Carburanti, il pudore dell’Antitrust

Staffetta Quotidiana – “Parlare di sviluppo in queste condizioni non è igienico. Prima bisogna parlare di risanamento”. A dirlo qualche tempo fa a proposito dell’illegalità nei carburanti era Pierluigi Bersani, ex ministro dell’Industria, “padre” delle liberalizzazioni dell’energia (e figlio di benzinaio). Cogliendo perfettamente il punto: il problema del settore oggi non è certo la concorrenza – magari lo fosse – ma il dilagare di quel tipo di “insalubrità”, per restare alle parole di Bersani, che negli anni successivi ha continuato a crescere, cominciando a fagocitare pezzi sani del sistema, nella disattenzione generale.

Forse è proprio per questo che nella segnalazione inviata oggi dall’Antitrust al Governo sui problemi della concorrenza in Italia, non si trova – diversamente da occasioni anche recenti – alcun riferimento ai carburanti. Un apparente pudore a lanciarsi nelle consuete considerazioni (oggi del tutto fuori luogo) su prezzi e barriere all’ingresso – come peraltro insisteva a fare il governo ancora pochi mesi fa – che nasce forse dall’acquisita consapevolezza che purtroppo, in un settore talmente aperto da diventare un colabrodo per la malavita, il problema è tutt’altro.

Una consapevolezza, però, che non pare ancora riuscire a vincere su un secondo pudore, quello che inspiegabilmente frena l’Antitrust dallo scendere apertamente in campo su questo tema. Eppure in questi anni le frodi Iva e il contrabbando, permettendo a qualcuno di fare offerte a prezzi stracciati, hanno mandato a casa schiere di operatori onesti, consentendo un’accumulazione di ricchezza che oggi è virtualmente in grado di fare il salto di qualità, rilevando una grossa quota di attività legali. Questo sì è uno spaventoso problema di concorrenza. L’Antitrust dov’è?

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

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Alex
Alex
1 mese fa

Da onesto gestore, forse eccessivamente dove ho subito ogni sorta di sopruso x non essere coinvolto in sporchi giochi poco onesti, quando negli anni passati le nostre associazioni denunciavano anticipatamente quello che viviamo oggi, l’antitrust con termini appropriati diceva che se i gestori tradizionali non erano capaci di fare la concorrenza il problema non erano le pompe bianche.
Fu un articolo pubblicato su questo sito dove riportava approssimativamente questa affermazione che mi ferì tantissimo, nella mia onestà e nell’intelligenza di tutti i miei colleghi.
A suo tempo pensai che le nostre associazioni prima o poi avrebbero trovato degli interlocutori ignoranti come loro dove poter scambiare delle idee x pianificare una soluzione intelligente.
Così non è stato perché questo settore movimenta fiumi di denaro quindi ci sono solo professori con il portafogli degli altri.
Tutto questo è andato avanti senza smuovere l’attenzione di nessuno fino a quando RAI 3 nella trasmissione Reporter quando nei bar di quartiere si sono laureati anche gli ubbriaconi.
Nel nome della legalità abbiamo continuato a perseguitare il gestore onesto con adempimenti che dovrebbero diminuire l’operato di che avrebbe dovuto controllare, ma non ha fatto.
Abbiamo un popolo tartassato perché quel denaro mancante alle casse qualcuno onesto lo ha dovuto sborsare e l’antitrust ??
L’antitrust che beneficio ha portato alla sua nazione in questi anni ??
Dal momento che la matematica non è un opinione non serviva un mago x fermare questa voragine.

mario
mario
1 mese fa

è mancato anche un vero e assillante impegno sidacale
da parte dei benzinai

Alex
Alex
Rispondi a  mario
1 mese fa

Mario, non è proprio così.
Anni fa quando su questo sito usciva l’articolo che Roberto Di Vincenzo si è smosso da Roma x denunciare un impianto che in Abruzzo vendeva carburante sotto il prezzo del Platts, non si è saputo più nulla se non che dopo un po di tempo uscì un articolo, quasi a sfidarlo dove diceva che in Abruzzo c’era il distributore con il prezzo più basso d’Italia.
A prescindere il nostro sindacato che a dirla tutta non è esattamente compito loro fare indagini.
Ma chi doveva controllare, sorvegliare, sanzionare e far rispettare la legalità ?
La comunicazione dei prezzi a cosa serve se non sono capaci di farne buon uso ?
Serve x avere una ragione in più x sanzionare il gestore onesto o serve al cliente x vedere dove non deve andare ??
Questo sito è quello che leggo di più, compreso i commenti dei miei colleghi e compreso quelli che esprimono pareri diversi dal mio.
Li rispetto tutti anche se a volte sono eccessivamente ironico, ma soprattutto rispetto chi si è prodigato nei nostri confronti anche se capisco che non sono tutti uguali.

mario
mario
Rispondi a  Alex
1 mese fa

quando dico che bisogna essere piu assillanti,dico che abbiamo perso di vista il territorio sul quale non si fà piu sincacato con la lettera maiuscola,lo sostiene uno che ha fatto lotte dure negli anni 80 e ora mi vedo giorno dopo giorno perdere quelle conquiste ottenute con lotte a volte estenuanti,oravi sarebbero motivazioni ben più gravi per essere duri e puri