Ancora una volta Faib e Fegica sono costrette a denunciare gli incomprensibili ritardi del Mimit nel portare in approvazione del CdM il testo del DDL di riforma del settore, faticosamente messo a punto e condiviso da tutti gli operatori.
Appunto: tutti d’accordo ma c’è ancora chi -nascosto dietro le quinte- tira il freno a mano con l’ambizione di far naufragare una riforma che non solo è di interesse del settore (compagnie petrolifere e retisti compresi), ma consente un riassetto della rete in grado di incidere in modo strutturale e significativamente anche sul prezzo al pubblico dei carburanti.
Soprattutto nel momento in cui -ormai tra poche ore- verrà cancellato quel che rimane dello “sconto dell’accisa”.
Quello che il settore e i Gestori in primis auspicano è un sistema di regole certe e condivise che eviti speculazioni sui prezzi e che restituisca all’Erario quelle ingentissime risorse che le vengono sottratte da “raiders” disinvolti che, nelle pieghe di regole lasche, hanno inquinato il mercato, accumulando vere e proprie fortune.
Diversamente, non sarebbe sostenibile una rete che conta ancora 5.000 impianti con un erogato inferiore ai 500 Klt/anno.
E allora, chi è che si nasconde nell’anonimato e vuole far naufragare un progetto faticosamente costruito in oltre tre anni di lavoro?
Adesso basta con i rinvii e i cincischiamenti: è ora di tirare fuori il testo del DDL condiviso ed avviarlo all’esame del CdM prima e del Parlamento poi.
A sostegno della riforma, Faib e Fegica mettono in stato di mobilitazione la Categoria, pronte e sostenere la rivendicazione anche con una chiusura prolungata degli impianti.
Per quanto paradossale possa apparire, sono i Gestori e i lavoratori a doversi fare carico, ancora una volta, di indicare soluzioni e dare prospettiva ad un intero settore strategico per la collettività e gli interessi del Paese.
