Notizie contrastanti sulla riuscita dello sciopero in Sardegna

Si susseguono notizie abbastanza contrastanti sulla riuscita o meno dello sciopero degli autoconvocati in Sardegna. Intanto segnaliamo la solidarietà di molti colleghi che anche fuori dalla zona interessata hanno voluto manifestare la vicinanza ai colleghi sardi  addobbando gli impianti con cartelli informativi verso la clientela.

Da segnalare in senso contrario le notizie apparse su alcuni siti online che identificano la chiusura di pochi impianti. Uno dei quali titola : I benzinai di Cagliari lavorano e incassano: “Scioperare? Non siamo gli scemi del villaggio”

Ne riportiamo di seguito uno stralcio;

Si possono contare su – quasi – le dita di due mani i distributori di benzina chiusi a Cagliari nel primo dei tre giorni di sciopero proclamato dal Gruppo spontaneo dei gestori Uno in via della Pineta, tre tra il Poetto e piazza Repubblica, uno a Is Mirrionis e un altro in via Castiglione: questo l’elenco, aggiornato, delle stazioni di rifornimento sbarrate. Tutte le altre, invece, sono aperte, e i tanti cagliaritani che temevano di dover restare con il serbatoio dell’auto svuoto sino a giovedì hanno tirato un sospiro di sollievo. Nel capoluogo sardo, insomma, la mobilitazione dei gestori delle pompe di benzina è, a voler essere buoni, un mezzo flop. Da San Benedetto alla zona di Monte Claro, da Sant’Avendrace all’area della rotonda di via Cadello, molti i distributori aperti. E il perchè della mancata partecipazione alla “serrata” è ben spiegato dai gestori stessi.

Andrea Siddi ha 48 anni e da dieci gestisce il distributore di via Cadello: “Non sciopero perchè tutti gli impianti sono aperti, ho già fatto un giro per la città. Chiudo io e tutti gli altri restano aperti? Che senso ha? Non sono lo scemo della zona”, domanda Siddi, “certo, voglio anche io i dieci centesimi al litro. Al mese non riesco a guadagnare mille euro e molti clienti si lamentano con me del prezzo della benzina”. In piazza Giovanni XXIII, da tre mesi, Matteo Piredda, ventotto anni, è alla guida della pompa di benzina: “Se scioperassi andrei contro alla compagnia, e non si arriverebbe a nulla. Nessuno mi ha contattato per scioperare, tutti i miei colleghi sono aperti. Io guadagno cinque centesimi al litro, ma non mi dispiacerebbe guadagnarne dieci, ogni mese guadagno poco più di mille euro ma ci sono le spese. Diciamo che mi basta per vivere da solo”.

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mauro
mauro
1 anno fa

Lo sciopero è un’astensione collettiva dal lavoro da parte di lavoratori…avente per finalità quella di ottenere un miglioramento delle condizioni lavorative rispetto a quelle disciplinate dal contratto collettivo nazionale di lavoro (tratto da wikipedia).e poi,come ogni volta,arriva il più furbo che non può scioperare perchè perchè perchè…

Alex
Alex
1 anno fa

Anche in Sardegna i gestori sono abituati a prendere il serpente con le mani degli altri.
Mi auguri che almeno ci serva di lezione per capire che la nostra miseria non è colpa di nessuno, solo della nostra incapacità di rinunciare al niente.
La paura del collega, l’invidia del prossimo, il guardare sempre a colui che abbiamo accanto ci ha portati al fallimento.

Massimo
Massimo
Rispondi a  Alex
1 anno fa

Se ogni uno guardasse il suo e non mi sento scemo come dice il collega perché ho aderito allo sciopero dico solo che con la faccia e il culo degli altri e tutto più facile .

anonimo
anonimo
1 anno fa

chi è causa del suo mal pianga se stesso