Riflessioni di un Gestore Carburanti sulla Fattura elettronica

Pur non conoscendo la genesi del progetto FATTURAZIONE ELETTRONICA, è sotto gli occhi di tutti il disagio e la difficoltà nella quale sono state scaraventate tutte le piccole attività economiche che hanno dovuto misurarsi con questo provvedimento.

Agenzia delle Entrate è già uscita diverse volte con articoli esaltanti riguardanti i risultati del provvedimento già nei primi mesi del 2019 ma le piccole PARTITE IVA hanno potuto soltanto constatare, sulla propria pelle, l’impatto devastante che questo provvedimento ha portato nella economia delle proprie Attività Produttive.

Da un punto di vista Etico e Morale, risulta difficile comprendere come possa la Politica decidere a tavolino chi debba conservare il diritto di continuare a lavorare e chi no, perché è questo il risultato che questo provvedimento sta ottenendo nell’immediato, oltre a quelli positivi previsti per il futuro.

Con l’entrata in vigore dell’obbligo della Fattura Elettronica sembra si sia voluta dare la stretta finale in un processo perseguito da decenni da forze Economiche e forze Politiche e che ha visto sistematicamente agire nei confronti delle Piccola Impresa per obbligarla ad ingrandirsi o, in alternativa, a chiudere senza distinguere e senza comprendere che ci sono Realtà Artigianali o Commerciali per le quali non c’è uno spazio per potersi ingrandire per meglio aderire ad un Modello Economico Europeo e, inoltre non ne avrebbero la necessità.

Questo obbiettivo che si vuole ostinatamente perseguire, non tiene conto della specificità del Territorio Italiano, come di certi Comparti e Servizi del nostro Sistema, rispetto ai territori ed ai Sistemi di altre Realtà Europee, come nemmeno tiene conto di aver prodotto la perdita di milioni di Piccole Attività che offrivano anche un SERVIZIO SOCIALE capillare e vitale in certe zone, ottenendo di desertificare ampie zone delle città spopolando, inoltre, tanti piccoli centri urbani minori nonostante le denunce portate avanti per anni e negli anni dalle Associazioni di Categoria di Artigiani e Commercianti che da decenni denunciano un rischio che si è piano piano materializzato.

Solo adesso, da qualche parte, qualcuno si è reso conto di tutto ciò ed oggi comincia a pensare a come riportare le piccole Attività Commerciali nei Deserti Urbani causati dall’avidità dei grandi portatori di interessi Economici e dalla cecità, o talvolta dall’ottusità, di talune visioni politiche.

Uno di questi comparti che questo nuovo provvedimento sta mettendo in crisi, è proprio il comparto dei Gestori di Distributori di Carburante che stanno subendo l’impatto fortemente ed inutilmente distruttivo dell’avvento della Fatturazione Elettronica.

Pur comprendendo la necessità, da parte del Fisco, di mettere ordine e, soprattutto, imporre dei paletti per obbligare alla correttezza il Contribuente in ordine allo scarico fiscale delle spese di carburante, risulta tuttavia incomprensibile ed incondivisibile il mezzo con il quale si è inteso raggiungere questo obbiettivo.

Non si capisce perché, in un rapporto fra il Contribuente ed il Fisco si sia voluta coinvolgere ( dal punto di vista operativo prima ed economico poi) una terza parte, i Benzinai, per garantire il corretto comportamento di tutti i contribuenti che necessitano scaricare i costi del carburante, che sono la quasi totalità dei possessori di Partita Iva, quando esistono soluzioni alternative che offrono la stessa garanzia e trasparenza senza arrivare a mettere in crisi una terza parte che è quella, appunto, dei Benzinai già fortemente in difficoltà economica.

Dal punto di vista PRATICO, per emettere una E-FATTURA bisogna:

1°) Acquistare un Computer;

2°) Disporre di una linea telefonica che permetta di navigare su Internet con tempi

accettabili;

3°) Avere le competenze necessarie per poter utilizzare queste tecnologie.

Già su questi tre punti vorremmo offrire una riflessione perché queste tre premesse che in ambienti Istituzionali si danno per scontate, in realtà scontate non sono.

Dando per scontate le premesse, le iniziative messe in atto negli anni da Burocrati e Politici hanno poi determinato azioni che hanno impattato sia sull’Economia che sulla qualità della vita delle persone e nell’attività che queste persone svolgono esercitando il proprio diritto di “VIVERE”, cosa di cui un Amministratore o un Politico, riteniamo, dovrebbero anche preoccuparsi.

Ad Amministratori e Politici, però, la “Qualità della vita” delle persone sembrerebbe interessare poco, purtroppo, mentre interessano molto l’Aspetto Economico nelle valutazioni che portano poi a decisioni operative secondo le quali gestire l’Economia in alcuni suoi aspetti.

Su questi tre punti dovremmo prendere atto si sia dato per scontato il IL POSSESSO DI UN COMPUTER da parte di chi esercita un’Attività, ma non è sempre così.

Esistono ancora Attività per le quali l’uso del Computer risulta essere certamente una “comodità” ma non necessariamente una “necessità”.

Sul secondo punto, forse pensando di rendere OBBLIGATORIA l’emissione dell’E-FATTURA, si doveva tener presente che non in tutti i luoghi ove si eserciti un’Attività Economica esiste una linea telefonica abbastanza veloce da poter utilizzare per questa operazione senza dover impattare negativamente con i tempi lunghi che spesso richiede “la navigazione”.

In tantissime zone del territorio italiano le linee veloci non sono ancora presenti e la navigazione DIFFICOLTOSA richiede spesso tempi lunghi che, per un’Attività lavorativa, si traduce necessariamente in “COSTI!”, oltre ad un peggioramento della qualità della vita.

Riguardo il terzo punto, vorrei dire che la trasformazione tecnologica che si vorrebbe arbitrariamente IMPORRE A TUTTI, solleva un dubbio sulla legittimità di questa pretesa che, viene vissuta, oltretutto, dalla PUBBLICA AMMINISTRAZIONE con tempi e modi diversi quando pensa al PRIVATO rispetto a quando pensa A SE STESSA.

Questa pretesa di voler imporre una trasformazione tecnologica a tutti i costi, genera una legittima domanda: “É compito del Governante imporre un adeguamento tecnologico che per determinate categorie produttive non risulta necessario e che, per l’ennesima volta, si traduce in un costo passivo per l’Attività?”

E le persone che non avessero la capacità o la possibilità di imparare ad utilizzare le nuove tecnologie pur avendo la capacità e la necessità di esercitare un’Attività produttiva? Cosa dovrebbero fare di fronte a quest’obbligo? Adeguarsi ricorrendo all’intervento di una terza parte che tradotto significa: AUMENTO DEI COSTI IMPRODUTTIVI magari finendo per essere “fuori mercato” quindi mettendo a rischio la propria “sopravvivenza economica?

E per chi non avesse la possibilità di assorbire questo impatto, poi, quale prospettiva si porrebbe se non ci fosse per quella persona la possibilità di essere assorbito da qualche altra realtà produttiva: la miseria, oppure la prosecuzione dell’Attività “in nero?”

Uno degli aspetti che il provvedimento si proponeva di combattere, che era quello dell’Evasione Fiscale; questo nuovo obbligo, ci chiediamo, non potrebbe finire per ottenere proprio l’effetto che si proponeva di combattere?

Parlando di piccole realtà lavorative, veramente si vuole credere che obbligando a chiudere tutte le piccole attività che non potranno sopportare l’evoluzione, queste persone eserciteranno l’unica alternativa lasciata loro che è quella di lasciarsi morire?

Ed è compito di un Governante quello di decidere chi debba “morire di lavoro” o chi debba “morire senza lavoro?”, oppure Governanti ed Amministratori dovrebbero preoccuparsi di garantire il “Diritto al lavoro” e ad un “lavoro decoroso” per tutti?

Certo pur non condividendone l’effetto si potrebbe comprendere che sia “IL MERCATO” ad effettuare questo tipo di selezione, mentre da un Governante o da un Amministratore, ci si aspetterebbe che perpetrassero “LA TUTELA DEL DIRITTO AL LAVORO PER TUTTI” e non la partecipazione PASSIVA o, ancora peggio, quella “ATTIVA” alla decimazione delle piccole Realtà Economiche Autonome.

La distruzione sistematica delle Piccole Attività Produttive rappresenta un orientamento politico che abbiamo sotto gli occhi da decenni e che lascia intravedere una componente “Idealistica” secondo la quale si ritiene un “DOGMA” imprescindibile dalla propria azione politica quello di tutelare il “DIRITTO DEI PIÚ DEBOLI” di vivere una vita decente attraverso il LAVORO, possibilmente, o attraverso forme di TUTELE SOCIALI ( cosa certamente condivisibile) cercando di includere TUTTI, all’interno di questo Dogma, tutti tranne i LAVORATORI AUTONOMI che sembrerebbero, secondo questa visione, non avere più il DIRITTO DI ESISTERE.

Offerta questa doverosa premessa di carattere Morale, in merito all’argomento della FATTURAZIONE ELETTRONICA e volendo analizzare alcuni aspetti tecnici che rappresentano il motivo della richiesta di revisione del provvedimento almeno per la nostra Categoria, esistono attualmente due possibilità per espletare questo compito:

la prima è quella di redarre la FATTURA IMMEDIATA

tramite il programma gratuitamente messo a disposizione da

Agenzia delle Entrate,

la seconda è quella di farlo tramite SERVIZI A PAGAMENTO privati.

In entrambi i casi si rende necessario diventare Esperti Informatici per imparare ad utilizzare i Programmi e le piattaforme di Fatturazione Elettronica che, specialmente nel caso di quella dell’Agenzia delle Entrate, non è così facilmente usufruibile come dichiarato e sostenuto dai Dirigenti del Servizio lasciando supporre che l’accedere alle piattaforme a pagamento private sembrerebbe essere una strada tracciata a monte.

Le piattaforme private, a onor del vero, offrono anche la possibilità di abbinare, al Software di Fatturazione anche un lettore portatile da utilizzarsi, nel caso di un Distributore di Carburanti, sul punto di rifornimento senza doversi necessariamente spostare in ufficio.

Ovviamente il Lettore prevede anch’esso un costo di acquisto.

Questo aspetto operativo interessa il Gestore nell’orario di apertura e in occasione di richieste di E-FATTURE da parte di un cliente del servizio SERVITO.

La fattura, però, potrebbe essere richiesta anche da parte dei clienti che si riforniscono in modalità SELF.

In questo caso le Compagnie petrolifere hanno messo a disposizione di clienti e Gestori piattaforme automatiche per l’emissione di Fatture Elettroniche con le quali i clienti, dopo aver scaricato sul proprio cellulare le rispettive APPLICAZIONI, possono scansionare gli scontrini per poi procedere ad inviare la richiesta di una E-FATTURA alla Compagnia Petrolifera la quale provvederà ad emettere una Fattura con il sistema di FATTURAZIONE IN NOME E PER CONTO che permette alla Compagnia di emettere una Fattura “In nome e per conto” del Gestore dell’impianto.

La E-FATTURA verrà così emessa ed inviata al cliente dalla Compagnia al posto del Gestore che la riceverà nel proprio CASSETTO FISCALE dell’Agenzia delle Entrate alla voce “FATTURE EMESSE”; questo perché essendo lui l’intestatario dell’Attività, anche se è la Compagnia a redigere ed inviare fisicamente ed automaticamente la Fattura è come se, a tutti gli effetti, l’avesse redatta ed inviata il Gestore.

In questa fase, teoricamente, tutto sembrerebbe avvenire automaticamente tranne, riferito al cliente del SELF-SERVICE, nel caso in cui, come accade spesso, nell’ accettatore del SELF-SERVICE non accada che si incastri la carta di stampa degli scontrini.

In questo caso il cliente che dovesse presentarsi per reclamare scontrino e Fattura, potrà pretendere che il Gestore vada ad estrapolare i dati della vendita dal Giornale del computer interno per redarre manualmente e personalmente la Fattura con ulteriore perdita di tempo, ovviamente.

Dal punto di vista operativo, dunque, imparato il funzionamento delle piattaforme di Fatturazione, il Gestore, all’atto dell’emissione della Fattura, interviene operativamente solo quando è chiamato a elaborare la fattura dietro richiesta del cliente del Servito, o in caso di guasto della stampante del SELF-SERVICE come sopra accennato.

L’operazione, però, non si conclude con la redazione e l’emissione della Fattura perché, subito dopo, subentra anche la parte contabile che lo impegnerà successivamente.

Fattura emessa, infatti, non significa automaticamente “Fattura consegnata”, perché solo quando la fattura sarà infine “consegnata” dal servizio di SDI quell’operazione potrà considerarsi “conclusa”.

Agenzia delle Entrate si prende un minimo di cinque giorni per effettuare la consegna della Fattura quindi, nei giorni successivi all’emissione della Fattura, il Gestore dovrà quotidianamente collegarsi alla propria piattaforma di Fatturazione, per le Fatture da lui stesso emesse, o al proprio CASSETTO FISCALE presso il sito dell’AGENZIA, per le fatture emesse dalla Compagnia in suo nome, per verificare l’avvenuta consegna del documento, consegna di cui è l’unico responsabile.

Nel caso non raro in cui la Fattura non dovesse pervenire all’interessato, per un qualunque motivo o problema tecnico indipendente dalla volontà del Gestore emittente, quest’ultimo non potrà provvedere al rinvio di una copia della stessa Fattura perché, come qualunque documento fiscale, la Fattura ha un suo numero progressivo e, con questo sistema, non è possibile procedere al rinvio di una copia della Fattura andata persa.

Il Gestore, in questo caso, se si accorge della mancata consegna o se dovesse ricevere un reclamo da parte del destinatario, dovrà:

prima provvedere a stornare la fattura

poi dovrà, emettere una NOTA DI CREDITO,

ed infine potrà procedere alla compilazione di una seconda Fattura

da inviare nuovamente all’avente diritto, per ricominciare a seguirne nuovamente l’iter per assicurarsi che arrivi al destinatario.

A quel punto questa parte dell’operazione potrà ritenersi conclusa.

Sempre dal punto di vista OPERATIVO, subentra poi la parte fiscale riguardante la contabilizzazione della Fattura.

Nel redigere i CORRISPETTIVI GIORNALIERI l’importo delle E-FATTURE va scorporato dagli incassi di giornata perché le stesse verranno poi documentate e contabilizzate con le Fatture pervenute tramite il servizio di SDI dell’Agenzia delle Entrate nel Cassetto Fiscale.

Qui, cominciamo a riscontrare i primi problemi che diventeranno INGESTIBILI qualora si continuasse sulla strada dell’INFORMATIZZAZIONE del sistema e si rendesse obbligatorio la dichiarazione ON-LINE dei CORRISPETTIVI di giornata prevista per il primo Luglio 2019.

Il servizio SDI dell’Agenzia delle Entrate, ripetiamo, ha un minimo di cinque giorni di tempo per CONSEGNARE LA FATTURA e non si capisce come si possa ottemperare all’obbligo di dichiarare giornalmente l’importo dei Corrispettivi senza doverli successivamente correggere, incappando nel rischio di SANZIONI per responsabilità totalmente fuori dal controllo del Gestore.

Certo le Compagnie Petrolifere mettono a disposizione un servizio, sulle proprie Piattaforme di Fatturazione con un SERVIZIO D’ARCHIVIO nel quale comunicano al Gestore le Fatture emesse al suo posto.

Ammesso che questo servizio funzioni a dovere, il Gestore ogni mattina dovrebbe:

collegarsi al sito della Compagnia,

verificare le Fatture emesse a sua insaputa durante tutta la giornata precedente per le richieste del servizio SELF,

aggiungere quella da lui fatte personalmente per le richieste del SERVITO,

scorporarle, con tutta un’altra serie di voci riguardanti altre forme di pagamento del carburante e, finalmente,

ottenere l’importo dei corrispettivi di giornata da comunicare ON-LINE.

Successivamente, dopo almeno i cinque giorni che Agenzia delle Entrate si prende per recapitare la E-FATTURA, il Gestore dovrebbe verificare la corrispondenza fra le Fatture emesse dalla Compagnia tramite il suo portale e quelle effettivamente pervenute, tramite SDI, nel proprio CASSETO FISCALE e “SPERARE CHE NON CI SIANO STATI DISGUIDI!”.

Nel caso di errori di richieste da parte dei clienti, o di errori nell’emissione delle FATTURE da parte della Compagnia o di consegna da parte del servizio SDI per qualunque imprevisto tecnico (non per ultima l’ inadeguatezza della Rete)… le responsabilità saranno ovviamente addebitate al Gestore, con le relative SANZIONI non appena questo sistema sarà diventato definitivamente operativo.

Quello che Agenzia delle Entrate, che ha voluto questo provvedimento, o i politici che lo hanno commissionato, o gli Amministratori che lo hanno realizzato e che ne controlleranno e sanzioneranno gli errori, non hanno considerato fino in fondo, è l’impatto che questo provvedimento avrà su una categoria in difficoltà come la nostra, sia per l’aspetto operativo che per quello economico, in rapporto all’enorme volume di Richieste legate al fatto che tutti i possessori di Partita Iva sono stati obbligati a scaricare le spese del carburante per il tramite di FATTURE ELETTRONICHE scaricando di fatto una mole di lavoro ingestibile addosso alla nostra Categoria.

A onore di cronaca stiamo parlando di CENTINAIA DI FATTURE AL MESE!

CENTINAIA DI FATTURE AL MESE che vanno redatte, emesse, consegnate e contabilizzate per una Categoria in perenne lotta con le Compagnie Petrolifere per la sopravvivenza economica significa: o intervenire personalmente nell’iter richiesto dalla Fatturazione, oppure avvalersi di terze figure (dipendenti o Commercialista) con L’IMPOSSIBILITÁ MATERIALE DI RISPETTARE le norme che esistono sulla redazione e comunicazione dei corrispettivi giornalieri, con tutti i costi che questo comporta, anche perché il Gestore non può legalmente chiedere al cliente un contributo spese, in quanto vietato e, quindi: sanzionabile.

Questa difficoltà economica a gestire durante l’orario di lavoro o a far gestire a terzi, comporterà per qualunque Gestore un ulteriore allungamento dell’impegno lavorativo oltre l’orario di chiusura e, esattamente, nel “dopocena”.

L’alternativa che rimarrà, sarà quella di chiudere prima o poi l’attività, lasciando alle Compagnie Petrolifere la possibilità di realizzare un’idea perseguita da decenni, che è quella di trasformare la Rete di distribuzione in una Rete-Ghost, con la quasi totalità degli Impianti in unica modalità SELF, e con i restanti presidiati da Gestori ridotti in condizioni di “schiavitù economica!”..

Dal punto di vista economico, inoltre, va considerato anche il fatto che l’obbligo della Fattura Elettronica per lo scarico di carburante comporta anche l’obbligo del pagamento tracciabile da parte del Contribuente, tanto che la vendita di carburante già solo con pagamento tracciabile comporta per il Gestore un costo in commissioni bancarie pari, nel migliore dei casi, al guadagno realizzato nella vendita del carburante e che i Gestori hanno finora sacrificato pur di offrire il servizio al cliente finale.

Con l’ulteriore richiesta di Fattura, la vendita di quel carburante da “vendita in pareggio”diventa una vendita “in perdita” visto che i costi di gestione dell’operazione finisce con il superare il guadagno generato dalla vendita stessa e non si capisce fino a che punto possa considerarsi COSTITUZIONALE un provvedimento legislativo con il quale un Governo obbliga una Categoria come quella dei Gestori di Distributori Carburante a lavorare di fatto “IN PERDITA!”

.Senza voler entrare nel merito del tema FATTURAZIONE ELETTRONICA i cui effetti positivi o negativi li potremo riscontrare già a breve al di là delle opportune dichiarazioni di facciata di chi ha impresso questa svolta epocale ad un’Economia già fortemente penalizzata dalla zavorra di una Burocrazia asfissiante, la domanda che nasce spontanea al nostro interno è: “Tutto questo è veramente necessario, quando ci sono valide alternative?”.

Nel 2018 è stata concessa una proroga di sei mesi ai “Benzinai” non ancora pronti ad affrontare il cambiamento e, nel secondo semestre, è stato consentito scaricare carburante con l’ausilio della vecchia SCHEDA CARBURANTE accompagnata dal pagamento tracciabile.

Questa, a nostro avviso, rappresenta una garanzia capace di soddisfare le esigenze del Fisco sull’argomento senza dover scaricare sui Benzinai una mole di lavoro e rischi ingestibili ed incomprensibili.

Inoltre, ad ulteriore supporto della nostra richiesta, già nel 2011 nel DECRETO SVILUPPO DL.N. 70/2011 era stata introdotta la possibilità di sostituire la SCHEDA CARBURANTE con CARTE BANCARIE PREPAGATE E SPECIFICHE adibite a documentare spese inerenti all’attività lavorativa di un possessore di Partita Iva.

In questo caso basterebbe reintegrare quel Decreto richiedendo, per la documentazione degli acquisti del carburante un uso esclusivo di tali Carte per quello scopo.

In questo caso sarà ancora l’Estratto conto della carta a documentare, ripetiamo, esclusivamente spese per l’acquisto del carburante lasciando al Contribuente l’onere di gestirsi, per le sue esigenze fiscali, il rapporto con la Banca e quello con il Fisco senza dover mettere in crisi un settore in grande sofferenza che oggi vede un Gestore costretto a dover decidere se rifiutare un servizio (rischiando sanzioni e perdendo il cliente) o se semplicemente garantire il servizio perdendo tempo e soldi e finire con il compromettere, oltretutto, la propria attività.

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FRANCESCO SAVERIO
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FRANCESCO SAVERIO

Complimenti, una ottima esposizione del problema fattura E e benzinaio, si, parliamo del benzinaio, che si dovra’ trasformare in banchiere/contabile/controllore e poi benzinaio nel dover controllare olio , pressione gomme, e lavare il vetro, magari per un rifornimento di 10 EURO, non e’ finita, mentre compila la fattura perde il rifornimento di tre macchine stanche di aspettare. Come al solito mentre i burocrati lavorano sempre meno , le aquile pensanti ribaltano il controllo sui soliti noti,I POSSESSORI DI PARTITA IVA.I carburanti maledetti ,odiati da tutti ma necessari, quindi ,anche chi li eroga viene considerato maledetto e da punire.-Una considerazione simpatica,… Leggi il resto »

Antonio Nuvoli
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Antonio Nuvoli

Mi permetto di portare la mia esperienza diretta, dal 01/01/2019 a questo momento ho emesso 3472 fatture. Tantissime per importi ridicoli, per molte di queste il cliente chiede la stampa della copia cortesia, nuova invenzione per sprecare carta sempre pagata dal ricchissimo benzinaio. Ma la più grossa beffa è il vertiginoso aumento di transazioni bancarie per le quali la banca trattiene tra 0,50% ed il 0.70% dell’importo fatturato. Ma voglio farvi un’esempio,con i margini attuali il benzinaio su un rifornimento da € 50,00 ha un utile lordo di € 1,00 ” uno/00″, proprio così! Quindi nella migliore delle ipotesi pagherà… Leggi il resto »

pippo
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pippo

Ma almeno esca da qualche parte una proposta concreta, al di là delle critiche, io non la vedo ..
Questo diceva un sindacalista 2 gg fa
Questa potrebbe essere una proposta seria su cui lavorare ,come è possibile che un lavoratore paghi una tangente del 25% per lavorare ?
Oltre a queste ce ne sono decine di cazzate da mettere apposto ,lavoro e spunti ne avete Buon lavoro

Alex
Ospite
Alex

Esistono modi più semplici ed economici pensati da persone comuni figuriamoci se questi luminari che hanno imposto la e-fattura non lo sapevano.
Il loro fine è l’evasione, ma il loro obiettivo forse è da ricercare altrove

Moreno Parin
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Moreno Parin

posso capire lo sfogo del gestore, ma vorrei ricordare che la genesi della fattura elettronica è piuttosto banale, è stata individuata come strumento anti evasione, ovvero un mezzo per accelerare/automatizzare i controlli del fisco, non che voglia difendere la scelta, ma, a parte i previsti intoppi iniziali, tutti i vari piagnistei che si sentono arrivano perlopiù da gente che fatturava allegramente e adesso qualche problema se lo ritrova a fare il furbo. Detto questo il gestore è l’unico soggetto veramente penalizzato dalla fattura elettronica, si passa da zero, o quasi, fatture a migliaia di fatture, e per questo il gestore… Leggi il resto »

Luigi Mattiozzi
Ospite
Luigi Mattiozzi

ogni nuova iniziativa viene creata con l intento di combattere l evasione fiscale tanto è vero che i primi a dover applicare l e-fattura dovevano essere i distributori di carburanti,richiesta fatta dalle associazioni dei petrolieroi vedi UP assopetroli etc sapevano benissimo che molti distributori non avrebbero retto all aumento dei costi ma se chiudevano la clientela non restava certo senza carburanti e percio si rivolgeva altrove e con meno impianti meno manutentori meno costi, piu utili. 2 Con l obbligo delle varie carte maggiori utili per le banche e i vari provider 3 Con l obbligo della fattura le varie… Leggi il resto »

Alex
Ospite
Alex

La fattura è un servizio che tutti fanno pagare basta leggere qualsiasi bolletta arriva, o qualsiasi fattura delle carte aziendali. Il nostro margine è per la vendita al dettaglio e non per una vendita al ingrosso. Se un azienda ha grandi esigenze può richiedere le carte aziendali, dove gli viene messo a disposizione un credito e a fine mese inviata la fattura. In caso gli occorre una copia di un qualsiasi documento il costo è Euro 5.00, l’invio della della fattura cartacea un costo di Euro 2.00 e nessuno dice nulla. Mentre quando qualcuno di noi ha suggerito di applicare… Leggi il resto »

Salvo
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Salvo

uauuuuuuuuuu condivido lettera per lettera, meglio di così non si poteva esporre il problema !!!