Carburanti, perchè le compagnie nascondono ai consumatori i prezzi consigliati ai Gestori?

I GESTORI SEGNALANO A MISTER PREZZI LA VIOLAZIONE DEL DECRETO ACCISE.
Nessuna compagnia petrolifera ha ancora ottemperato all’obbligo, previsto dal suddetto decreto legge n. 33/2026, vigente dal giorno 19 marzo, di assicurare “la pubblicazione con adeguata evidenza sui propri siti internet” dei “prezzi consigliati di vendita ai clienti finali”, vale a dire ai propri Gestori.

E’ questo uno dei contenuti principali della segnalazione formale destinata, lo scorso 25 marzo, a Mister Prezzi e, per conoscenza, a numerose altre Istituzioni, tra cui la Presidenza del Consiglio, i Ministri dell’Interno, dell’Economia, dei Trasporti, oltre all’AGCM, ai sensi del decreto con cui il Governo ha tagliato le accise sui carburanti e introdotto misura a contrasto di eventuali speculazioni sui prezzi.

Lo rendono noto le Organizzazioni di categoria dei Gestori -Faib Confesercenti e Fegica- in una nota congiunta.
“La mancata pubblicizzazione -spiega la segnalazione dei sindacati dei Gestori- da giorni e tuttora, dei prezzi consigliati ai singoli punti vendita, nel presente momento di emergenza -cosa che ha giustificato l’adozione del decreto stesso- e per un periodo predeterminato di tempo, sta generando un danno rilevante in termini di interesse collettivo e pubblico, oltreché un deficit di conoscenza essenziale per semplificare la vigilanza degli Organi di controllo”.

E’ bene ricordare che il “decreto accise” prevede che, in caso di una violazione come questa, “si applica una sanzione pari allo 0,1 per cento del fatturato giornaliero” del soggetto inadempiente.

Così come è davvero difficile non sottolineare come un Gestore che dovesse ritardare di un ora la sua comunicazione, in seguito a controlli che possono agire retroattivamente fino a 180 giorni, riceve un verbale di migliaia di euro di multa.

E tuttavia -si chiedono i sindacati- perché le compagnie, a differenza di qualche retista indipendente che ha già dato seguito alla norma, dimostrando con ciò che è possibile darle applicazione, non vogliono che gli automobilisti possano conoscere quale è il prezzo che “consigliano” ai loro Gestori su ciascun punto vendita?

Su questo e su altri aspetti su cui si sofferma la segnalazione -conclude la nota congiunta- Faib e Fegica hanno richiesto il parere di merito degli Uffici del Garante; quali iniziative il Garante intenda eventualmente assumere ovvero abbia già assunto; se e in quali termini lo stesso Garante abbia intenzione di avere apposito confronto con i competenti Uffici della Guardia di Finanza, in relazione ai fatti esposti nella segnalazione formale depositata.

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Toni
Toni
3 giorni fa

Diciamo che questa loro eventuale mancanza è una cavolata di fronte a tutti i problemi che ci sono nel settore.
Forse sarebbe meglio che i sindacati si soffermassero su altre problematiche, tipo i contratti scaduti, le commissioni bancomat, le spese oramai insostenibili di fronte a margini da fame fermi da decenni.
Una mancata comunicazione del prezzo medio degli impianti non salverà di certo la categoria dal fallimento quasi assicurato….
🙁

Luciano
Luciano
Rispondi a  Toni
3 giorni fa

Giusto !!!Cosa cazzo interessa al sindacato la questione prezzi !!i gestori non essendo responsabili dei prezzi ,sono esenti da qualunque critica (se non fanno furberie) Quindi caro sindacato invece di ergerti a GdF o ispettore fiscale ,inizia a fare gli interessi di chi ti paga la tessera i gestori !!che tra venduto e margini da fame è alla frutta!!!Portateci in piazza !!! Sciopero subito !!! Non scherzavo ,stiamo ancora troppo bene

SALVATORE
SALVATORE
3 giorni fa

Questo lavoro è destinato all’estinzione il gestore non ha più la funzioni che svolgeva negli anni passati, dove il gestore sull’impianto era la figura centrale colui che svolgeva le funzioni di primaria importanza e che coloro di noi che hanno qualche anno sulle spalle e qualche capello bianco conosce bene come funzionavano le cose, e se siamo arrivati a questo punto da essere irrilevanti è dovuto ad un motivo banale ovvio ma indiscutibile ed è quello che siamo un costo e in economia i costi se non si ammortizzano vengono eliminati !!! qualcuno dirà che è un discorso trito e ritrito…ma questa è la realtà certa e incontrovertibile??? se poi non lo si vuole accettare il tempo non più molto” in verità”, lo renderà chiaro agli occhi di coloro che ancora nutrono e sperano in un futuro, sapendo di illudersi!!!!