Cresce la tensione tra i gestori Esso della rete EG Italia dopo l’annuncio della cessione del ramo d’azienda relativo alle Esso Card, che dal 1° gennaio 2026 non saranno più accettate presso i punti vendita a marchio Esso, ma passeranno nelle mani di un altro operatore petrolifero attivo in Italia, Q8.
Secondo Faib Confesercenti e Fegica, che il 12 settembre hanno inviato una formale comunicazione a EG Italia e ai cinque retisti interessati all’acquisizione della rete, l’operazione rischia di avere effetti devastanti:
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oggi le vendite tramite Esso Card rappresentano tra il 20% e il 25% dell’erogato complessivo di EG;
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nei punti vendita autostradali, la quota legata a flotte e autotrasportatori è ancora più rilevante;
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il ritiro dello strumento di pagamento causerà uno sviamento immediato della clientela, compromettendo l’equilibrio economico dei gestori e la stessa sostenibilità delle attività.
Il danno diventa ancora più grave se si considera che le Esso Card, una volta cedute, saranno utilizzabili presso una rete concorrente già operante in Italia. In altre parole, i gestori Esso vedranno i propri clienti spostarsi altrove senza alcuna possibilità di compensazione, mentre il valore commerciale dei loro punti vendita rischia di ridursi in modo “consistente e irrecuperabile”.
Le due federazioni sottolineano di aver già sollecitato lo scorso 12 agosto un confronto diretto e formale, che però non è stato ancora accordato. Ora, di fronte alle conferme sulla cessione, ribadiscono la richiesta di un incontro urgente e avvertono:
“L’operazione, se confermata, può svuotare i punti vendita in favore di terzi concorrenti, arrecando un danno enorme ai gestori. Per questo annunciamo la più ampia riserva ad avviare ogni tipo di azione politico-sindacale e legale, sia a livello nazionale che comunitario, a tutela del mercato, della concorrenza e dei diritti della categoria.”
Il passaggio delle Esso Card da EG Italia a Q8 apre dunque uno scenario critico per centinaia di gestori. Un’operazione finanziaria che rischia di tradursi in un colpo durissimo alla sostenibilità delle stazioni di servizio, specie lungo la rete autostradale.
La partita ora si sposta sul tavolo del confronto sindacale, ma Faib e Fegica hanno già messo in chiaro di essere pronte a usare tutte le leve disponibili, anche giudiziarie, per difendere i gestori.

Se hanno già venduto hai voglia ad agitarti…