DL rilancio, sconfitta in extremis la fronda “antigestori” dentro il Mise. Impegno sull’iter parlamentare

DL RILANCIO. IN EXTREMIS SCONFITTE (IN PARTE) LE RESISTENZE DELLA FRONDA ANTIGESTORI CHE SI E’ STABILITA AL MISE. LE LUCI E LE (MOLTE) OMBRE PER LA CATEGORIA. ORA IL CONFRONTO SI SPOSTA IN PARLAMENTO.

Chi ha vissuto, direttamente o meno, le ultimissime travagliate ore che hanno preceduto la pubblicazione del DL rilancio, ha potuto apprezzare quanto fosse irriducibile quella pregiudiziale posizione volta ad impedire che ci fosse anche solo il minimo dei provvedimenti a beneficio dei gestori degli impianti di rifornimento carburanti, dopo che nello stesso atto ci si occupava giustamente di chiunque altro, dai trasportatori, ai giornalai, passando per i tabaccai e senza dimenticare i presepisti di San Gregorio Armeno.

Una posizione che occupa livelli apicali del Ministero ormai dall’inizio della legislatura con la calata dei crociati dell’elettrico, favoriti dal campo lasciato loro libero da un settore petrolifero in disarmo e disgregato dal suo stesso interno. Difficile dire se abbia concorso più la ragionevolezza di chi nel Ministero si ostina a lavorare con razionalità o la tenacia della categoria in sciopero e delle sue Organizzazioni nel vincere, almeno parzialmente, questa resistenza immotivata. Ce n’è quindi per potersi dire soddisfatti -si legge in una nota congiunta di Fegica Cisl ed Anisa Confcommercio- anche per il valore politico di una affermazione conseguita in extremis ed ormai quasi insperata.

Fegica ed Anisa -conclude il comunicato sindacale- sono perciò già preparate a spostare l’iniziativa al confronto destinato ad aprirsi in Parlamento, per la necessaria conversione del decreto legge, con l’obiettivo di completare il pacchetto di misure a sostegno della categoria.

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