Altro che taglio delle accise, il gettito è cresciuto a spese di famiglie e imprese

Nel corso degli ultimi anni, l’attuale governo aveva più volte ribadito la promessa di ridurre le accise sui carburanti e sull’energia, sollevando le aspettative di famiglie e imprese alle prese con prezzi elevati e consumi in calo. Tuttavia, i dati ufficiali pubblicati da Staffetta Quotidiana, rielaborando i numeri del MEF, raccontano tutt’altra storia.

Gettito da accise in aumento: +6% nei primi cinque mesi del 2025

Nei primi cinque mesi del 2025, il gettito delle accise sull’energia ha superato gli 11,8 miliardi di euro, segnando un aumento di circa 667 milioni di euro (+6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo nel mese di maggio, le entrate fiscali da accise sull’energia hanno toccato 2 miliardi e 649 milioni, in crescita del 7,9% (pari a +195 milioni di euro rispetto a maggio 2024).

Una dinamica che smentisce nettamente le dichiarazioni del governo: anziché tagliare le imposte sui carburanti, lo Stato ha incrementato la propria raccolta fiscale proprio su questi capitoli.

I dati nel dettaglio

  • Oli minerali (carburanti): entrate per oltre 9,3 miliardi (+2%)

  • Elettricità: +167 milioni di euro (+16%)

  • Gas naturale: +312 milioni di euro (+48,4%)

  • Gas incondensabili: +2,9%

  • Lubrificanti e bitumi: unica voce in calo (-4,7%)

Se si osservano le modifiche effettive alle aliquote dal 15 maggio, il taglio dell’accisa sulla benzina (-1,5 centesimi al litro) è stato largamente compensato dall’aumento della tassazione sul gasolio, che ha visto +1,5 centesimi al litro. Il risultato? Le entrate fiscali continuano a salire, mentre il costo finale ricade sempre su cittadini e imprese.

I dati dimostrano che tutte le principali voci delle accise sono in crescita, a parte la voce “lubrificanti e bitumi”. Particolarmente significativo il balzo del gettito da gas naturale ed elettricità, che riflette non solo l’aumento dei consumi, ma anche una pressione fiscale costante su settori strategici per l’economia e la transizione energetica.

Le promesse di alleggerimento fiscale si sono trasformate in un aumento delle entrate a carico dei contribuenti. In un momento di difficoltà economica per molte famiglie e aziende, il mancato taglio delle accise rappresenta un passo indietro e un’occasione mancata.

Sarebbe opportuno che la politica dia risposte concrete e non solo slogan, avviando finalmente una vera revisione della fiscalità energetica, in linea con quanto annunciato e atteso dai cittadini.

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