Frodi carburanti e petrol mafie: senza riforma il mercato resta distorto

Le due sentenze di questi giorni – quella d’appello sul processo Petrol Mafie in Calabria e quella sul procedimento Febbre dell’Oro Nero in Campania e Basilicata – non sono soltanto cronaca giudiziaria: sono lo specchio di un mercato che, senza una riforma seria, continuerà a prestarsi a frodi miliardarie, evasione fiscale e distorsioni della concorrenza.

A Catanzaro, la Corte d’Appello ha ridotto ma confermato le condanne per otto imputati nel processo “Petrol Mafie”: frodi su IVA e accise, carburanti importati illegalmente, miscelazioni clandestine e stoccaggi in siti controllati dai clan.
In Campania e Basilicata, il tribunale di Lagonegro ha emesso 32 condanne e disposto confische per oltre 14 milioni di euro in beni e aziende nel processo “Febbre dell’Oro Nero”, che ha smascherato un sistema di frodi sull’IVA e false fatturazioni legate al commercio di carburanti.

I due casi hanno un filo conduttore: aggirare le regole per creare vantaggi competitivi illeciti e generare profitti a spese dello Stato e degli operatori onesti.

Queste vicende dimostrano che il settore carburanti, così com’è oggi, resta fragile e permeabile alle infiltrazioni criminali.
Il sistema attuale, basato su filiere lunghe e controlli frammentati, favorisce:

  • triangolazioni e frodi sull’IVA,

  • importazioni sospette,

  • miscelazioni e prodotti non conformi,

  • concorrenza sleale verso gli operatori regolari e onesti

Ogni sentenza chiude un capitolo, ma il copione si ripete altrove.

Chi lavora onestamente paga due volte: subisce la concorrenza sleale di chi vende carburanti a prezzi “drogati” dall’evasione fiscale, deve rispondere a regole e burocrazia sempre più pesanti, mentre il mercato resta distorto.

E il consumatore? Rischia carburanti di qualità dubbia, disservizi e una rete sempre più fragile, perché i margini per gli operatori legali si assottigliano.

La fine delle “Petrol Mafie” non arriverà per sentenza: arriverà solo quando il mercato sarà messo nelle condizioni di non permettere più certe pratiche.

https://www.ilvibonese.it

PIETRAMELARA / MONDRAGONE – Traffico illecito di carburanti in tutta la Campania e non solo: condanne lievi  per due pietramelaresi e un mondragonese

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Bianco di capelli
Bianco di capelli
4 mesi fa

Il primo scandalo evasione dei petroli, fu fatta a Treviso, dopo lunghe indagini, ostacolate anche dalle istituzioni, il Procuratore di Treviso Dott. Labozzetta(credo) arrivò ad una conclusione: non si possono fare truffe nei carburanti se non hai coperture nelle istituzioni.

stefano v
stefano v
4 mesi fa

Ma POSSIBILE CHE I SINDACATI NON CHIEDANO UNA DATA CERTA PER LA RIFORMA ? COSA ASPETTANO?