L’articolo pubblicato da PalermoToday che molti di voi ci hanno segnalato, sui controlli nei distributori di Palermo e provincia non è solo titolato male: è costruito su un equivoco di fondo che finisce per ingannare i lettori e, ancora una volta, per scaricare sui gestori responsabilità che non appartengono loro.
Il messaggio che passa è chiaro: “le accise sono cambiate, i prezzi dovevano scendere, ma i benzinai non si sono adeguati e per questo sono stati multati”.
Peccato che non sia vero.
Le multe non c’entrano nulla con le accise
Lo stesso articolo lo ammette, quasi di sfuggita: i sei impianti sanzionati lo sono stati “in relazione all’obbligo di esporre i prezzi effettivamente praticati e di comunicarli al Ministero”.
Quindi non per aver applicato “male” le accise.
Non per aver trattenuto soldi dello Stato.
Non per aver gonfiato i prezzi.
Sono stati multati per violazioni formali: cartelli non aggiornati, prezzi non comunicati correttamente al MiMIT, adempimenti amministrativi. Esattamente come succede ogni giorno in tutta Italia per qualsiasi attività commerciale.
Eppure l’articolo costruisce una narrazione completamente diversa: prima parla di “riforma delle accise”, poi di “prezzi che non si allineano”, poi di “intervento della Guardia di Finanza”, lasciando intendere che i gestori abbiano fatto qualcosa di illecito sul piano fiscale. Non è così.
I gestori non decidono il prezzo
L’articolo fa un altro errore gravissimo: attribuisce ai titolari degli impianti la responsabilità dei prezzi. Scrive che “i titolari di diversi impianti avrebbero lasciato invariati i prezzi”, come se fossero liberi di cambiarli.
Nei distributori di rete (ENI, Q8, IP, ecc.) il prezzo lo decide la compagnia petrolifera.
Il gestore lo riceve via sistema informatico e lo deve applicare.
Non può abbassarlo perché “le accise sono scese”, né alzarlo perché gli conviene.
Se la benzina a Palermo costa più che in Piemonte o nel Lazio, non è perché i gestori siciliani sono “più cattivi”: è perché le compagnie praticano politiche commerciali diverse per area geografica, come fanno da sempre.
Questo fatto, fondamentale per capire la filiera, nell’articolo non viene nemmeno menzionato.
L’equivoco dell’“allineamento”
Il pezzo lascia intendere che con la riforma delle accise benzina e gasolio dovessero avere lo stesso prezzo. Anche questo è falso.
La riforma ha modificato le tasse, non i prezzi industriali, non i costi di raffinazione, non le politiche commerciali delle compagnie. Dire che “avrebbero dovuto allinearsi” è una semplificazione fuorviante che trasforma una manovra fiscale dello Stato in un presunto obbligo per i benzinai.
Lo Stato ha aumentato di circa 4 centesimi le accise sul gasolio e ridotto di 4 centesimi quelle sulla benzina.
Se poi la compagnia non ribalta integralmente questo cambiamento sul prezzo finale, la responsabilità non è del gestore.
La Guardia di Finanza usata come copertura politica
L’articolo racconta i controlli come una risposta alle “anomalie sui prezzi”. In realtà la Guardia di Finanza ha fatto quello che fa sempre: ha verificato cartelli, comunicazioni, rispetto del decreto prezzi.
Questo tipo di controlli non ha nulla a che vedere con le accise. Ma l’articolo li mette nello stesso calderone, creando l’effetto psicologico voluto: il lettore associa “accise – prezzi – multe – benzinai” e conclude che qualcuno ha fatto il furbo.
Nel frattempo, l’aumento delle accise sul gasolio deciso dal Governo passa in secondo piano.
In conclusione
Il pezzo di PalermoToday non informa: costruisce un colpevole.
E come sempre il colpevole è il benzinaio, non chi ha aumentato le tasse, non chi decide i prezzi a monte, non chi ha incassato centinaia di milioni in più di accise.
I gestori multati non hanno “imbrogliato sulle accise”.
Sono stati sanzionati per adempimenti burocratici, come succede ogni giorno in qualsiasi settore.
Ma trasformare questo in un caso sui “prezzi truccati” serve solo a coprire l’ennesimo aumento di tasse sui carburanti e a dare in pasto all’opinione pubblica il solito bersaglio facile: chi sta dietro la pompa.
https://www.palermotoday.it/cronaca/controlli-accise-multe-benzina-diesel.html

Ma non c’è molto da dire questa storia che leggo sul post è finita proprio come si immaginava, innanzi tutto partiamo dalle accise che hanno ridotto dalla benzina di 4 centesimi per spostarle sul gasolio, che può essere come se fosse una partita di giro , un passaggio da una parte ad un altra senza costi aggiuntivi come il pagamento dell’iva…ma qui bisogna chiarire che gli unici a guadagnarci in primis è il governo perché spostando i 4 centesimi da un carburante a l’altro il gasolio questi incassano un bel po’di QUATTRINI in quanto la vendita del gasolio è sei volte quella della benzina è quindi incassano più soldi dalle accise…e la gente ignora tutto questo e perciò dagli addosso al benzinaio ,senza conoscere le alchimie dei nostri governanti per il nostro benessere!!!! e veniamo alle compagnie quelle che fanno il gioco sporco approfittandosi della situazione si fottono un mucchio di soldi non adeguando i prezzi , ma anche qui dagli al benzinaio…e poi la ciliegina sulla torta , e come commentavo in un post precedente che la guardia di finanza se ti piomba sull’impianto per verificare la correttezza dei prezzi, ti fottono per errori sui libri contabili o qualcos’altro che non va!!!. E concludo dicendo che mettila come vuoi ma il cetriolo sempre in culo ai soliti???