L’industria auto europea avverte: senza pragmatismo la transizione rischia il fallimento

L’industria automobilistica europea lancia un nuovo allarme: senza un cambio di rotta, la transizione verde del settore rischia di deragliare.

In una lettera alla Presidente della Commissione Europea, i vertici di ACEA (associazione dei costruttori) e CLEPA (associazione dei fornitori) ricordano gli investimenti già messi in campo – oltre 250 miliardi di euro entro il 2030 e centinaia di nuovi modelli elettrici – ma denunciano la mancanza di un piano politico organico e realistico.

Secondo i firmatari, l’Europa soffre una quasi totale dipendenza dall’Asia per la filiera delle batterie, infrastrutture di ricarica ancora insufficienti, costi produttivi più elevati (soprattutto per l’energia), e barriere commerciali che penalizzano l’export, come il dazio del 15% sulle auto UE negli Stati Uniti.

Il risultato è che le quote di mercato dei veicoli a batteria restano lontane dagli obiettivi: 15% per le auto, 9% per i van e appena 3,5% per i camion.

Gli industriali chiedono quindi all’UE:

incentivi più forti e stabili per spingere i consumatori al cambiamento (sussidi, riduzioni fiscali, costi di ricarica più bassi);

un approccio basato sulla neutralità tecnologica, che lasci spazio a ibridi plug-in, idrogeno e carburanti decarbonizzati accanto ai veicoli elettrici;

regole più snelle e meno burocrazia;

una strategia per rafforzare la produzione europea di batterie, semiconduttori e materie prime critiche;

una revisione dei target di riduzione CO2 al 2030 e 2035, ritenuti irrealistici nelle condizioni attuali.

ACEA e CLEPA avvertono che la sola imposizione di obiettivi e penalità non basta: servono flessibilità, strumenti di mercato e misure per rinnovare il parco circolante, non solo per le auto nuove ma anche per camion e autobus.

Il messaggio è chiaro: senza un aggiustamento immediato, la transizione rischia di mettere a repentaglio uno dei settori più competitivi d’Europa, con conseguenze su innovazione, occupazione e resilienza industriale.

Tutte le aspettative sono ora rivolte al “Dialogo Strategico” sul futuro dell’automotive, in programma il 12 settembre 2025, indicato dagli industriali come l’ultima occasione per correggere la rotta.

https://www.acea.auto/files/Joint-ACEA-CLEPA-letter-to-President-von-der-Leyen.pdf

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