Forse qualcosa si sta finalmente muovendo.
Dopo settimane di silenzio e dopo la decisione di FAIB e FEGICA di proclamare lo stato di agitazione della categoria, arrivano le prime indiscrezioni che lasciano intravedere un cambio di passo sul tanto atteso Disegno di Legge di riforma del settore carburanti.
Faib e Fegica avevano denunciato con forza gli incomprensibili ritardi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel portare all’approvazione del Consiglio dei Ministri un testo che non nasce dall’improvvisazione, ma è il risultato di un lungo lavoro di confronto con tutti gli operatori della filiera.
Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, il MIMIT avrebbe infatti fatto sapere che il testo sarebbe ormai pronto e che il provvedimento dovrebbe approdare “presto” in Consiglio dei Ministri.
Le ipotesi allo studio sarebbero due: inserire l’intero paccheto di misure nel prossimo Disegno di Legge sulla Concorrenza oppure procedere con un provvedimento autonomo dedicato esclusivamente alla riforma della rete carburanti.
Tra le misure attese figurano il piano di razionalizzazione della rete, con incentivi destinati alla chiusura degli impianti non più sostenibili o non conformi alla normativa, strumenti per favorire l’ammodernamento delle stazioni di servizio e la riconversione energetica, anche attraverso l’installazione di infrastrutture per la ricarica veloce dei veicoli elettrici. Il testo dovrebbe contenere anche disposizioni volte a rafforzare i requisiti necessari per operare nel settore e ad aumentare la tracciabilità dei prodotti petroliferi, con l’obiettivo di contrastare le frodi fiscali e restituire maggiore trasparenza al mercato.
Altrettanto importante sarà la stesura delle regole per la sostenibilità economica degli impianti e la regolamentazione dei rapporti contrattuali tra gestori e proprietari degli impianti (compagnie e retisti).
Naturalmente, fino a quando il testo non sarà approvato dal Consiglio dei Ministri, la prudenza resta d’obbligo. Negli ultimi anni il settore ha imparato che tra annunci e provvedimenti definitivi il passo può essere molto più lungo di quanto ci si aspetti. Proprio per questo la mobilitazione non può fermarsi.
La pressione esercitata dalle Organizzazioni sindacali sembra aver contribuito a riportare il tema al centro dell’agenda politica, ma adesso occorre arrivare fino in fondo.

si si aspetta e spera!