EG Italia: così la rete carburanti accompagnerà la transizione

Staffetta QuotidianaGabriele Massimi a colloquio con Maurizio Mangione, country manager Italy, e Leandro Venditti, direttore Sviluppo Italia della controllata di EG Group

Dopo un 2020 “di attesa, come tutti”, sfruttato “per preparare strumenti, sistemi e processi”, EG Italia inizia a dispiegare il proprio concetto di rete carburanti. Molte erano le attese nel 2017 per l’arrivo di un operatore internazionale su una parte importante della rete a marchio Esso. Ne abbiamo parlato, a due anni di distanza dall’ultima intervista, con Maurizio Mangione, country manager Italy, e Leandro Venditti, direttore Sviluppo Italia della controllata di EG Group.

Nell’ultimo anno “abbiamo stretto accordi per gestire il non oil”, dice Mangione. “Abbiamo fatto un accordo con Carrefour per la parte market, uno con Cora per i prodotti per l’auto, integrato di recente con un accordo con Cellular Line sugli accessori per telefonia. In questo modo abbiamo coperto la parte market. Per la parte bar abbiamo fatto un accordo con Caffè Vergnano. Ora stiamo cercando di capire, location per location, qual è la giusta offerta per massimizzare il ritorno”.

I punti vendita con queste attività non oil sono sedici, tutte “gestioni dirette con un’offerta bar e market”, più “un Burger King a Milano Leoncavallo. Da febbraio scorso abbiamo cominciato a prendere in gestione diretta una serie di impianti mettendoci market e bar. Tutti gestiti da società operative di EG Italia”. I risultati già iniziano a vedersi: “rispetto al 2019 vediamo incrementi dal 10 al 60%”.

A questo si aggiungerà “una gestione particolare dei parcheggi” e, in generale, “ci sarà un modo di interpretare il piazzale in maniera diversa. Il piazzale è il biglietto da visita. Ci sarà un innalzamento del livello di gestione del piazzale tale da non creare discontinuità nell’esperienza del consumatore dal piazzale ai servizi non oil”.

Lo standard di EG, sottolinea Venditti, “è molto più elevato di quello che mediamente si fa sulla rete: una serie di dettagli che vengono curati in modo maniacale. Ne è un esempio l’area di servizio autostradale Chianti Ovest, come alla stazione Leoncavallo. Come l’area di servizio di Limena, in zona Padova, che ha già un livello di servizio molto alto, non molto distante da quello che ci aspettiamo come filosofia EG Group”.

La rete, di poco inferiore ai 1.200 punti vendita, potrà crescere: “Tutto quello che finisce in vendita in Italia lo osserviamo”, dice Venditti. “La volontà di investire c’è, poi ci devono essere le condizioni”.

Arriveranno presto anche le colonnine. “Le abbiamo acquistate e stiamo partendo con le installazioni. Sono modelli Maser, completamente integrate con gli altri sistemi di gestione del piazzale, sarà possibile pagare attraverso l’accettatore. La ricarica elettrica sarà integrata nell’ambito della stazione”.

L’annuncio del Cite sullo stop alla vendita di auto a combustione nel 2035 è stato accolto “con razionalità e sangue freddo, senza isterismi”. EG, dice Mangione, “ha un punto di forza nella rete che è strutturalmente robusta, con piazzali importanti e strutture accessorie. Abbiamo una base che ci permetterà di seguire questa evoluzione e di offrire quello che andrà offerto, che sia la ricarica elettrica, gli e-fuel, insomma tutte le soluzioni per la transizione”. Il Gruppo ha inoltre “il vantaggio una doppia natura fuel-non fuel. Il fuel rimane l’elemento portante ma il non oil è una componente paritaria del business. La società, per esempio, è il primo frinchisee in Europa di Kfc”.

Un elemento, questo, relativamente nuovo per la rete italiana: “Il settore non ha ancora virato nella direzione della gestione diretta di tutto ciò che è non fuel”, dice Venditti. “Il non oil viene sempre gestito con principi da ‘immobiliaristi‘, sostanzialmente affittando spazi. Gestire il brand per estrarne redditività è un’altra cosa”.

Sul futuro della rete in generale “c’è un grande punto interrogativo, ci sono troppe incognite”, riprende Mangione. “La pandemia sta cambiando paradigmi e comportamenti dei consumatori. Noi abbiamo visto un’impennata impressionante delle vendite delivery sul Burger King. Durante la pandemia tanti hanno scoperto un modo diverso di mangiare e questo si è consolidato nelle abitudini. Per certi aspetti ci stiamo avvicinando ai modelli europei continentali. Oggi più che mai paga la capacità di poter essere leggeri e flessibili, pronti per adattarsi a un mondo che cambierà in un modo che nessuno conosce. La nostra società con cento dipendenti gestisce 1.200 stazioni con costi molto bassi”.

Due anni fa EG aveva segnalato problemi a trovare gestioni per alcuni punti vendita. “Il tema – sottolinea Venditti – è trovare gestioni di qualità, una gestione che riesca e abbia la voglia di incarnare una determinata idea di stazione di servizio. È un po’ quello che si è cercato di fare negli ultimi dieci anni con la doppia modalità self-servito. Però questo richiede un approccio diverso, un’apertura mentale e una disciplina nell’eseguire il servizio al cliente che giustifichi il differenziale di prezzo. Differenziale che noi comunque manteniamo molto contenuto. Se il gestore e l’azienda sono capaci di riempire di contenuto quel delta di prezzo, allora ha un senso, per noi e per il cliente”.

Con le associazioni dei gestori si sta lavorando al rinnovo dell’accordo firmato nel 2018, che è scaduto. “Abbiamo tavoli aperti da un po’ di tempo, siamo in costante contatto”, dice Mangione. “Pochi giorni fa abbiamo avuto un incontro con le tre associazioni. Stiamo cercando di capire se si può trovare una quadra per rinnovare l’accordo”. L’accordo firmato nel 2018, interviene Venditti, “continua a essere uno dei migliori del mercato, ancora oggi assolutamente valido nei principi e nei contenuti, al netto dell’ultimo accordo Eni, da quello che se ne sa. Ben vangano dunque tutti i dealer a condizione che si riesca a esprimere la strategia, a rispondere al mercato. Su questo c’è un lavoro da fare e ci auguriamo che la parte sindacale ci aiuti”. Non c’è una scadenza per le trattative: “ci siamo posti l’obiettivo di trovare qualcosa che sia di soddisfazione reciproca senza portare a una soluzione forzata da una parte o dall’altra, perché nessuno se lo può permettere”.

Venditti insiste sugli standard che “si stanno alzando, per una rete che sia di qualità più elevata. Questo – dice – è uno dei punti su cui bisogna trovare un accordo. Abbiamo attivato incentivazioni, attività di formazione, iniziative sulla parte gestori e a sostengo delle vendite sul servito, che hanno portato a risultati incoraggianti. Questo ci conforta nel poter dire che è possibile fare un certo tipo di lavoro, avere una quota di servito significativa un po’ ovunque”.

Anche in autostrada, dove la crisi sembra non avere fine? “Noi continuiamo a investire”, sottolinea Mangione. “L’area di servizio Chianti Ovest è il primo sito con applicazione del format EG. Abbiamo aperto a luglio”. “È un sottopensilina – aggiunge Venditti – un esempio positivo con un dealer bravo, attività oil gestita bene e un non oil su cui abbiamo investito con ritorni eccellenti. Ha raddoppiato il fatturato rispetto al 2019. Abbiamo sviluppato un format con la Rol, società svedese che lavora molto sulla parte retail. Abbiamo sviluppato insieme il design della parte market. Visti i risultati importanti abbiamo continuata ad applicare il format. La scorsa settimana abbiamo inaugurato le aree di servizio gemelle di Roncadelle Nord e Sud, abbiamo ristrutturato l’area di Frossasco, vicino Torino”.

Però l’erogato in autostrada continua a calare. “E ha sofferto il Covid in maniera importante”, riprende Mangione. “Stiamo dialogando con le principali concessionarie per capire come affrontare la ripresa. Ora la variante Omicron ci ha lasciato un ulteriore punto interrogativo che speriamo rimanga piccolo. Insomma, si naviga a vista. Noi, comunque, continuiamo a investire e mantenere la nostra presenza”.

D’obbligo la domanda sulla razionalizzazione della rete. Ha ancora senso parlarne? C’è una prospettiva concreta? “La speranza è l’ultima a morire”, risponde Mangione. “È un tema su cui ci siamo sempre trovati positivamente orientati. E farebbe solo bene al settore”. Per Venditti “il punto è che il settore, attraverso le associazioni, non riesce ancora a inquadrare un vero e proprio progetto. Ci sono ancora soggetti intorno al tavolo con visioni distanti”.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

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pippo
pippo
1 mese fa

Questo signore ,sembra venuto due giorni fa da Marte
Tutto quello che propone per la “sua “rete è gia stato fatto in passato ,si è rivelato un flop ,e oggi si sta riproponendo ,come il servito Purtroppo tutte le compagnie e retisti si stanno “appropriando” del non OIL ,perché sarà l unica cosa con la quale pensano di sopravvivere .Pensate solo a una cosa .Un prodotto CORA venduto dalla EG costa anche il doppio rispetto al negozio tradizionale .-Quindi sarà l ennesimo fallimento
BUON NATALE A TUTTI !!!!!!

Massimo Moroni
Massimo Moroni(@massimodafirenze)
1 mese fa

Come direbbe Greta: blablabla. Non una parola di dare soldi ai gestori. Ci credo che non ne trovano…. date il 50% del delta ai gestori. Le “gestioni di qualità” scalpiteranno per lavorare con voi….

oleoblitz
oleoblitz
1 mese fa

mio nonno avrebbe detto …pochi fiori e più cannelloni !!! ragazzi la festa sta finendo non solo per noi ma ora anche per loro, guardatevi in giro su 1200 impianti ne dovranno chiudere 80% (se va bene)…sai quanta gente a casa …altro che burger king o balle sulle colonnine elettriche, quelle di oggi son già vecchie tra un anno, balle solo balle…

oleoblitz
oleoblitz
1 mese fa

tanti auguroni a tutti…..

Kazunori
Kazunori
Rispondi a  oleoblitz
29 giorni fa

Auguri Oleoblitz ; ))

oleoblitz
oleoblitz
Rispondi a  Kazunori
29 giorni fa

un caro saluto a Kazunori…

Alex
Alex
1 mese fa

A questa gente non serve un gestore, serve un manovale a basso costo che sia pure una testa di legno che non ha nulla da perdere.
Le strategie giuste o sbagliate le scelgono loro,
le decisioni giuste o sbagliate le prendono loro,
il gestore al momento serve solo x economizzare sull’investimento.
Cioè serve per risparmiare sugli oneri di gestione e per accollargli le spese degli anticipi delle loro scelte.
L’eni che il mister cita in nome delle vendite fa anticipare al gestore l’acquisto del prodotto, gli fa anticipare le vendite con le carte aziendali che lui gestisce, lo rende responsabile di ogni errore fatto con le carte, gli fa anticipare tutti i premi che le varie aziende del gruppo danno hai propri addetti sotto forma di vaucher, gli fa anticipare parte dello sconto che pratica al self dove la stessa fa la concorrenza al proprio gestore.
Appena troveranno il modo di recuperare queste spese il gestore non servirà più e ci saranno i manovali arrivati con il barcone.
La linea commerciale che vogliono applicare esiste già in Germania da prima del 1998, perché non ci fanno gli stessi contratti ???
Con le stesse responsabilità e con gli stessi oneri ???

luca
luca
Rispondi a  Alex
29 giorni fa

cosa farebbero in germania?

Giovanni
Giovanni
1 mese fa

Signori e signore….è arrivato il genio… questi qui hanno la ricetta vincente…questi sono veri imprenditori, questi pagliacci.. sono il peggio del peggio che ci potesse capitare, arroganti presuntuosi e pure in malafede….!

mario
mario(@orsisat)
Rispondi a  Giovanni
29 giorni fa

tanti auguri colleghi

laghezza michele
laghezza michele
29 giorni fa

Lo standard di EG, sottolinea Venditti, “è molto più elevato di quello che mediamente si fa sulla rete:
da 16 giorni che aspetto che mi cambiano l’accettatore di banconote dopo l’ennesimo furto..
mai successo in venti anni con la ESSO
BUON ANNO A TUTTI