Esplode il SUV al distributore, la prontezza di un addetto salva la vita al propietario del mezzo

Un boato, poi le fiamme. Poteva trasformarsi in una tragedia la drammatica esplosione avvenuta ieri pomeriggio presso il distributore IP di via della Consolata, in zona Bravetta a Roma. A raccontarlo è Il Messaggero, che ricostruisce l’episodio con dovizia di dettagli: un’auto in sosta, una Volkswagen T-Roc, è improvvisamente esplosa ancora prima di fare rifornimento. Il conducente, Lorenzo S., 41 anni, è rimasto intrappolato all’interno dell’abitacolo, avvolto dalle fiamme. A salvarlo è stato il tempestivo intervento di Moreshsd, l’addetto in servizio sul piazzale, che senza esitare ha afferrato gli estintori e domato le fiamme, evitando il peggio.

Un intervento eroico che ha scongiurato una tragedia annunciata. L’uomo è ora ricoverato con ustioni gravi, ma vivo. E solo grazie alla presenza sul piazzale di un addetto in carne e ossa.

L’episodio riporta con forza al centro del dibattito la questione della sicurezza nei distributori carburanti, soprattutto in quelli ormai “total self”, ovvero totalmente automatizzati e privi di personale in presenza. È lecito domandarsi: cosa sarebbe successo se l’impianto fosse stato uno dei tanti completamente selfizzati?
La risposta, purtroppo, è semplice e drammatica: nessuno avrebbe potuto intervenire in tempo utile. Nessuno avrebbe potuto spegnere le fiamme. Nessuno avrebbe potuto salvare una vita.

Non bastano telecamere fuori uso o procedure automatizzate per garantire la sicurezza in casi così estremi e improvvisi. La differenza la fa, ancora una volta, la presenza umana.

Troppo spesso la figura del gestore viene marginalizzata, considerata superflua o economicamente sacrificabile. Eppure è proprio in momenti come questi che emerge la funzione sociale, oltre che operativa, di chi lavora su un impianto: primo presidio di sicurezza, primo soccorso in caso di emergenza, garante della tutela del cliente, della struttura e anche dell’ambiente.

La deriva verso l’automazione totale, se non accompagnata da presìdi e protocolli adeguati, rappresenta non solo una perdita occupazionale, ma un rischio concreto per la pubblica incolumità.
Serve una riflessione seria

Il mondo della distribuzione carburanti ha bisogno di efficienza, sì, ma non può prescindere dalla sicurezza. La scelta di eliminare gradualmente il presidio umano per privilegiare il self service h24 deve necessariamente essere ripensata o regolamentata, tenendo conto delle responsabilità in gioco.

L’episodio di Roma ci dice che il gestore salva vite, non solo serve carburante. E dovrebbe essere un punto fermo, non un costo da tagliare.

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Tony
Tony
7 mesi fa

Per questo i sindacati devono difendere questa categoria con forza e coraggio come fanno le altre categorie con i loro sindacati

Marco
Marco
Rispondi a  Tony
7 mesi fa

DIpende anche dalla categoria se evita di distruggersi da sola.

Salvatore
Salvatore
7 mesi fa

Provate a immaginare se quell’impianto era completamente selfizzato senza la presenza di un addetto che si occupa del funzionamento della stazione, sicuramente si sarebbe alzato un polverone contro la compagnia, ma che comunque non avrebbe spostato di un millimetro la nostra condizione di assoluta precarietà e di incertezza sul futuro di chi ancora in qualche modo riesce a sopravvivere, e voglio sottolineare che anche se in alcuni impianti c’è del personale sono solo addetti alle pulizie al funzionamento del self service oppure o dell’autolavaggio, e che con la figura del gestore non ha più nulla a che fare noi per questi siamo un costo una spesa da eliminare e nient’altro , e quindi hanno sostituito la figura del gestore !!!, e non credo che questi delle compagnie torneranno sui loro passi…e già tutto scritto ????