I prezzi dei carburanti in Italia sono totalmente liberalizzati da oltre dieci anni, ogni impianto applica liberamente le proprie condizioni di mercato, stabilite in base a concorrenza, costi operativi e servizi offerti. Non esistono prezzi imposti o calmierati, né alcuna istituzione pubblica può intervenire per fissarli o limitarli. È quanto scrive Assopetroli in una nota dopo le polemiche sui rialzi dei prezzi dell’ultima settimana.
Il self service, scrive ancora l’associazione, conviene davvero. La modalità servito è una scelta, non un obbligo. Chi vuole evitare il sovrapprezzo legato alla presenza dell’operatore può scegliere il self service, che resta significativamente più economico. I dati parlano chiaro: si registrano differenze anche di 20-25 centesimi al litro.
Tutti i cittadini possono confrontare in tempo reale i prezzi praticati in ogni zona d’Italia grazie al portale pubblico carburanti.mise.gov.it: uno strumento gratuito, trasparente e accessibile per individuare i distributori più convenienti, anche in autostrada.
Il prezzo medio della benzina in modalità self service è aumentato del 3% dall’inizio del mese, sottolinea Assopetroli. Nello stesso periodo, il riferimento della benzina sui mercati del Mediterraneo è salito dell’11%. Il prezzo della benzina è salito del 4%, a fronte di un aumento del 25% dell’indice di riferimento sui mercati.
Alla luce di questi numeri – conclude la nota – non emerge alcuna dinamica speculativa. Invece di alimentare polemiche infondate, invitiamo consumatori, operatori e media a utilizzare gli strumenti disponibili e a promuovere una cultura della mobilità informata e consapevole”.

Molto bene
Bisogna darne notizia ai telegiornali, giornali altrimenti sempre si ripeteranno le stesse tra un po di tempo