In scadenza le misure protettive concesse dal Tribunale di Genova: il mercato attende un socio capace di garantire continuità e stabilità
Si avvicina una scadenza cruciale per il futuro di Europam S.p.A. e della controllante Black Oils S.r.l.: tra poco più di un mese, il 18 marzo, termineranno infatti le misure protettive concesse dal Tribunale di Genova nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi. Un passaggio decisivo nel percorso di risanamento che apre ora una fase delicata e strategica.
La vicenda ha preso avvio nel luglio 2025, quando le due società hanno presentato istanza di accesso alla composizione negoziata, chiedendo contestualmente l’applicazione delle misure protettive del patrimonio. Il Tribunale di Genova ha disposto la concessione delle stesse per 120 giorni, poi prorogate a 240 giorni a novembre, ritenendo necessario un arco temporale più ampio per consentire il buon esito del percorso di risanamento.
Europam rappresenta una realtà storica del settore energetico, con oltre cinquant’anni di attività alle spalle, ed è un punto di riferimento nel Nord Italia per la distribuzione di prodotti energetici. Il gruppo opera con oltre 200 impianti di distribuzione carburanti, affiancando alle attività core anche business extra-rete tra Liguria e Lombardia.
Nel settembre 2025 è stato inoltre nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione per entrambe le società, composto da consiglieri indipendenti con un profilo industriale e finanziario strutturato e credibile. In questo contesto si inserisce la procedura competitiva avviata da Europam, finalizzata all’individuazione di un partner industriale e finanziario solido, in grado di sostenere un’operazione straordinaria di valorizzazione degli asset aziendali “rete” ed “extra-rete”.
L’iniziativa riguarda in particolare le attività di vendita al dettaglio di carburanti attraverso una rete di oltre 200 distributori prevalentemente localizzati nel Nord Italia, e secondo il piano comprende anche il consumo all’ingrosso a clienti privati, corporate ed enti pubblici, con un focus territoriale su Liguria e Lombardia.
I termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse sono scaduti lo scorso 10 febbraio e, secondo quanto trapela, sarebbero già pervenuti diversi dossier qualificati. Il mercato attende ora sviluppi concreti, mentre la scadenza delle misure protettive si avvicina rapidamente.
Gli osservatori concordano su un punto: non sarebbe sufficiente un’operazione meramente finanziaria. Il rilancio di Europam richiede un partner dotato di solida patrimonializzazione, capacità industriali di lungo periodo e competenze adeguate per accompagnare la trasformazione del modello di business, garantendo stabilità ai fornitori, continuità operativa ai territori e tutela occupazionale per dipendenti e collaboratori coinvolti nelle attività.
Resta aperta anche la questione della gestione dell’emergenza finanziaria nel breve termine. Il rilancio industriale dovrà infatti procedere in parallelo con un’azione incisiva di riequilibrio economico e finanziario, indispensabile per restituire fiducia al sistema creditizio e agli stakeholder.
Il tempo a disposizione si riduce: il 18 marzo rappresenterà uno spartiacque. La scelta del partner industriale segnerà il passaggio decisivo per trasformare la composizione negoziata da strumento di protezione temporanea a vera leva di rilancio industriale.
Il mercato guarda ora a Genova, in attesa di capire se Europam saprà imboccare la strada di una ripartenza strutturata e duratura, fondata su basi industriali solide e su una visione di lungo periodo.
