutti, ma proprio tutti. Consumatori, Antitrust, Guardia di Finanza, associazioni di categoria.
Finalmente: “I Gestori non speculano”
A dirlo, questa volta, non sono solo i rappresentanti sindacali dei gestori. A confermarlo con tono definitivo è stato il Generale della Guardia di Finanza, dichiarando che le irregolarità accertate sono “poche decine e sempre le stesse”: cartellonistica e comunicazioni tardive all’Osservaprezzi. Nulla che giustifichi la gogna mediatica che, ciclicamente, si abbatte sulla categoria.
Anche le associazioni dei consumatori – miracolo! – si sono allineate. Hanno riconosciuto la correttezza delle posizioni espresse dalle associazioni dei gestori. E l’Antitrust ha rincarato la dose: il meccanismo del Platt’s, da anni pilastro opaco della determinazione del prezzo, va rivisto.
Il problema del sovrapprezzo è anche quello in autostrada , dove – per dirla con delicatezza – il mercato è più bloccato di un motore senza olio.
Una rete inefficiente che non si vuole ridurre
Eppure, c’è ancora chi si oppone all’evidenza. Il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) sostiene che “la rete non si deve ridurre”. Peccato che ogni studio, ogni esperienza pratica e ogni confronto internazionale dimostri il contrario. La rete italiana è sovradimensionata, inefficiente, e carica costi sulla parte più debole della filiera: i gestori.
E le ricariche elettriche? Zero trasparenza
Non poteva mancare l’elefante nella stanza: i prezzi delle ricariche elettriche. Un vero Far West. Nessun obbligo di trasparenza, nessun cartello prezzi, e una giungla di tariffe incomprensibili. Lo stesso MIMIT ha riconosciuto il problema, finalmente allineandosi con quanto denunciato da anni da lle associazioni dei gestori, una su tutte la Fergica. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.
Verso la riforma del settore: attesa e vigilanza
Il Ministero ha annunciato l’intenzione di lavorare a una riforma strutturale del settore. Una legge delega è in cantiere. Ma la storia insegna che gli annunci non bastano. Serve vigilanza, serve coerenza, e serve la determinazione che, è giusto riconoscerlo senza indugi (ma siamo anche di parte) Faib e Fegica stanno dimostrando da anni, spesso nel silenzio generale. Perché chi conosce il mestiere di gestore sa che non si vive di promesse, ma di margini. E quelli, per ora, restano asfittici.
Conclusione: una piccola vittoria, ma la strada è ancora lunga.
Se non altro, oggi – che finalmente si scopre la cosiddetta acqua calda – si sa con certezza che il nemico non è il gestore. Ma è là dove si formano i prezzi, dove si decide cosa e quanto guadagna davvero chi mette il carburante nel serbatoio. Chi accusa i gestori, la prossima volta, potrebbe almeno fare lo sforzo di leggere i documenti.
Nel frattempo, i gestori veri continuano a tenere aperto il distributore. Con l’esperienza, con la dignità, e – ogni tanto – con una buona dose di pazienza.

Udite udite qualcuno finalmente invece di sparare Cazzate,si è reso conto che dopo lo sputtanamento della categoria i gestori non sono dei delinquenti approfittatori, e quello che fa riflettere e che questa verità si è acclarata difronte a una platea dove chi più chi meno ha cotribuito a denigrare e mettere sulla graticola i gestori, e fa stupire che il torbido il marcio che in questi anni è piovuto addosso alla categoria non era veritiero, in quanto le cause vanno cercate altrove….basta guardare al di là del proprio naso , e comunque il malaffare in questo settore è altrove e se c’è qualcosa di losco non è certamente l’ultimo anello della filiera…..ma come si dice” il pesce puzza dalla testa”!!!!!