UNA SFAVILLANTE INSEGNA LUKOIL

Qui negli Stati Uniti se sei un russo, uno che Putin magari lo detesta, rischi di rimanere disoccupato e di farti insultare per strada.
Ma la sciagurata invasione dell’Ucraina ha provocato danni collaterali perfino agli americani qualunque, come Michael, che ha un bel nulla di russo, a parte il torto di possedere una stazione di benzina con una sfavillante insegna Lukoil.

Nel 2000 Lukoil fu la prima società russa ad acquistare una grande azienda americana: era la Getty Petroleum con le sue 1300 stazioni di servizio. Michael ancora si ricorda quando, un paio d’anni dopo, Putin in persona venne in America a festeggiare.

Michael, allora, era un semplice benzinaio. Putin, all’inaugurazione, strinse la mano al suo capo, sorseggiò il caffè della stazione di servizio, disse che era buono e si mangiò pure una ciambella Krispy Kreme. Il senatore americano Charles Shumer, nel suo discorso sul piazzale, fra i distributori sgargianti, brindando a Putin, disse entusiasta che il petrolio russo avrebbe aiutato gli Stati Uniti a liberarsi dalla dipendenza dell’Opec, i paesi esportatori di petrolio. Putin applaudì con quella sua specie di sinistro sorriso da capo dei servizi segreti in vacanza a Malibù. Così Michael decise che un giorno si sarebbe comprato una stazione di servizio tutta sua con una sfavillante insegna rossa e bianca Lukoil.

Dieci anni dopo il sogno si realizzò, con parecchi debiti, ma lui era fiero di avercela fatta. E adesso? Adesso tutto il New Jersey, dove vive Michael, disprezza qualsiasi cosa abbia a che fare con la Russia. I negozi di liquori hanno smesso di vendere vodka russa. I proprietari del bar, una notte di marzo, hanno inscenato una specie di violento show versando fiumi di liquore russo in strada. I ristoranti di fascia alta hanno incollato un cartello sulla vetrina: “Qui non si vende caviale russo!”, e la gente del posto si rifiuta di fare benzina da Michael.
Ma c’è di peggio: i leader locali hanno votato per costringere la sua stazione Lukoil e un’altra a chiudere. E il governatore del New Jersey ha annunciato alla tv di voler bandire tutte le stazioni Lukoil nello stato. Michael ha un contratto con Lukoil fino al 2024. Fino a oggi ha avuto una perdita secca del 50% sul fatturato. Ora ha due anni davanti senza scampo. Perché i debiti corrono e alle banche non interessa se la tua attività è stata congelata e i tuoi distributori non erogano più una goccia di benzina.

Come tutti, Michael deplora l’invasione armata dell’Ucraina, ma il senatore che nel 2003 brindava a Putin mica l’hanno sanzionato, siede ancora fra i banchi del Senato. Possibile che lui, un benzinaio come tanti, sia cancellato dal mondo del lavoro come si fosse presentato ogni giorno alla sua stazione di servizio con un carro armato con una Zeta sopra?

Storie piccole di vite secondarie falciate via senza un rigo di commento, ignorate dalla storia. Michael non ha idea di cosa fare, questa furia anti Russia lo sta uccidendo, dice.
Era un trafiletto perduto in fondo alla pagina interna di un giornale della provincia americana.

Diego Cugia – Jack Folla
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Mario
Mario
1 mese fa

non bastano i nostri problemi , ora dovremmo preoccuparci dei benzinai americani ?

Marco De Biasi
Marco De Biasi
1 mese fa

E questa storiella probabilmente inventata che c’entra con lo scopo del sito?

davis13
davis13
Rispondi a  Marco De Biasi
27 giorni fa

qualcosa simile è apparso sul washington post https://www.washingtonpost.com/business/2022/03/13/lukoil-gas-stations/