Petrolio e punti vendita carburanti: anche la famiglia Brachetti Peretti verso l’uscita di scena

La famiglia Brachetti Peretti, da oltre 90 anni protagonista del panorama petrolifero nazionale con il gruppo IP (oltre 4.600 stazioni di servizio e una capacità di raffinazione di 10 milioni di tonnellate annue), starebbe valutando un’importante operazione di riassetto societario.

L’indiscrezione, riportata da MF-Milano Finanza e rilanciata dal Corriere della Sera, parla chiaro: la famiglia ha affidato a UniCredit il mandato per individuare un socio disposto ad entrare nel capitale di Api Holding e della controllata lussemburghese Fin.Bra.Sa. In pole position, secondo le fonti, ci sarebbero due operatori statali stranieri: KazMunayGas (Kazakistan) e Socar, compagnia petrolifera dell’Azerbaijan, oggi ritenuta favorita dopo il ritiro dei kazaki.

Secondo diversi analisti, la trattativa sarebbe alle fasi finali, con una grande banca italiana che avrebbe già predisposto un finanziamento per l’acquirente da diverse centinaia di milioni di euro. Il nodo, al momento, resta la quota effettiva in vendita: c’è chi ipotizza una cessione di maggioranza e chi, invece, parla di una minoranza qualificata, tutto dipenderà dal valore riconosciuto all’azienda.

Cosa sarà incluso nel perimetro? Resta da capire se nella cessione rientreranno anche asset strategici come la raffineria di Falconara, che secondo molti richiederebbe una ristrutturazione importante, e la raffineria Sarpom di Trecate, specializzata in jet fuel e ancora redditizia.

Questa mossa arriva nel pieno di un importante piano di rilancio per IP, guidato dal presidente Ugo Brachetti Peretti, che ha chiuso a ottobre 2023 l’acquisizione degli asset carburanti e raffinazione di Esso Italiana. Più recentemente, ad aprile 2024, ha annunciato la nascita della joint venture IPlanet con Macquarie Capital per l’elettrificazione delle stazioni di servizio, con un investimento da oltre 200 milioni di euro entro il 2027. L’obiettivo? Convertire oltre 500 punti vendita in stazioni integrate con colonnine fast e ultrafast, completando la trasformazione entro il 2032.

In attesa di sviluppi ufficiali sulla cessione, è già arrivato il primo cambiamento interno: Marco Mannocchi, ex Neste, ha preso il posto di Francesco Luccisano alla guida delle relazioni esterne. Luccisano assumerà ora il ruolo di country director per l’Italia della società chimica Syensqo.

Per i gestori carburanti, l’eventuale uscita della famiglia Brachetti Peretti rappresenterebbe un altro segnale del profondo cambiamento in atto nel settore: nuovi assetti, nuovi capitali e, forse, nuove strategie che potrebbero ridisegnare equilibri consolidati. Restiamo in attesa di conferme ufficiali, ma una cosa è certa: il futuro di IP potrebbe essere già scritto… e parlare una lingua diversa.

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Carlo
Carlo
1 anno fa

…indebitati fino al collo….

Tony
Tony
1 anno fa

Il Codacons inizia a fare polemiche sui prezzi che noi gestori non abbassiamo subito come va l’andamento del petrolio,volete riferire a quei rincoglioniti
Che chi a acquistato a prezzo pieno non puo’abbassare subito ed andare in perdita.
Loro fanno Bla bla bla ma il loro portafoglio e’ pieno il nostro piange
Vergognatevi voi de Condacons a chi vi mantiene i vostri stipendi …

Salvatore
Salvatore
Rispondi a  Tony
1 anno fa

Non c’è più da meravigliarsi di tutto quello che capita in questo settore ,direi che tutto questo è nient’altro che una conseguenza ed un susseguirsi di eventi ahime per noi molto negativi a cominciare dai nostri rapporti con le compagnie che oramai sono quasi nulli, e poi i governi che si sono susseguiti in questi anni, che hanno fatto solo promesse di riforme varie ma che alla fine ci hanno Perculato per tutto questo tempo senza fare nulla di che per questo settore, il sindacato che purtropo non ha più la forza di poter fare nulla contro il potere la prepotenza e l’arroganza delle compagnie e che hanno sempre avuto buon gioco ogni volta che si è tentato di fare uno straccio di trattativa e per finire agiungo una certa carta stampata che molto superficialmente ci ha dipinto come quelli che fanno la cresta sui prezzi del carburante accusandoci a torto marcio di praticare ovepriced senza sapere come funziona il sistema, mettendoci al pubblico Ludibrio alla berlina difronte all’opinione pubblica!!!! e concludo dicendo che per quanto riguarda il settore nel bene o nel male ogniuno qui fa i cazzi suoi ???