Riforma del settore carburanti: oggi incontro decisivo al MIMIT

Faib, Fegica e Figisc al tavolo con il Governo. Bitonci: “È il momento di chiudere le ultime questioni”

Giornata importante per il futuro della rete carburanti. Oggi, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si tiene un nuovo incontro tra gli esponenti del Governo e le tre principali associazioni di categoria dei gestori — Faib, Fegica e Figisc — per fare il punto sul disegno di legge di riforma del settore, una riforma attesa ormai da anni e che dovrebbe ridisegnare l’intero assetto della rete carburanti italiana.

A confermare la centralità dell’incontro è il sottosegretario Massimo Bitonci, che in un post pubblicato sui social ha sottolineato come il tavolo sia chiamato a “dirimere le ultime tematiche ancora aperte”, così da permettere l’avanzamento del provvedimento.

Obiettivi principali. scrive Bitonci; “razionalizzare e modernizzare la rete dei distributori carburanti (urbani + extra-urbani), intervenendo su impianti inefficienti, frammentati o in perdita. Accompagnare la transizione verso nuovi carburanti / mobilità alternativa, in coerenza con la decarbonizzazione e le tecnologie emergenti.  Definire un quadro regolatorio più chiaro per autorizzazioni, contratti di gestione, prezzi, ecc., per dare maggiore certezza sia agli operatori che ai gestori.”

Cosa aspettarsi

Non è ancora chiaro se il testo finale sarà immediatamente condiviso o se serviranno ulteriori passaggi, ma l’attenzione del settore è massima.
Il rischio — già vissuto troppe volte — è che la riforma si areni ancora una volta tra rinvii, veti e sovrapposizioni normative.

Se invece si riuscirà a chiudere, per la prima volta dopo molti anni la rete carburanti italiana potrebbe avere una visione chiara per il futuro.

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Luciano.righetto@gmail.com
Luciano.righetto@gmail.com
7 mesi fa

Da come stanno uscendo le notizie dovrebbe essere stato un successo

Silvio
Silvio
7 mesi fa

E quindi? Come si e’ conclusa l’ennesima riuonione ad un altro rinvio?

Nik
Nik
7 mesi fa

Cosa state aspettando che vi dicano, “diamo 100 mila euro ad ogni gestione che lascia”? La realtà è che gli impianti obsoleti, cioè che non riescono a fornire tutti i prodotti e non hanno attività collaterali che si possono mantenere sono fuori mercato già da tempo. E’ come cercare di tenere in vita un paziente anche se ha il cuore che non batte più. Ragazzi…dispiace per chi ha un’attività e dovrà chiuderla…..ma purtroppo il mercato di qualsiasi attività ha questo rischio….bisogna avere il coraggio di cambiare…capisco che è difficile ma è così…purtroppo negli anni le liberalizzazioni delle attività hanno portato a questo….in qualsiasi settore!!!!